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Blitz notturno, liberato il teatro.
Nell'attacco uccisi 67 ostaggi
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la Repubblica on line

MOSCA - Finisce con un sanguinoso blitz delle teste di cuoio russe, il sequestro di oltre 700 civili nel teatro Dubrovka di Mosca. Il bilancio finale parla di 50 terroristi (tra cui 18 donne) e di 67 ostaggi uccisi. Altri trenta fiancheggiatori dei terroristi sono stati arrestati.

L'assalto al teatro scatta all'alba. Poco prima i guerriglieri ceceni che da tre giorni erano asserragliati nell'edificio avevano cominciato ad eliminare alcuni degli ostaggi che tenevano nelle loro mani. Due civili vengono uccisi, un gruppo di prigionieri cerca di fuggire. Fuori, insieme alle raffiche di mitra e alle esplosioni, si diffonde la consapevolezza che il blitz non è più rimandabile.

L'ordine viene direttamente dal presidente russo Vladimir Putin. Le teste di cuoio russe fanno saltare una parete in fondo alla scena. Lanciano i gas soporiferi e nervini e penetrano nel teatro. Le prime a cadere sotto i colpi dei cecchini sono le donne kamikaze armate con il tritolo. La televisione mostra le immagini dei corpi delle vedove sedute in platea centrate in fronte dai colpi dei tiratori scelti.

E subito dopo, si apre la polemica sui gas utilizzati dalle "teste di cuoio". Potentissimi, a giudicare da come le donne kamilkaze sono state trovate morte, sedute in platea nelle condizioni di alcuni degli ostaggi. Si sparge la voce che alcuni di loro sarebbero morti proprio a causa delle esalazioni venefiche. Le autorità ammettono che ci sono alcuni cadaveri non colpiti da armi da fuoco, ma il viceministro degli Interni Vasilev spiega: "Nove persone sono morte ma non per il gas, bensì in seguito a complicazioni cardiache, shock o mancanza di medicinali o assistenza medica durante i tre giorni di sequestro".

Poi la spiegazione tecnica: sono stati usati gas nervini paralizzanti che bloccano i centri nervosi compresi quelli del dolore: "I terroristi sono morti senza soffrire" dice una fonte medica. Dal ministero degli Interni non si aggiunge altro sul tipo di gas perché "potrebbero essere utilizzati anche in altre occasioni". Sembra che siano stati fatti entrare attraverso i sistemi di aerazione e dai sotterranei.


Algeria, ennesimo massacro degli integralisti islamici: 21 morti
sommari de
l'Unità

Ventuno morti giovedì, sette domenica. L'Algeria è sempre più vittima della violenza. Questa nuova, orribile strage secondo la polizia sarebbe stata compiuta da uno dei gruppi integralisti islamici. I morti dall'inizio dell'anno sono 1200; oltre 160 mila dal 1992. L'ultimo massacro è avvenuto a Budakir, 200 chilometri a ovest da Algeri.


«Sono abituati a uccidere, non avranno pietà»
Dagli inglesi decapitati al massacro delle infermiere: storie di ordinario terrore nella guerra sporca cecena
Michele Farina su
Corriere della Sera

Non era un teatro, ma un ospedale della Croce Rossa. Non c'erano spettatori, ma infermiere che curavano quaranta feriti. E' una notte di dicembre del 1996. Il luogo: Novye Atagi, venti chilometri a sud della capitale Grozny. La prima guerra cecena è ufficialmente finita. Non per loro, non per gli uomini armati che entrano nei dormitori. Cercano gente sana da uccidere, non feriti da finire. Sparano contro donne e uomini nel sonno. Volontari giunti in Cecenia tre mesi prima per aprire un avamposto della Croce Rossa. Vengono massacrati in sei: cinque infermiere e un architetto. Sparare sulla Croce Rossa. Succede anche questo in Cecenia, nei periodi di «pace». Succede che quattro ingegneri occidentali, tre britannici e un neozelandese che lavorano a una rete di telefonia cellulare, vengano sequestrati dalla loro casa nel centro di Grozny da una ventina di miliziani. E' l'ottobre '98. Uno degli uomini che hanno partecipato al sequestro, ferito, è rintracciato in un ospedale di provincia. Le autorità cecene tranquillizzano il mondo: «Sappiamo chi sono i rapitori». Non servirà a niente. Due mesi dopo, viene trovato un sacco di iuta al bordo della strada verso l'Inguscetia. Dentro, i documenti dei quattro prigionieri. E le loro teste. Qualcuno fa sapere che per la restituzione dei cadaveri servono duemila dollari. Cadauno.



I senatori che votavano per gli assenti
Le accuse della Margherita
Giacomo Galeazzi su
La Stampa

Giannelli sul Corriere della Sera
  
La Margherita punta l´indice contro la Casa delle Libertà: sono «irregolari» le votazioni per la legge Cirami. Ed è bufera sui "pianisti". La Margherita smaschera con un video i senatori del Polo che due giorni fa avrebbero votato pure per i colleghi assenti. Il capogruppo della Margherita a Palazzo Madama, Willer Bordon, ha mostrato in una conferenza stampa, 26 immagini, tratte da un filmato della troupe televisiva di "Striscia la notizia", andato in onda ieri sera. Sono stati immortalati dal fermo immagine i senatori che hanno votato "per conto terzi", come Giuseppe Consolo di An (che replica: «io non c´entro è solo propaganda calunniosa»), Mauro Cutrufo dell´Udc, Lucio Malan di Forza Italia. Alcuni "pianisti" non fanno nulla per nascondersi, altri usano un giornale o un portafoglio per coprirsi. «Si tratta di una palese violazione dell´articolo 64 della Costituzione», accusa Bordon. Perché una legge sia valida serve che in aula vi sia la maggioranza dei componenti. Nella votazione sul legittimo sospetto c´erano 110 senatori, quindi mancava il numero legale. Forniremo al presidente del Senato questa documentazione affinché intervenga, altrimenti coinvolgeremo la Corte Costituzionale».

In passato la Consulta era già stata interpellata in proposito, in seguito alla denuncia presso la Procura di Roma da parte di alcuni deputati dell´allora Msi. In quell´occasione si ritenne che ci fosse un conflitto tra poteri dello Stato in quanto la magistratura non poteva sindacare sulle competenze interne del Parlamento ma fu confermata l´esistenza di elementi di violazione della legge e fu rivolto un richiamo etico-morale ai parlamentari.

La presidenza del Senato, in una nota, ha ribadito invece che tutte le votazioni «sono state regolari». Anche per il capogruppo di Forza Italia Renato Schifani, l´approvazione del ddl Cirami da parte del Senato è assolutamente valida e corretta. «La Margherita- ribatte- ormai si affida a barzellette, a banalità ridicole che non meriterebbero nemmeno risposta. Abbiamo votato regolarmente una buona legge che ora passerà alla Camera. Le immagini non significano nulla, il parlamentare in questione stava votando per un collega che era a pochi metri da lui, all´interno dell´aula, quindi, presente, come risulta anche dalla certificazione dei senatori segretari della minoranza, che hanno definito valide tutte le votazioni.

Il presidente dei senatori Udc Francesco D´Onofrio bolla le critiche dell´opposizione come voyeurismo istituzionale. «Tutti sanno-afferma - che si può votare anche per altri colleghi assenti dal loro banco ma non dall´aula. Accetteremo di parlarne solo quando sarà introdotto il reato di voto parlamentare per chi non è fisicamente al proprio posto». Oltre a Pera, del problema si è già occupato il presidente della Camera, Casini, che dopo alcune visite a parlamenti di altri paesi, ha proposto all´ufficio di presidenza di Montecitorio una modifica dell´apparato tecnico (voto effettuato con lettori di impronte digitali) così da sbarrare la strada ai "pianisti".


Film
jena su
il Manifesto

Ieri a Roma sono usciti due nuovi film, il pianista di Polanski e i pianisti di Previti.


Social Forum, il governo gioca sporco
sommari de
l'Unità

Il governo non ha una linea credibile sul tema della sicurezza della città di Firenze e di quella dei partecipanti alle manifestazioni per il prossimo Social forum. È chiara l'operazione che maggioranza e governo stanno facendo: voi, sindaco e presidente della Regione Toscana, avete voluto il Forum a Firenze, noi siamo contrari, se succede qualcosa la colpa è vostra


I tagli del governo affondano la scuola. E Berlusconi non esclude una «manovra bis»
sommari de
l'Unità

In Commissione Bilancio non viene approvato neanche un emendamento: e così via ai tagli a raffica nella scuola: quasi 34 mila insegnanti in meno in tre anni. Il tutto mentre il premier, Silvio Berlusconi, da Bruxelles se ne esce così: «Una manovra bis? Spero che non dovremmo ricorrervi». Che non è proprio una frase rassicurante


"Ecco il mio film da ridere ma ora torno ai temi seri"
Woody Allen, a Roma per "Hollywood ending", annuncia la svolta
"Dopo tre storie leggere girerò commedie che esprimono sofferenza"
Claudia Gorgoglione su
la Repubblica

ROMA - Lui si definisce, di volta in volta, girovago per amore ("mia moglie adora viaggiare"), musicista umile ("ho scarso talento"), attore per caso ("mica sono Jack Nicholson"), perfino "artista fallito". Ma sullo schermo Woody Allen - in Italia per presentare Hollywood ending - è soprattutto un comico di grande esperienza: e infatti il film, in uscita nelle nostre sale il 31 ottobre, è una storia brillante, leggera leggera, su un regista che gira una pellicola da cieco, acclamata a sorpresa dalla critica europea. Uno stratagemma ironico, verso se stesso e i propri fan, che prelude però a una svolta seria: "Basta col divertimento puro - spiega oggi il cineasta, all'incontro romano coi cronisti - ora torno a fare opere più serie: commedie, magari, ma con dentro anche la sofferenza".

Insomma, un riavvicinamento alle atmosfere che pervadono alcuni dei suoi capolavori, come Hannah e le sue sorelle e Manhattan. E forse non è un caso che ciò avvenga nell'America ansiogena a ancora addolorata del post-11 settembre, alle prese con un nuovo, e forse imminente, conflitto con l'Iraq.



Traffico
Car-sharing e bus a chiamata contro il caos delle grandi città. Al forum europeo le proposte per affrontare i mali delle aree metropolitane. Le 60 proposte anti-traffico della Ue

Nicoletta Cottone e Roberto Giuliante su
Il Sole 24 Ore

Città congestionate dal traffico, soffocate dall'inquinamento, invivibili. La cura proposta alla Commissione europea arriva dal pool di esperti del Mo.Ve, il Forum internazionale sulla mobilità sostenibile nelle aree metropolitane d'Europa organizzato a Venezia dall'Aci. Le possibili soluzioni sono state presentate oggi alla vicepresidente della Commissione europea Loyola De Palacio. Sul fronte della pianificazione si chiede un'autorità che governi in termini di indirizzi strategici l'area metropolitana, con un sistema di governance che conferisca poteri amministrativi anche di tipo straordinario all'Authority.

Trasporto pubblico
Le sfide nel settore del trasporto pubblico sono legate a questioni strategiche, tecnologiche e organizzative. Gli esperti del Mo.Ve hanno messo in luce la necessità di proporre nuovi servizi "simil-auto" che avvicinino il trasporto pubblico a quello privato. Due le vie suggerite:
· servizi più efficienti, con mezzi più confortevoli e vicini alle esigenze delle città di oggi;
· servizi innovativi in linea con le esigenze dei singoli utenti.
In particolare, per affrontare l'incremento della mobilità che negli ultimi 15 anni ha avuto tassi di crescita anche dell'80-100%, si punta sui servizi a chiamata, idonei soprattutto in aree o periodi di domanda debole o all'interno di direttrici ad alta densità di traffico. Sostegno anche all'evoluzione del "car-sharing" , con un pool di veicoli non solo a quattro, ma anche a due ruote per singoli spostamenti, individuali e collettivi.


Politiche fiscali
Molte delle attuali proposte di road e park pricing rappresentano per ora solo un prelievo fiscale ai danni degli utenti. La tassazione dell'uso del suolo urbano deve, invece, essere integrata e funzionale al sistema di mobilità nel suo complesso. Può, dunque, essere una leva utile per orientare le scelte degli utenti verso modalità di spostamento differenziate in base alle variabili di traffico. Le risorse fiscali devono, però, essere impiegate per migliorare la mobilità. Attualmente meno del 20% delle entrate che provengono dal mondo dell'auto vengono reinvestite per migliorare e sviluppare le reti stradali, mentre nel resto d'Europa la media è del 35 per cento.


Carburanti alternativi
La proposta del Mo.Ve è quella di favorire la nascita di un'agenzia internazionale per la diffusione dei carburanti alternativi, per sviluppare un piano d'azione concreto rispetto agli obiettivi fissati dalla Commissione europea. L'agenzia dovrebbe rappresentare una piattaforma di studio e uno strumento operativo per interventi culturali, tecnologici ed economici. "I costruttori - sottolinea Carlo Sinceri, presidente dell'Anfia - hanno da tempo ingaggiato una battaglia impegnativa per minimizzare gli impatti negativi collegati alla mobilità". In Italia il protocollo d'intesa siglato nell'aprile '97 fra Fiat e ministero dell'Ambiente prevede una riduzione del 20% entro il 2005 del consumo medio delle vetture prodotte, per raggiungere, nel 2010 il limite di 5,5 litri per chilometro, pari a circa 18 Km di percorrenza a litro. Il progetto nazionale "Metano" mira, invece, a sviluppare la trazione a metano nelle aree urbane di 21 grandi città.
Attualmente nel trasporto pubblico l'autobus, che soddisfa il 76% della domanda di trasporto, è il mezzo più utilizzato, ma il parco circolante è costituito da mezzi poco confortevoli e inquinanti. Un bus con 10 anni di anzianità inquina come quattro di nuova generazione, un "torpedone" targato vent'anni fa consuma come 10 di nuova generazione e come 40 a metano.


   26 ottobre 2002