
Israele fa saltare in aria la radio "Voce della Palestina"
su l'Unità
Drammatica escalation nella rappresaglia israeliana dopo l'attentato terroristico di giovedì sera ad Hadera: all'alba soldati di Israele, appoggiati da carri armati, blindati e ruspe corazzate, hanno fatto irruzione nella sede della storica radio "Voce della Palestina". I militari hanno fatto sgomberare tutti gli addetti e la folla che si andava assiepando nei paraggi, poi hanno collocato parecchie cariche di esplosivo e le hanno fatte detonare, provocando un'immane esplosione nell'edificio di cinque piani. Un'alta colonna di fumo si è levata in cielo mentre prendevano ad avvampare le fiamme, che i vigili del fuoco palestinesi si sono invano affannati a cercare di domare. Al momento del blitz non erano ancora iniziate le normali trasmissioni della storica emittente palestinese. Il palazzo radio-televisivo di Ramallah era stato preso di mira dagli israeliani diverse volte in passato e in dicembre, quando contro l'Anp fu scatenata una ritorsione di vaste proporzioni, era stato fatto saltare in aria uno dei ripetitori; ciò aveva peraltro solo limitato le capacità di trasmissione dell'emittente, ma la "Voce della Pelstina" era continuata a essere ricevibile in Cisgiordania e nella Striscia di Gaza grazie al ricorso a frequenze locali.
«Questo stupido governo d'Israele vuole distruggere il simbolo della sovranità palestinese», ha commentato Jibril Rajoub, capo dei servizi di sicurezza preventiva dell'Anp in Cisgiordania, a detta del quale il premier ebraico Ariel Sharon «manca di un qualsiasi orizzonte politico» e «ha come unica opzione la guerra». Rajoub ha tuttavia aggiunto con orgoglio: «La 'Voce della Palestina' non è semplicemente un edificio da distruggere, è un qualcosa che vive all'interno del cuore di ogni palestinese».
Congo, 300 mila profughi in fuga dal vulcano
Terza eruzione del vulcano Nyragongo. La città di Goma coperta dalla lava.sul Corriere della Sera
GOMA (Congo) - Terza eruzione, stamane, del vulcano Nyiragongo. Ormai Goma è ridotta ad una cittá fantasma, abbandonata in fretta dalla popolazione, che ha trovato un momentaneo rifugio a Giseneyi, al di lá del confine con il Ruanda. Ma ora anche questa cittá è minacciata dalla lava. Secondo l'agenzia di notizie dei missionari Misna, almeno 200.000 persone avevano trovato rifugio nella cittá ruandese e ora rischiano una nuova evacuazione.
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Fatti d'Europa
su il Manifesto
Lacrimogeni avvelenati
Francesco Martone, senatore verde eletto a genova, ha presentato ieri a Roma la sua inchiesta sui lacrimogeni al Cs, sigla che sta per "ortoclorobenzalmalonitrile" (in inglese chlorobenzylidene malonitrile), impiegati dalle forze di polizia nel corso delle manifestazioni anti-G8. Secondo il parlamentare, che ha pubblicato un articolo sul numero in edicola del settimanale Carta, questa sostanza gravemente tossica è oggetto di una sterminata letteratura scientifica che ne documenta la nocività, è bandita dalle convenzioni internazionali di guerra ed è stata all'origine di intossicazioni anche mortali in paesi come Vietnam, Corea del sud, Canada e Stati Uniti. Insieme ai parlamentari Paolo Cento (Verdi), Graziella Mascia e Giovanni Russo Spena (Prc), Martone ha chiesto che le autorità italiane non impieghino più il Cs. Si sta pensando anche a un'azione giudiziaria: Carta raccoglierà testimonianze e documentazioni circa probabili intossicazioni a Genova.
Ucciso vice di Rugova
Alcuni sconosciuti hanno assassinato giovedì sera a Pec, nel Kosovo occidentale, il deputato democratico Ismajl Hajdaraj, 50 anni, "numero due" di Ibrahim Rugova nella sua Lega democratica del Kosovo. L'assassinio ha provocato grande emozione in Kosovo, dove Hajdaraj - che prima di schierarsi con Rugova era un comandante militare dell'Uck - era una personalità conosciutissima: un'aspra condanna del delitto è venuta ovviamente dallo stesso Rugova, nonché dai rappresentanti delle Nazioni unite e delle altre organizzazioni internazionali presenti a Pristina: tutti hanno sottolineato come l'omicidio mira a far definitivamente crollare ogni sembiante di convivenza pacifica e civile per lasciar spazio solo a una politica di violenza e intimidazione. Il "governo" delle Nazioni unite in Kosovo si è impegnato a trovare e catturare ad ogni costo gli assassini: ma ciò non è avvenuto quasi mai in tutta la lunghissima lista di delitti politici compiuti in Kosovo dal giugno '99 a oggi, ed è difficile immaginare che accada adesso.
Slovenia, traffico d'organi
Un commercio di carne umana, quello di organi di clandestini cinesi che arriverebbero in Occidente alla ricerca di un lavoro e finirebbero schiavi in Slovenia dove verrebbero loro espiantati gli organi, è al centro di una indagine condotta da uno speciale pool della procura di Trieste. A svelarlo è "Il Secolo XIX" in servizio esclusivo che compare oggi sulla prima pagina del quotidiano genovese. Le delicate indagini sul mercato di organi sono condotte dal sostituto procuratore di Trieste Federico Frezza, che - secondo quanto riporta il quotidiano - ha disposto un serie di accertamenti dopo i primi riscontri sull'esistenza di una organizzazione che vende al miglior offerente reni, fegati, ed altre parti del corpo di giovani immigrati che dopo aver raggiunto il nostro continente spariscono nel nulla. Lo scenario di questo orrendo commercio è la frontiera tra la Slovenia e l'Italia.
«Migliaia in piazza per gli immigrati»
Oggi corteo a Roma contro il disegno di legge Bossi-Fini. I no global: saremo tanti
Fabrizio Roncone sul Corriere della Sera
ROMA - I no global tornano a sfilare oggi pomeriggio, con un corteo che si concluderà dentro piazza Navona. Stavolta, contesteranno il disegno di legge che Umberto Bossi e Gianfranco Fini hanno ideato per regolare la vita degli immigrati in Italia. Ne sono stati invitati centinaia, in piazza Esedra: la manifestazione muoverà da lì alle 15, tra strade chiuse al traffico e mezzi blindati. Agenti e carabinieri schierati lungo il percorso, due elicotteri in un cielo che dovrebbe essere sereno. Fa sempre freddo, ma le nuvole sono andate via. Il miglioramento delle condizioni atmosferiche induce gli organizzatori all'ottimismo: «Potremmo essere cinquantamila». Da Napoli, Francesco Caruso, il leader campano del movimento, manda a dire: «Di più, di più... sento che saremo molti di più». Come gli altri leader, Caruso spera che alla manifestazione possano prendere parte anche «tutti quelli che hanno voglia di protestare contro Silvio Berlusconi, il quale sta commettendo gli stessi errori commessi dalla classe dirigente argentina».
Riflette Guido Lutrario, del Roma social forum: «È già accaduto in autunno, quando sfilammo contro la guerra e il terrorismo. I giovani dei centri sociali si ritrovarono con i vecchi militanti del Pci, i sindacalisti con i verdi...».
La manifestazione di oggi è sostenuta da un appello che ha, tra i primi firmatari, il premio Nobel Dario Fo e sua moglie Franca Rame, don Luigi Ciotti e lo scrittore Antonio Tabucchi. Gli organizzatori hanno ricevuto il solito cospicuo numero di adesioni, «da associazioni antirazziste e da altre di volontariato, da movimenti laici e religiosi, da partiti politici come Rifondazione comunista e i Comunisti italiani, fino ai sindacati, con i Cobas in testa».
19 gennaio 2002