Prima Buongiorno, stiamo facendo un sondaggio, le dispiace rispondere a una domanda secca? Prego. Secondo lei è meglio che Berlusconi faccia il premier o il Capo dello Stato? Ottima domanda, le dispiace se prima di rispondere mi suicido?
Annunci Cercasi stalliere per le scuderie del Quirinale.
Tutti i big "a proposito di Walter"
Alessia Grossi su l'Unità
Dopo il video «Si può fare» a sostegno di Walter Veltroni realizzato dagli utenti di Democratica Tv per Youtube con la partecipazione di Neri Marcorè, Luca Barbarossa, Giobbe Covatta ed altri personaggi del mondo dello spettacolo, YouTube dimostra che non è da meno.
E il sito del passapaola fa la sintesi con «I vip del Partito Democratico» e relative dichiarazioni di adesione. Comincia Jovanotti, autore anche della colonna sonora del Pd: «Abbasso il Vaffa-Day, io sto con Veltroni. A proposito di cantanti segue a ruota Adriano Celentano che di recente le ha cantate a Berlusconi: «Se vince lui sfacelo immobiliare». Si permette di presentare un politico per la prima volta anche Renzo Arbore, ma solo perché si fida davvero di Veltroni che conosce da quando aveva 14 anni. Dai cantanti ai calciatori. «Veltroni lancia Rutelli, Totti lancia Walter», agli scrittori. Faletti «accoglie Veltroni ad Asti». E l'autore del post gange5588 ci mette anche Pippo Baudo noto per scoprire i più grandi talenti e anche per «essere sempre stato di sinistra» che ora avrebbe dichiarato di «votare centrosinistra».
Per le notizie dal mondo, YouTube mette all'attivo dei sostenitori di Veltroni anche Zapatero e Clonney, dopo che ha dichiarato quest'ultimo non soltanto che l'Italia è casa sua ma che Walter è «un vero amico». E tornando a casa nostra la lista dei sostenitori big si allunga in questo rush finale con i nomi di Fiorella Mannoia, Sabrina Ferilli, Luciana Littizzetto per le quali, scrive gange5588, Veltroni è «una passione». Gli altri big a sostegno del Pd potete scoprirli guardando il post che ci tiene a sottolineare che il loro non è un appoggio solo formale ma che i vip ci hanno messo proprio la faccia fin dalla conferenza stampa del candidato.
Pronta arriva la risposta al video di adesioni da GGproduzioni. "A proposito di Walter" già nel 2006 per Veltroni sindaco avevano risposto alla domanda "chi è Walter Veltroni?" Max Gazzè, Claudio Bisio, Gino&Michele ed altri personaggi. A loro la parola. Ma questo non è un video datato, semmai è la previsione di quello che sarebbe accaduto a pochi anni di distanza. C'è chi nel video, infatti, già si augura un Veltroni sindaco d'Italia che governi il Paese così come ha amministrato Roma. «Si può fare».
Il diavolo non c´è. Il Maligno con le corna, la coda e il piede biforcuto non c´è, ma il male, la perfidia, il peccato originale degli uomini, quelli sì che ci sono eterni e incurabili. La prova? La ennesima prova? Il finale di questa campagna elettorale, ciò che si è detto di orrendo e di umiliante per conquistare qualche pugno di voti. La lode di un mafioso, di un assassino da ergastolo, il "soprastante" alle scuderie di Berlusconi Vittorio Mangano. Un eroe, perché, venuto a Milano per conto dei mafiosi, si è rifiutato di collaborare con la legge, con i giudici, ha organizzato persino un attentato dinamitardo nella villa padronale di Arcore.
Cinque volte arrestato per assegni a vuoto, truffa, traffico di droga, «testa di ponte della mafia al Nord» come lo definì il giudice Borsellino ucciso dalla mafia.
E questo era un eroe? Sì, per un pugno di voti lo si proclama eroe. L´avidità di potere può far dire a degli uomini che fanno politica, che vogliono rappresentare il bene pubblico, che ogni giorno si presentano come amici e protettori della "gente", che questo sanguinario mafioso è un eroe. Il satana infuocato dalle fiamme infernali che impugna il tridente per infilzare i dannati non c´è, ma la voglia eterna di mentire, sedurre, diffamare, confondere, fa prevalere la menzogna sulla verità, quella sì che c´è, eccome, più forte di ogni pentimento, di ogni riscatto. Per un pugno di voti il cavaliere di Arcore e i suoi fidati vogliono anche far rinascere il peggio del fascismo, la collaborazione con i nazisti, e nascondere il meglio della nuova democrazia, la guerra di liberazione, i volontari senza cartolina precetto, senza privilegi squadristici. Se vincono, hanno promesso, porteranno a termine il revisionismo della storia, cioè la diffamazione totale, sistematica della guerra popolare. L´Inghilterra celebra la rivoluzione borghese di Cromwell che ha messo fine alla dittatura aristocratica. La Francia unanime festeggia il 14 luglio della rivoluzione, il fondamento della nazione che ha dato al mondo le grandi libertà. Da noi il leader dell´alleanza moderata non ha mai partecipato a una celebrazione partigiana e ora i suoi fidi promettono il revisionismo totale nei libri di scuola. Chi ha messo a rischio la vita per la libertà è un corrotto, uno che nasconde i suoi delitti. Chi è rimasto dalla parte della "soluzione finale" è una vittima che va risarcita. Anche il capo dello Stato, anche il presidente della Repubblica deve farsi da parte, piegarsi al ricatto dei nuovi moderati, il regalo di una presidenza del Senato alla sinistra. Il demonio di Paolo VI non c´è, e neppure l´inferno dantesco. Ma l´inferno degli uomini c´è e ci segue dalla nascita alla morte.
Non regaliamo il Paese a Berlusconi
Nanni Moretti su la Repubblica
Non mi piace l´espressione e il concetto di "voto utile", ma personalmente non ho mai avuto dubbi sul mio voto: il Partito democratico è la novità della politica italiana e forse l´ultima opportunità per non regalare definitivamente il paese all´estremismo di Berlusconi e Bossi. Purtroppo, tra gli elettori di sinistra e centrosinistra, persiste una tentazione irresponsabile ad astenersi dal voto.
Gli incerti sono tali per delusione, stanchezza, assuefazione. La delusione nei confronti del governo di centrosinistra è in parte condivisibile, ma non può far dimenticare il vero e proprio abisso politico, culturale ed etico che c´è tra il centrosinistra e la destra italiana. La stanchezza si esprime con l´infastidito "Ma come è possibile, dobbiamo ancora occuparci di Berlusconi?!". Sì, il protagonista negativo purtroppo è ancora lui e, cosa impossibile da immaginare nel '94, si tratta di un Berlusconi addirittura peggiore: per aggressività, assenza di senso dello Stato e disprezzo delle istituzioni. Assuefazione: siamo arrivati al punto che ormai quasi tutti consideriamo normali cose che in democrazia non lo sono per niente, e che infatti non sono mai accadute in altri paesi: per esempio, il monopolio televisivo privato in mano a una sola persona, che, incredibilmente, si candida per la quinta volta in quindici anni a governare con le sue improvvisazioni il paese. Come non sono normali le aggressioni verbali di Bossi e Berlusconi nei confronti degli avversari politici, delle istituzioni, della magistratura, del presidente della Repubblica. Parlare di "imbracciare le armi", non può essere considerata un´innocua battuta (anzi, Berlusconi ha detto: "E´ una metafora", ma mi sembra che non gli sia ben chiaro il concetto).
Molto pericolosa e inquinante è l´ossessione di Berlusconi verso i brogli elettorali. Tutti hanno dimenticato che purtroppo è una sua costante, infatti già nel '96 disse che Prodi aveva vinto grazie ai brogli. L´ha ripetuto quasi in tempo reale nell´aprile di due anni fa, convincendo milioni di elettori di essere stati derubati. Questo è un modo inaccettabile per delegittimare il voto e quindi minare le basi della democrazia. Si è poi visto, quando molti voti sono stati ricontati, che di poco era stato penalizzato il centrosinistra. In Berlusconi c´è una estraneità direi "naturale" alle regole e al rispetto dei risultati che non gli sono favorevoli.
Purtroppo l´opinione pubblica in Italia non esiste. Basti fare il confronto con quello che scrivono di Berlusconi giornali stranieri non certo di sinistra: esprimono incredulità per le sue continue affermazioni anti-istituzionali, severità e durezza per i suoi continui attacchi alle norme elementari della convivenza democratica, e una autentica preoccupazione verso un suo possibile ritorno al governo.
A proposito di Veltroni e Berlusconi, non capisco come ci sia qualcuno che possa sostenere che i due uomini politici e i loro programmi si assomiglino o addirittura siano uguali... Tra i due politici le differenze sono enormi, Berlusconi è un disco sempre più incantato e sempre più finto. Lo si è visto anche nel suo rifiuto di confrontarsi in tv con Veltroni. Una vera e propria fuga. Sa che perderebbe voti. Purtroppo, questo suo rifiuto qui da noi non scandalizza, viene considerato normale: "E´ in vantaggio, è giusto che non faccia il duello con Veltroni". In altri paesi l´opinione pubblica, che qui non esiste, ti farebbe pagare politicamente ed elettoralmente un comportamento del genere.
Il centrosinistra, per non diventare come la destra, giustamente evita di usare, con segno opposto, la stessa aggressività... Per non spaventare i moderati, il centrosinistra evita di ricordare le condanne, per mafia e corruzione della magistratura, di importanti esponenti di destra: in questo modo fa due passi indietro, ma la destra ne fa otto avanti. Il centrosinistra considera molte delle argomentazioni a suo favore dei possibili boomerang, mentre la destra aggredisce e insulta. E´ un problema di metodo che però è anche di sostanza: va bene non diventare come il tuo avversario, ma bisogna solamente subire?...
L´irresponsabilità è una caratteristica molto italiana. Bossi, Berlusconi, Dell´Utri e tanti altri nella destra, si permettono delle affermazioni gravissime. Poi si rettifica, in parte si smentisce e tutto finisce lì. Vengono considerate, con incredibile indulgenza, "dichiarazioni in libertà", "folklore", "esagerazioni pittoresche". Tanti hanno considerato troppo cupo e pessimista il finale del "Caimano", ma le frasi di Berlusconi sull´esame di sanità mentale da fare ai magistrati si spingono molto oltre. Eppure non succede nulla (ma i giornalisti stranieri, anche quelli moderati, rimangono allibiti).
Il direttore di un telegiornale di Mediaset da anni sbeffeggia, ridicolizza, schernisce politici e giornalisti di sinistra e centrosinistra, e gli si risponde con corsivi ironici, invitandolo alle trasmissioni comiche, considerandolo addirittura più onesto di altri perché più schierato. Si ride. Ma non c´è niente da ridere. Milioni di persone vedono la televisione, che è uno strumento molto più prepotente dei giornali, e nei confronti del quale abbiamo meno difese...
Berlusconi si è lanciato ripetutamente in affermazioni molto gravi contro Napolitano, trattandolo come "uno dei loro". Dopo l´ultima di queste incredibili uscite contro il presidente della Repubblica, alcuni giornali hanno titolato: "Lite Berlusconi-Veltroni sul Quirinale". Ma qui non c´è nessuna lite, non c´è nessun derby, c´è solo un uomo inadatto a governare, che non ha ancora capito cos´è lo Stato, le istituzioni, la democrazia liberale.
Da molti anni, politici democristiani vengono accusati da Berlusconi di essere "comunisti" (dal '94 in Italia questo è ormai un insulto, a differenza di quando esisteva il Pci). Mentre molti fascisti, che restano fascisti e purtroppo non percepirebbero questo come un insulto, hanno avuto ruoli importanti nello schieramento di Berlusconi. Che, è bene ricordarlo, da capo del governo non ha mai partecipato alla festa del 25 Aprile, la festa di Liberazione.
Questo testo è la sintesi di un intervento di Nanni Moretti tratto dal video sul sito www.micromega.net, online da questa mattina
Il popolo antiracket
Giuseppe D´Avanzo su la Repubblica
I movimenti sociali sono energia che chiede di essere organizzata. Esprimono una vitalità che spezza l´oppressiva costrizione dell´abitudine. Che frantuma le ordinarie rappresentazioni collettive per aprirne di nuove impreviste e inattese, fino a quel momento. I movimenti sociali possono mettere in moto un cambiamento brusco, addirittura "rivoluzionario". Rappresentano, per la vita sociale, per la comunità, per le istituzioni e le élites politiche che le governano, una sorprendente occasione.
Annunciano quel che Emile Durkheim definiva «un periodo creativo»: il tempo in cui gli interessi individuali e di gruppo vengono messi provvisoriamente da parte e inaspettati attori, diventati "complici" di un´azione collettiva, chiedono «un nuovo ordine della vita»; un altro sistema di valori; più moderne morfologie sociali; una nuova "grammatica" pubblica. Il movimento contro il pizzo, le estorsioni, il racket mafioso non è altro che questo: una forma di solidarietà che chiede di liberare la vita sociale dalla violenza, dalla paura, dall´angheria per ottenere più qualità dell´esistenza, più eguaglianza nelle opportunità, più diritti, rispetto dei doveri, maggiori chances di realizzazione individuale. L´antiracket che oggi vede collegati, in uno stesso reticolo sociale, il pizzicagnolo e la Confindustria, la microimpresa artigiana e la Confcommercio, è la più stupefacente novità politica degli ultimi anni. È il sintomo che nella nostra società esistono costituenti sani che vogliono prevalere sugli agenti «patologici». Solo Berlusconi non lo comprende. Al di là dell´indignazione che sollecita sentir dire «eroe» un mafioso come Vittorio Mangano in una terra dove gli eroi sono Giovanni Falcone e Paolo Borsellino, l´elogio deforme del Cavaliere svela quanto egli sia conservatore, il custode di un "sistema Italia" che non ha futuro (quale futuro può avere il Paese con un Mezzogiorno schiacciato dalle mafie?); prigioniero di un interesse esclusivamente elettoralistico (la mafia vota); incapace di un disegno modernizzatore di medio e lungo periodo (l´antiracket lo è).
L'impennata dei prezzi delle derrate alimentari minaccia i Paesi poveri
Claudio Tucci su Il Sole 24 Ore
Il caro-prezzi spinge alle stelle il costo delle importazioni di cereali nei paesi più poveri. Nel biennio 2007/2008, sono previsti, infatti, aumenti del 56% per riso, grano e mais, da sommare ai già pesanti rincari registrati nel biennio precedente. A soffrire di più saranno i paesi africani a basso reddito con deficit alimentare, dove l'impennata dei prezzi dei cereali, delle tariffe dei trasporti e del petrolio, portano a un aumento dei costi delle derrate alimentari pari al 74 per cento. A rilevarlo sono le proiezioni del rapporto trimestrale "Crop prospects and food situations" presentato, a Roma, dalla Fao, che denuncia come, attualmente, nel mondo, sono 37 i Paesi che stanno attraversando crisi alimentari e in alcuni di questi stati si è dovuto, addirittura, ricorrere all'esercito per evitare assalti al cibo nei campi e nei magazzini.
«L'inflazione dei prezzi alimentari - spiega Henri Josserand, del sistema mondiale d'informazione e preavviso rapido della Fao - colpisce maggiormente le popolazioni povere, poiché la spesa per procurarsi il cibo rappresenta una quota molto più alta del totale del loro budget di quanto non sia per le popolazioni più ricche». La spesa per il cibo, aggiunge, «rappresenta solo il 10-20% della spesa complessiva del consumatore dei paesi industrializzati, ma per il consumatore dei paesi in via di sviluppo, molti dei quali importatori netti di alimenti, può arrivare a rappresentare sino al 60-80% del totale».
La Fao prevede, poi, una crescita, nel 2008, della produzione cerealicola mondiale intorno al 2,6%, per attestarsi intorno alla quantità record di 2.164 milioni di tonnellate. Un aumento che potrebbe attenuare l'attuale situazione di scarsità dell'offerta di cereali. Ma, ovviamente, molto dipenderà dalle condizioni climatiche, che dovranno essere favorevoli, perché le scorte mondiali sono ormai ridotte al minimo. Secondo le proiezioni Fao, infatti, nel 2007/2008, le scorte di cereali dovrebbero raggiungere 405 milioni di tonnellate, il loro minimo in 25 anni, 21 milioni di tonnellate in meno rispetto al livello già assai ridotto dell'anno precedente. «Qualsiasi calo ulteriore causato da condizioni meteorologiche negative, soprattutto nei paesi esportatori, sottolinea il rapporto, farà prolungare l'attuale situazione di ristrettezza del mercato, contribuirà a ulteriori rincorse dei prezzi ed esacerberà le difficoltà economiche con cui già molti paesi stanno facendo i conti».