Sempre con il medesimo riferimento e cioè dando le spalle alla facciata della Villa Reale verso il giardino, e guardando quindi verso il 'canocchiale' principale, si può osservare un gruppo di sequoie all'estrema destra del grande prato (n. 16 della mappa). Appartengono alla specie Sequoia sempervirens, ma è da ricordare che con il nome italiano di Sequoia si indica anche un'altra pianta appartenente a un altro genere e a un'altra specie: Sequoiadendron giganteum.
Sono ambedue originarie degli stati occidentali degli Stati Uniti e nelle zone d'origine raggiungono dimensioni gigantesche tanto in altezza (Sequoia sempervirens, che supera i 100 m, seconda al mondo solo ad alcuni Eucalyptus), quanto in larghezza del tronco (Sequoiadendron giganteum, di cui si conoscono esemplari di oltre 24 m di circonferenza); quasi tutti hanno visto almeno la foto della sequoia in cui era stata scavata una galleria attraverso cui passavano anche le automobili.
il tronco
Ambedue le specie sono estremamente longeve, con esemplari plurimillenari nelle zone d'origine.
Il nome deriva da quello di un capo indiano della tribù Cherockee, Sequoiah, che fu il primo a introdurre un alfabeto presso le tribù indiane, grazie a cui le leggende, fino ad allora tramandate oralmente, vennero trasmesse ai posteri anche per iscritto. Sequoia sempervirens ha un tronco diritto, colonnare, rivestito di una corteccia rossastra, solcata in senso longitudinale, che dà il nome popolare inglese di questa pianta e del suo legname molto pregiato (Redwood).
Le foglioline sono di due tipi: sui rami principali sono oblunghe, appuntite, inserite a spirale; sui rametti laterali sono appiattite, con due strisce bianche sulla pagina inferiore e hanno inserzione su due file regolari (distica). I fiori e i frutti non sono ornamentali. Si propaga per seme.