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I giardini della Villa Reale
cedro del Libano

cedro del Libano
cedro dell'Atlante

cedro dell'Atlante
Il cedro
Scheda tecnica a cura di Aldo Colombo


Qual è la pianta più grande dei giardini della Villa Reale? Non tutti sanno che si tratta di un Cedro del Libano, un po' nascosto (si trova al numero 24 della mappa), tanto che ci si accorge delle sue dimensioni solo quando si è proprio sotto.
Nei giardini della villa sono presenti tre delle quattro specie che appartengono al genere Cedrus (famiglia delle Pinacee), ognuna proveniente da una diversa zona: dal Libano, appunto (C. libani), dalle montagne dell'Atlante (Marocco - C. atlantica) e dall'Hymalaia (C. deodara). Le loro foglie sono aghi quadrangolari rigidi e più corti in C. atlantica e in C. libani, un po' più teneri e più lunghi in C. deodara. Sui rami giovani gli aghi sono disposti a spirale sul rametto; sui rami più maturi gli aghi sono invece riuniti in ciuffetti di 15-50: potrebbero essere confusi con i larici, che però perdono le foglie d'inverno.
I fiori, che si sviluppano in settembre-ottobre, sono unisessuali, ma sia quelli maschili che quelli femminili sono portati sulla stessa pianta. I coni (termine botanico più esatto per indicare le 'pigne') sono eretti, costituiti da scaglie molto fitte; si formano di solito sui rami più alti delle piante adulte, su cui persistono a lungo prima di disgregarsi e liberare i semi, triangolari e con ali ampie.
Cedrus atlantica
, il Cedro dell'Atlante (lo trovate al numero 37 sulla mappa) è originario del Marocco e dell'Algeria; ha portamento eretto, conico, con le branche principali indirizzate verso l'alto. Gli aghi sono rigidi e corti, verde glauco sulla specie tipica. I coni, eretti, dapprima verde-azzurro, poi viola-porpora sono incavati all'apice.
la piccola quercia sulla biforcazione

la piccola quercia sulla biforcazione

Su una delle biforcazioni di questa pianta, a un'altezza di circa 20 metri, probabilmente portata da un uccello, una ghianda ha dato origine a una piccola pianta di quercia.
E' molto diffusa la cultivar 'Glauca', con gli aghi di un verde quasi azzurro.
Cedrus deodara, è il Cedro dell'Himalaia. Il suo nome in sanscrito (deva-dara) significa 'Albero degli Dei'. La chioma è ampia, piramidale, con rami quasi orizzontali, e i rametti terminali penduli. Le foglie sono più lunghe (fino a 5 cm) e più morbide rispetto agli altri cedri, di un verde che tende un po' al grigio. I coni, sono più lunghi di quelli di C. atlantica, non presentano l'incavo all'apice, e sono prima violacei poi bruni.
Cedrus libani: il Cedro del Libano ha una crescita più lenta rispetto alle altre specie. Da giovane ha portamento piramidale, mentre da adulto ha il tipico aspetto 'a ombrello': i rami si incurvano caratteristicamente verso l'alto, con le ramificazioni secondarie che restano orizzontali o leggermente inclinate, mai pendule. A differenza degli altri cedri viene spesso allevato con due o più tronchi principali, anche a candelabro (come nell'esemplare della Villa Reale). Gli aghi sono corti e rigidi, verde scuro. I coni sono lunghi circa dieci centimetri, viola porpora, poi grigio-verdi a maturità, con apice tronco o leggermente incavato. Con il suo legno i Fenici costruivano le loro navi. Nella zona d'origine è diffuso ormai solo in poche aree, dove è ora una specie protetta.
I cedri non presentano grossi problemi di ordine fitopatologico, e hanno anche una buona resistenza all'inquinamento. I rami più alti degli esemplari più vecchi, in caso di forte vento, possono avere una certa tendenza a schiantarsi. Non gradiscono le gelate prolungate.

Aldo Colombo


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  12 febbraio 2002