

In memoria dell'avvocato Luigi Angeli
Commemorazione di Michele Faglia nel consiglio comunale del 12 luglio 2007
Luigi Angeli è nato ad Amandola l'8.6.1926.
Comandante partigiano negli anni 1943/45 e stato insignito della medaglia di bronzo al valor militare della croce al merito di guerra ed è stato riconosciuto invalido per quella causa.
Ha collaborato con molti studiosi per la ricostruzione storica di quel periodo.
Laureato all'Università di Macerata nel novembre 1949, nel 1951 è divenuto Procuratore Legale ed ha esercitato la professione prima in Tolentino, dove abitava, poi nel 1953 a Torino ed infine a Monza dal 31.08.1957, dove ha esercitato in ogni campo del diritto.
Per trent'anni, attraverso dieci consecutive conferme di nomina biennale, ha svolto attività di Vice Pretore Onorario soprattutto in udienza penale.
Per i meriti conseguiti in questa attività è stato nominato Cavaliere della Repubblica.
Autore di numerosi scritti, in materia civile e commerciale, è stato incaricato dell'insegnamento di diritto doganale nella scuola per dirigenti industriali operante a Monza sotto l'egida dell'Università di Urbino prima di essere assorbita dallo IULM.
E' stato consigliere dell'Ordine degli Avvocati di Monza nel biennio 1988-90, divenendone Presidente dal maggio al settembre 1988.
E' stato tra i fondatori, nella seconda metà degli anni '80, della Cooperativa di servizi AMAP, tutt'ora presente in Tribunale, divenendone a lungo Presidente.
Ha fatto parte del Comitato promotore della Banca Popolare di Monza e Brianza di cui fu il primo Presidente.
Consigliere comunale a Tolentino dal 1951 al 1953, ne venne successivamente nominato cittadino onorario.
Fu anche consigliere comunale a Monza dal 1960 al 65 con il Sindaco Giovanni Centemero.
Nel 2005 è stato insignito del Giovannino d'oro.
E' stata per lui una grande soddisfazione, la sua città di adozione l'aveva premiato del più alto riconoscimento.
Ma anche per me fu un momento di grande emozione, nei confronti di un cittadino esemplare, per intelligenza, rettitudine, equità nel diritto, amante della democrazia e della repubblica, dei valori fondanti della Costituzione, nei confronti del quale ho sempre nutrito una grande stima e fiducia. Non ho lesinato nell'interpellarlo per un consiglio, per una opinione durante il mio mandato di sindaco, ho ricevuto sempre molto dai colloqui con lui, la spinta ad intraprendere sempre la strada maestra.
Dalla commemorazione di ieri alla Chiesa di San Biagio da parte del presidente dell'Ordine avvocati di Monza, avv: Attilio Villa:
La passione per il suo lavoro l'ha accompagnato tutta la vita.
Spendido scrittore, bastava leggere per imparare.
Aveva la capacità di prevedere dialogicamente le tesi avverse per replicare.
Dimensione Kantiana del suo operare unita alla tenacia del far prevalere le proprie ragioni.
L'insegnamento come sintesi del suo lascito al mondo.
Dal discorso pronunciato il 22 marzo 2004 a Tolentino per la presentazione della ristampa del volume sulla Resistenza.
I conti con i tedeschi si sono chiusi l'8 maggio 1945 con la firma dell'armistizio sul fronte italiano. Con l'amnistia del 1946 il perdono è stato completo per i fascisti. Ai generali comandanti le divisioni istruite in Germania è stato persino riconosciuto il diritto alla pensione; quelle scuole dalle quali erano stati espulsi gli ebrei e coloro che non avavano la tessera della G.I.L, sono rimaste regolarmente aperte per chi aveva inneggiato alla Repubblica Sociale ed è stato consentito loro l'ingresso in Parlamento.
Ci sembra legittimo e doveroso ricordare che una resistenza c'è stata e che si è trattato della prima guerra sostenuta da tutto un popolo che era schierato con i partigiani.
Per evidenziare quanto il popolo ci fosse vicino ricordiamo come tutte le case nelle nostre campagne fossero sempre pronte ad accoglierci e ad alimentarci, malgrado i minacciosi bandi di morte, come il popolo di Tolentino ci abbia accolto, affettuoso e festante, il 30 giugno 1944.
Sento ancora i brividi nella schiena quando ricordo l'entrata in Bologna il 21 aprile 1945, del gruppo Friuli nel quale ero volontario.
Entrammo in città, dalla via Emilia, nelle prime ore del giorno. Le strade erano piene di gente festante che agitava striscioni con la scritta Welcome, bandiere rosse, inglesi e tricolore. Ad un certo punto si sentì gridare: sono italiani!
Ci avevano riconosciuti dal tricolore che avevamo sulla spalla o, forse, sentendoci parlare.
Quel grido fu ripreso da più parti e la gente sembrò impazzire. Tutti accorrevano a vederci. Ci abbracciavano, ci offrivano da bere, ci regalavano pacchetti di sigarette, beni preziosissimi allora, ci portavano lo zaino, ci aprivano le case perché potessimo rifocillarci, le ragazze ci baciavano, tutti ci salutavano e ci chiedevano perché fossimo vestiti da inglesi.
Il mio reparto fu il primo ad entrare perché era il 1° plotone della !^compagnia del !° battaglione dell'87° fanteria Friuli.
Da allora sono trascorsi 59 anni. Non ricordo di aver vissuto un altro giorno così emozionante.
La Repubblica Italiana che è nata dalla Resistenza ha perdonato chi si era schierato con i nazisti.
Il popolo era con noi e noi eravamo con il popolo.
Alla moglie Gritly ed alla figlia Letizia con Guido, un caloroso abbraccio e ringraziamento per averlo amato e sostenuto anche nei suoi ultimi momenti difficili.
Michele Faglia
Monza, 12 luglio 2007
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