I giardini della Villa Reale
Il carpino
Scheda tecnica a cura di Aldo Colombo
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carpino
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ramo con foglie
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La pianta più diffusa nei giardini della Villa Reale? Il carpino! (n.b. l'esemplare sulla mappa è il numero 79, a Nord del laghetto).
Si tratta tra l'altro di una delle piante realmente 'autoctone' della nostra zona: secondo i botanici, prima che l'uomo ne modificasse radicalmente la composizione botanica, quasi tutta la pianura Padana era un querco-carpineto, un bosco di querce (farnia e rovere) e di carpino.
Il carpino, Carpinus betulus appartiene alla famiglia delle Corylaceae (per intenderci, la stessa del nocciolo). E' caratterizzato da una chioma ovale-allungata , con foglie ovato-oblunghe, a margine doppiamente dentato, con inserzione alterna. Le foglie sono decidue (anche se persistono a lungo secche sui rami), verde-scuro sulla pagina superiore, più chiare sulla pagina inferiore. Le nervature non sono ramificate, a differenza di quelle del carpino nero (Ostrya carpinifolia). D'autunno le foglie virano a un giallo-brunastro.
I fiori sono unisessuali, ma portati sulla stessa pianta; le infiorescenze maschili sono cilindriche, pendule, verde-giallastro; quelle femminili, erette, sono verdi. La fioritura avviene tra febbraio e aprile, prima dell'emissione delle nuove foglie, ma non ha caratteristiche ornamentali.
Dagli amenti femminili si formano infruttescenze pendule che hanno invece un certo carattere ornamentale. Sono peduncolate, costituite da acheni (frutti contenenti un solo seme); seccano sulla pianta.
Il fusto è caratterizzato da una corteccia grigio argentea; spesso emette polloni (e questo rende il carpino ottimo come pianta da siepe).
L'apparato radicale è ampio e profondo con numerose ramificazioni: questa caratteristica viene sfruttata nella zona vicino al laghetto, quella del 'giardino cinese', dove le radici del carpino (e di altre specie con questa peculiarità) formano magnifici disegni sulla superficie delle collinette formate artificialmente con terra di riporto.
Il carpino può raggiungere un'altezza di 20-25 m con un diametro della chioma di una decina di metri.
Preferisce terreni profondi, sciolti, freschi, ricchi di sostanza organica.
Si adatta tanto a posizioni soleggiate quanto in ombra parziale.
Resiste bene all'inquinamento atmosferico, alle basse temperature e alla siccità. Ha una buona resistenza anche ai parassiti e alle malattie crittogamiche e virali.
Non richiede potature, ma le tollera molto bene, soprattutto negli esemplari utilizzati per le siepi. Per le piante ad alto fusto, soprattutto nei parchi, può essere necessaria la spollonatura.
Tra le varietà, vanno ricordate 'Pyramidalis' (o 'Fastigiata') con chioma compatta, piramidale da giovane, poi più allargata; 'Columnaris' con una forma ancora più stretta; 'Pendula' con i rami che si inclinano verso il basso; 'Incisa' (o 'Quercifolia') che ha i margini con dentatura profonda.
Aldo Colombo
18 marzo 2002