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La porta gotica della Regina Teodolinda
Un ingresso ai Giardini e al Parco dal “Viale Pubblico”


   

Viale Pubblico, dice la cartolina. Probabilmente il nuovo viale non portava ancora un nome.
La cartolina non è viaggiata e ha un sapore strano, forse per il tentativo di dare colore a piante invernali, platani  privi di foglie,  tristi e “imbellettati “ da una sfumatura di verde. Strana forse per una certa aria tra il funereo e il metafisico-espressionista: lontano un gruppo di minute figure si avvia verso la “Porta Teodolinda” (come ritrovo chiamata in altra cartolina). Un signore più vicino, anch'egli vestito di nero, sembra segnare la profondità del viale, quasi sospeso e senza tempo.
La lunga prospettiva del viale, le alte “quinte” formate dai filari di platani, come partecipi di uno scenario teatrale di una tragedia, convergono sulla porta di ingresso al Parco ed alla Villa.

mappa del Canonica - 1810

Il viale infatti (oggi via Petrarca) non è coevo dei Giardini e del Parco ma realizzata dopo, in origine il rapporto “Triangolare” di accompagnamento dei Giardini con la Città era “imperfetto” e realizzato solo per la parte ovest (tra l'attuale viale Margherita e il viale centrale dei Boschetti) e si concludeva con un lato definito dalla cortina sulla strada  che usciva dalla Porta di Borgo Carrobiolo (attuale via Frisi).

mappa del 1827

Nella mappa del 1827 si nota la realizzazione parziale della metà del “Tridente” che si ritrova già nelle mappe di progetto del 1810 e che poi trova definizione progettuale particolareggiata nel disegno del Tazzini  del 1883. Anche in piazza Citterio si trova una casa progettata dal Tazzini che purtroppo presenta una modifica del tetto rispetto al progetto originario (è sparita infatti la torretta centrale).
Vi sono anche mappe del Canonica, di cui Tazzini era allievo e aiutante, che definiscono il “Tridente” di collegamento tra la Villa e la Città con vertice sulla attuale piazza circolare e lato parallelo all'ala laterale della Villa..

mappa del Tazzini - 1883

La porta, detta di Teodolinda, è anch'essa strana, un “neo-neo gotico”, che comunque partecipa del gioco del grande progetto del Parco. Essa trova riferimento formale solo in originari particolari del San Fedele (qualcuno sostiene che la porta è stata realizzata con avanzi della “fabrica del dom“ di Milano).
Le altre porte del Parco e degli stessi Giardini sono molto più austere, semplici , sin povere, visto l'impianto architettonico e paesaggistico complessivo.
In origine in zona c'erano le lavanderie e i prati con gli stenditoi per asciugare. Quando si tolsero, si provvide a modificare e nobilitare anche questo ingresso con una porta “scenografica” e terminale del viale e che si vedesse sin dall'uscita dalla città murata. Un riferimento nel paesaggio, al termine del “Viale Pubblico”. 
In altra cartolina è chiamata, come dicevo, Porta Regina Teodolinda, in altra ancora, più recente, viene descritta come “Porta in stile gotico XIX secolo”.


Questo ingresso sarà poi quello che porterà al Tennis Club che fu insediato anch'esso all'inizio degli anni '30. Allego al proposito anche un invito del 1930 (VIII anno dell'era fascista, per memoria del mitomane) al “Campionato Monzese di Tennis” in via Petrarca.
Il Tennis Club dovrebbe trovare nuova sede nei prossimi anni. 
Recentemente, dopo qualche anno di ingabbiamento con un ponteggio in conseguenza del suo stato di degrado, si procede al restauro, così come, dopo anni, si è provveduto a togliere la bruttura dell'angolo in legname che fuoriusciva dal muro di cinta.

Alfredo Viganò


cartolina precedente

  19 febbraio 2006