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a cura di Fr.I. - 5 gennaio 2012
Inflazione ai massimi dal 2008
Emanuele Scarci su il Sole24Ore
MILANO - Il prezzo dei carburanti e di alcuni prodotti di prima necessità mantengono alta la tensione sui prezzi al consumo. Gasolio e benzina scaldano i prezzi nel mese di dicembre ma contribuiscono anche zucchero, caffè, tabacchi e formaggi.
Secondo le stime preliminari di Istat, l'indice nazionale dei prezzi al consumo ha registrato lo scorso mese un aumento dello 0,4% rispetto a novembre e del 3,3% su base tendenziale (lo stesso di novembre), il massimo dal 2008.
il tasso di inflazione medio annuo per il 2011 è balzato al 2,8%, in forte accelerazione rispetto all'1,5% del 2010. Senza i beni energetici si sarebbe fermato al 2,3%.
Nella classifica, da un anno all'altro, dei prodotti e servizi che sono cresciuti di più, svetta il gasolio da autotrazione, +24,3%, (su cui hanno pesato gli aumenti del greggio sul mercato internazionale e gli inasprimenti fiscali), seguito dal trasporto marittimo, +18,3%, dallo zucchero, +17,2%, dal caffè, +16,8% e dalla benzina, +15,8%; a distanza, tabacchi, utility, formaggi, spese bancarie. In retromarcia sono segnalati soltanto i prezzi di comunicazioni, alberghi e pacchetti vacanza.
«Purtroppo osserva Luigi Campiglio, docente di politica economica all'università Cattolica di Milano il gap inflattivo che si allarga tra l'Italia e l'Europa ci riporta indietro di anni, nonostante i consumi rimangano molto deboli. La Germania, nostro competitor, assorbe una parte dell'inflazione con la produttività. La corsa dei prezzi è il segnale di una sofferenza strutturale del bilancio pubblico che si traduce in un'inasprimento fiscale. In questo modo però si rischia di avvitarsi in una depressione economica».
Su base mensile l'incremento è dello 0,4% e questo vuol dire che a gennaio, dopo tutti gli aumenti verificatosi con il nuovo anno, ci sarà una inflazione record, che potrebbe arrivare a toccare il 3,6%». Un valore che, tradotto in termini di costo della vita e al netto dei futuri aumenti delle tasse introdotti dalla manovra Monti, si traduce per Codacons in una stangata da 1.059 euro per una famiglia media.
Sul piede di guerra anche le associazioni dei produttori. Coldiretti stima che per effetto dell'aumento record dei prezzi, la spesa per trasporti, combustibili ed energia elettrica delle famiglie italiane ha superato nel 2011 quella per gli alimentari. «A causa di questi rincari - scrive Coldiretti - il costo per trasporti, combustibili ed elettricità tocca il 19,1% della spesa totale per famiglia e ha superato quello per gli alimenti, al 19%». In questa situazione, conclude Coldiretti, bisogna evitare il rischio che le famiglie nell'intento di risparmiare facciano la spesa negli hard discount, aumentando così i rischi per la salute.
L' Iva e le accise spingono l' inflazione
Crescita del 2,8% la più alta da tre anni
I nuovi aumenti Il dato di dicembre è del 3,3 per cento. E gennaio sconterà i nuovi aumenti su carburanti, bollette e autostrade I timori Preoccupazione per le pensioni che non saranno adeguate. La Cisl chiede una riforma fiscale urgente
Foschi Paolo sul Corriere della Sera
ROMA - L' inflazione è tornata a correre. La frenata dei consumi non è bastata ad arginare il carovita. I recenti aumenti dell' Iva (settembre) e delle accise sui carburanti (dicembre) hanno fatto surriscaldare i prezzi. Secondo le stime provvisorie dell' Istat, l' inflazione nel 2011 è balzata al 2,8% rispetto all' 1,5% dell' anno precedente. È il dato più alto dal 2008, con la punta del 3,3% raggiunta nei mesi di novembre e dicembre.
Sindacati e associazioni di consumatori hanno subito lanciato un disperato sos al governo: «Salvate stipendi e pensioni dall' erosione del potere d' acquisto». L' allarme maggiore riguarda proprio i trattamenti previdenziali: l' adeguamento all' inflazione è stato bloccato per due anni, riconoscendo la rivalutazione solo agli assegni più bassi. E le prospettive sono tutt' altro che positive. Dal primo gennaio è scattata una nuova ondata di rincari: benzina, bollette, tariffe autostradali. Senza considerare che nella seconda parte del 2012 è atteso un nuovo aumento Iva. Del resto già l' impennata di dicembre è stata determinata secondo gli analisti dall' effetto combinato del precedente rincaro dell' Iva e dell' innalzamento delle accise deciso dal governo Monti (9,9 centesimi a litro per la verde, 13,6 per il diesel). Il risultato finale è drammatico: su base annua la benzina ha registrato un aumento del 15,8%, il gasolio di oltre il 24%. E la voce «trasporti» ha segnato un +6,2%, mentre le spese per la casa (bollette e affitti) +5,2%. Più contenuto è stato il rincaro dei generi alimentari (+2,4%), con i prezzi di frutta e verdura in leggera flessione a dicembre. La Cisl ha sollecitato una riforma fiscale urgente, perché - ha sottolineato il segretario confederale Maurizio Petriccioli - «a fronte di una recessione ormai certa per il 2012, c' è il rischio che il livello dei prezzi continui ad essere sostenuto dalla componente fiscale, con un ulteriore danno per il potere d' acquisto delle famiglie». Secondo Antonio Foccillo, della Uil, per rilanciare i consumi e spingere l' economia sono necessari interventi a sostegno di «retribuzioni e pensioni». La preoccupazione per i trattamenti previdenziali è altissima per i sindacati, perché si rischia «l' emergenza sociale». Secondo le analisi della Cgia di Mestre infatti ogni pensionato con il blocco della rivalutazione dell' inflazione perderebbe in media circa 280 euro nel 2012 con un indice dei prezzi al consumo stimato al 2,8%. Con quest' ultima fiammata del carovita, gli assegni previdenziali saranno dunque ancora più poveri. Con un piccolo paradosso contabile. Per lo Stato l' impennata dell' inflazione produce una voce (solo) apparentemente positiva: il risparmio derivante appunto dal blocco delle pensioni sarà superiore agli oltre 3,2 miliardi ipotizzati con il carovita al 2,8%, visto che per il 2012 il dato sull' inflazione ormai appare sottostimato. Paolo Varesi, Ugl, ha parlato di «un' ulteriore stangata per milioni di famiglie che già fanno fatica ad arrivare a fine mese per effetto della diminuzione del reddito disponibile e per l' aumento della tassazione». Durissimi i consumatori. «Le famiglie italiane stanno tagliando i costi di oltre il 10% della spesa quotidiana. L' inflazione a consumi costanti dovrebbe attestarsi al 6%. Il dato ufficiale del 2,8% sta a significare che gli aumenti per le spese obbligatorie sono talmente alti da compensare la forte riduzione dei consumi», ha scritto l' Adoc, sostenendo che per decine di migliaia di famiglie si «avvicina lo spettro della povertà». Per il Codacons il conto dei rincari peserà per 1.059 euro a famiglia e per questo il governo deve intervenire per bloccare gli aumenti. Adiconsum ha chiesto invece di fermare le speculazioni sui carburanti. Confcommercio e Confesercenti hanno invece rilanciato l' allarme consumi: «Senza interventi sarà un 2012 di recessione». E se i consumi non ripartono, «affonderà tutta la filiera, con effetti devastanti sull' economia del Paese». Secondo la Confederazione degli agricoltori la crisi è arrivata anche a tavola: il 30% delle famiglie ha già tagliato anche la spesa alimentare, acquistando di meno e prodotti di qualità inferiore. Per Coldiretti, invece, i prodotti agroalimentari diventeranno più costosi a causa dell' aumento dei carburanti e dunque delle spese di trasporto. Sul fronte politico, per il Pd l' emergenza-prezzi «conferma la necessità di procedere subito con le liberalizzazioni».
5 gennaio 2012
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