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Il giorno della Memoria
Uno speciale del Corriere della Sera

Il 27 gennaio 1945 si aprivano i cancelli del campo di concentramento di Auschwitz, in
Polonia. Una serie di iniziative ricordano ogni 27 gennaio la tragedia dell'olacausto, per non
dimenticare.
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Italiani ed ebrei oggi, che cosa resta del pregiudizio
Il ritorno di un sentimento ostile coincide con la reazione israeliana all'intifada palestinese
Cesare Medail sul
Corriere della Sera

Trieste, 13 gennaio 2002: muri imbrattati in città con la scritta juden raus . È il più recente vandalismo antisemita segnalato in Italia. Nel marzo 2000, sempre nel Triestino, una forca stilizzata con appesa la stella di Davide e su scritto juden raus («fuori gli ebrei») appare alla risiera di San Sabba, l'unico campo di concentramento italiano, con tanto di forno crematorio. Gesti analoghi si ritrovano nel '98, ai tempi del processo Priebke: raid contro negozi di ebrei da parte di neonazisti della curva laziale, dove innalzano striscioni con su scritto «Toaff Boia», «Auschwitz la vostra patria, i forni la vostra casa»; negli stessi giorni, ragazzi ebrei insultati in scuole di Genova e Roma. Nei giorni in cui si celebra la memoria della Shoah, è quasi d'obbligo citare questi atti esecrabili anche se Adriana Goldstaun, che da molti anni dirige l'Osservatorio sul pregiudizio antiebraico all'interno del Cdec (Centro di documentazione ebraica contemporanea), ritiene che si vadano diradando. «Gli episodi di vera violenza contro sinagoghe, cimiteri, simboli israeliti sono sempre più rari», dice. Sembra lontano il 1992 quando, tra novembre e dicembre, una raffica di odio investì i cimiteri ebraici a Finale Emilia, a Poggioreale, a Como, per non parlare delle «stelle gialle» sui negozi ebrei di Roma.

Dall'inizio dell'intifada (settembre 2000), però, c'è un'inversione di tendenza. La polemica contro la politica israeliana resuscita vecchi pregiudizi antiebraici. Sono in molti a simpatizzare per i palestinesi in quanto più deboli e a dire: "Gli ebrei approvano le cattiverie di Sharon. Sharon è ebreo, quindi tutti gli ebrei sono cattivi". Proprietà transitiva».
Insomma, la capacità di discernere fra la politica di uno Stato e l'ebraismo appare molto labile.

La ripresa del sentimento antiebraico dopo l'intifada («Ancor più dopo l'11 settembre», conclude la Goldstaun, «in quanto Bin Laden ci attaccherebbe "per colpa" dei cattivi ebrei di Palestina») è un dato incontrovertibile, confermato dalla stessa ricerca di Mannheimer pubblicata qui sotto, dove gli indicatori antiebraici salgono cospicuamente fra il dicembre 2000 e oggi. E si tratta di atteggiamenti trasversali a tutta la società, non circoscritti alla destra radicale o ai cattolici tradizionalisti.
Contro la confusione fra ebrei e Stato d'Israele parla Enzo Bianchi, priore di Bose e teologo: «Bisogna stare attenti a non far coincidere, come purtroppo si fa, la critica all'attuale politica di Gerusalemme soprattutto verso i palestinesi con un atteggiamento antisemita. È sufficiente criticare Israele per le sue rappresaglie».

Negli ultimi anni, però, la Chiesa ha impresso una svolta nella questione ebraica... «Certo», conclude Bianchi. «Sul piano del dialogo, da parte cattolica abbiamo avuto una richiesta di perdono e una confessione dell'antigiudaismo: svolta di cui è artefice Giovanni Paolo II. Non sempre, però, di fronte a questa apertura cattolica corrisponde alla periferia della Chiesa un atteggiamento di dialogo con l'ebraismo. A livello inconscio permangono resistenze: tanti sono i secoli quanto recente è la svolta.
Il Papa è preso di mira dall'antisemitismo telematico di matrice cattolico tradizionale: nel sito Holywar , tra salmi e antologie di detti cristiani contro i «perfidi giudei», troviamo foto del Pontefice al muro del pianto, con questa dicitura: «Il rabbino capo Carl Katz Wojtyla, Anticristo in compagnia dei rappresentanti del popolo deicida suoi consiglieri». Frange estreme e fanatiche, si dirà, ma nel sito fgalante - che continua a cambiare sigla per aggirare la censura - ritroviamo l'infame «accusa del sangue» che accosta gli ebrei ai vampiri (vi appaiono demoni dalla bocca sanguinante) con una lista dei sacrifici umani commessi da israeliti.

A destra dell'antisemitismo classico, restano tracce secondarie, dalla demenza negli stadi a qualche videogame: è pura blasfemia ideologica, perché la battuta antisemita è la cosa più proibita che si possa dire».

Giorgio Galli, il politologo che ha studiato a lungo la tipologia della nuova destra, coglie questa trasformazione: «La tradizionale accusa agli ebrei di esercitare, attraverso posizioni economiche e culturali, un potere determinante nelle nazioni è stata estesa a ciò che questi gruppi definiscono "mondialismo", cioè all'intero processo di globalizzazione. Anzi, la destra radicale rivendica una priorità rispetto alla sinistra, quella di avere anticipato di anni la denuncia no global : rispetto al popolo di Seattle, essa aggiunge la descrizione degli ebrei come protagonisti della globalizzazione, enfatizzando il loro ruolo nei mass media, che sarebbero i veri propagandisti del mondialismo».
In conclusione, l'antisemitismo in Italia esiste: in forma diffusa, come sentimento generale suscitato dalla politica di Israele, oppure presso frange aggressive che, seppure limitate, sono rivelatrici di intrecci perversi. Se si osservano i siti Internet con sigla islamica ( RadioIslam , Arabcomint ) diretti magari da un arabo ma con fior di collaboratori italiani ed europei (spicca Maurizio Blondet, nota firma di Avvenire , oltre agli storici revisionisti Faurisson e Irving), troviamo brani coranici accanto ai famigerati Protocolli di cui si rivendica l'autenticità; troviamo attacchi a Sharon mescolati a saggi contro il mondialismo frutto del complotto giudaico-americano, la difesa dei talebani vicino al testamento di Hitler.
L'incontro, insomma, fra integrismo islamico e antisemitismo nazista ha radici remote (i legami tra il Führer e il Gran Muftì di Gerusalemme) ma l'intreccio di oggi, rinsaldato dagli eventi, mischia pulsioni oscure, cariche di odio e fanatismo, che non andrebbero liquidate come marginali.


  27 gennaio 2002