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Amnesty, atto d´accusa all´Italia
"Abusi eccezionali per l´Europa"
L´organizzazione umanitaria rilancia a Berlusconi la richiesta di una commissione d´inchiesta indipendente
Anais Ginori su la Repubblica

LONDRA - Tortura, percosse. Trattamenti crudeli, inumani, degradanti. Arresti arbitrari ed illegali. Sospensione di diritti internazionalmente riconosciuti, come l´assistenza medica, legale e consolare. E´ un lungo elenco di violazioni quello che Amnesty International denuncia nel nuovo rapporto che arriva al termine di quasi un anno d´inchiesta sui fatti di Genova. Le conclusioni, anticipate da Nerys Lee del segretariato internazionale, sono durissime: «Nel luglio 2001 ci fu in Italia una violazione dei diritti umani di proporzioni mai viste in Europa nella storia più recente». Secondo la più famosa organizzazione umanitaria, premio Nobel per la pace, il governo Berlusconi ha fallito prima nella strategia di prevenzione, poi nel compito di gestione dell´ordine pubblico, infine si è reso responsabile di una sostanziale impunità delle forze dell´ordine. Un anno dopo, registra Amnesty nel nuovo rapporto che sarà pubblicato in autunno, non è stata ancora fatta giustizia né verità. «Per questo - annuncia la responsabile nel quartier generale di Londra - in occasione dell´anniversario chiederemo al presidente Berlusconi l´istituzione di una commissione d´inchiesta indipendente».
Un caso eccezionale in Europa. Amnesty ha aperto subito un´inchiesta sui fatti di Genova, lanciando un appello a inviare le denunce. Ai fini dell´inchiesta Amnesty ha accettato soltanto quelle corredate da referto medico e foto, e supportate da altri testimoni. Un lavoro di documentazione scrupoloso e imponente, che fuori dall´Italia ha coinvolto Austria, Belgio, Francia, Germania, Gran Bretagna, Grecia, Irlanda, Olanda, Stati Uniti, Spagna, Svezia, Svizzera, Marocco, Nuova Zelanda.
Genova, dice Amnesty, può essere descritta come «una breve ma intensa parentesi della democrazia». In quei giorni, il governo Berlusconi ha violato tanti principi fondamentali: la libertà di espressione, di riunione pacifica. Il diritto a non essere arbitrariamente arrestato o detenuto, a non essere sottoposto a tortura, ad avere l´assistenza legale e medica. Sulle manifestazioni di piazza: «Le giornate del 20 e 21 luglio sono state contrassegnate da attacchi indiscriminati, sistematici e gratuiti ai manifestanti pacifici. Si tratta - aggiunge Nerys Lee - della più vasta e cruenta repressione di massa della storia europea recente». Sul blitz nella scuola Diaz: «Le persone all´interno dormivano. Sono state colpite con manganelli e calci, con mobili, anche quando giacevano a terra con le braccia alzate». Su Bolzaneto e Forte San Giuliano: «I fermati sono stati schiaffeggiati, presi a calci e pugni, a sputi. Insultati, privati di cibo, acqua e sonno. Fatti allineare al muro con le gambe divaricate e costretti in quella posizione per ore. Alcuni detenuti sono stati minacciati di morte e, se donne, di stupro»
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La Corte boccia il Dpef
Giudizio negativo sulla politica economica governativa.
"I 12 miliardi indicati dall'esecutivo non bastano"
su
la Repubblica

ROMA - Per riportare i conti pubblici dentro gli obiettivi fissati dal Dpef servirebbe una manovra bis. E' secca la bocciatura della manovra economica del governo che arriva dalla Corte dei Conti. Il Dpef 2003-2006 non basta, scrive la Corte, per attuare gli obiettivi indicativi dal documento serve, nel 2003, una manovra ben superiore a 18/19 miliardi. Quindi, ben più dei 12 indicati dal governo. Inoltre, spiega la Corte, ascoltata dalle commissioni Bilancio congiunte di Camera e Senato, per centrare i target di deficit di quest'anno, sono necessari nuovi interventi correttivi. "Non deve essere sottovalutata l'eventualità che, senza nuovi interventi correttivi, i conti pubblici possano presentare un consuntivo 2002 significativamente peggiore di quello illustrato nel Dpef" dicono i magistrati contabili. Che avvertono come a fronte delle riduzioni fiscali previste dal Dpef, si prospettino interventi di contenimento della spesa primaria "in larga misura privi di valutazione sugli effetti quantitativi attesi per il 2003, prevalentemente orientati a tracciare linee di riorganizzazione e riforma dagli esiti incerti e, comunque, non immediati". I magistrati contabili ricordano come nella Relazione sul rendiconto generale dello Stato, trasmessa al Parlamento nel giugno scorso, fosse stato sottolineato "il rischio di uno scostamento tra obiettivi programmatici e risultati già per il 2002, anche in considerazione della temporaneità e della non piena efficacia dei provvedimenti disposti con la manovra dell'autunno scorso".

I magistrati contabili puntano l'indice sul Dpef presentato dal governo, che risponderebbe "in misura assai ridotta alle attese". Poi elencano i punti critici. Anzitutto l'eccessivo ottimismo governativo. "Il documento offre una rappresentazione dell'andamento della finanza pubblica nel 2002 che sembra ancora accogliere le ipotesi più favorevoli tra quelle formulate sulla chiusura dei conti pubblici nell'anno in corso".


Il governo prepara la legge per riaprire le case chiuse
Tre prostitute per appartamento e pagheranno le tasse
Anche il carcere per chi si prostituisce in strada

Daniele Mastrogiacomo su
la Repubblica

ROMA - Tornano le case chiuse. Magari in versione moderna, sotto forma di cooperativa, con tanto di certificato della Asl, la licenza della Questura, le tasse da pagare, i contributi da versare. Non è cosa di questi giorni. Ci vorranno ancora almeno quattro-cinque mesi di dibattiti, variazioni, emendamenti. Ma se verrà rispettato il programma, il testo della proposta di legge che tratteggia il futuro lavoro della prostituta potrebbe essere discusso in commissione Giustizia della Camera già a partire da domani. Si tratta di un testo messo a punto dalla maggioranza di centro destra e affidato al relatore Gianfranco Pittelli, cattolico di Fi. Repubblica è venuta in possesso del documento.

La prostituzione per strada sarà messa al bando. Perseguita e punita anche con il carcere. Fino a tre anni e sei mesi per chi si prostituirà in strada. Mentre i clienti se la caveranno con una multa salata: dai mille ai tremila euro. Il mestiere si potrà invece esercitare in casa. In piena libertà. Rispettando solo alcune regole che a parere degli estensori del disegno di legge, dovrebbero tutelare sia le prostitute sia i clienti. Ogni casa chiusa non potrà ospitare più di tre professioniste, naturalmente maggiorenni. I minorenni non sono ammessi, neanche se si tratta dei figli delle prostitute.

Addio anche ai reati di sfruttamento della prostituzione e al favoreggiamento. Sempre che l'attività sia svolta in una luogo chiuso. Il proprietario dell'appartamento dato in affitto alle tre professioniste non rischierà nulla. Dovrà, anche lui, comunicare alla polizia il nome del nuovo inquilino così come avviene tuttora per la legge antiterrorismo.

La casa del sesso a pagamento avrà le caratteristiche di una vera azienda. Dovrà quindi pagare le tasse, versare i contributi sanitari e previdenziali dei dipendenti. Avere dei libri contabili, una sede legale, farsi consigliare da un commercialista, detrarre dalle imposte le spese per gli investimenti. Ma non potrà fare pubblicità.

"Questo della pubblicità", osserva Franco Grillini, deputato Ds, "mi sembra uno dei controsensi del disegno di legge. Non si può autorizzare un'attività e impedire la sua promozione. Ma il rischio concreto che vedo nel testo è quello di un forte proibizionismo dell'esercizio della prostituzione. Anche se si garantisce la tutela dei dati, è inevitabile che si arrivi ad una vera e propria schedatura delle case chiuse. E delle persone che vi lavorano. Il sesso a pagamento è un rapporto che si stabilisce tra due individui adulti: è un fatto privato. L'idea del controllo, poi, domina tutta la proposta. E' molto grave, perché si sa che con il controllo, le schedature, il proibizionismo, si alimenta la clandestinità". Grillini, già firmatario di due proposte di legge sulla materia, pensa a soluzioni diverse. "Meglio creare delle aree specifiche, attrezzate e sicure. Come a Venezia, dove il sindaco Costa ha realizzato una zona del sesso a pagamento".


Le barricate sulla sanita'
Massimo Gaggi sul
Corriere della Sera

«Un disastro per i cittadini» (Rosy Bindi). «Le mutue? Bocciatura totale: è una controriforma che smantella il sistema sanitario nazionale» (Francesco Rutelli). «Siamo alla vigilia della fine del servizio sanitario universale e solidale» (Livia Turco). La sortita del governo che ha inserito nel Documento di programmazione economica l'ipotesi di introdurre un sistema di mutue «integrative e/o sostitutive» per l'erogazione di prestazioni sanitarie e socio-assistenziali agli anziani ha provocato reazioni durissime da parte dell'opposizione. La cosa colpisce perché a escludere ogni possibilità di dialogo su un problema fin qui ignorato ma che esploderà nei prossimi anni (la popolazione italiana è al tempo stesso la più vecchia d'Europa e quella con meno strutture di assistenza) sono non solo la sinistra del «muro contro muro» col governo, ma anche i centristi e i riformisti ds. Al punto che perfino un amministratore solitamente pacato e abituato a pesare le parole come il presidente dell'Emilia Vasco Errani ha scelto la via della battuta a effetto ma non troppo calzante: «Questo non è il Patto per l'Italia, è il patto per l'America».
In realtà, in America l'assistenza agli anziani è un problema aperto perché le assicurazioni private (quelle che proteggono «i ricchi», dice la Bindi) non hanno alcuna voglia di svenarsi con i malati cronici e l'assistenza ai lungodegenti. Mutue assistenziali per gli anziani sono invece ben diffuse in Europa, nei Paesi con una più solida tradizione di Welfare State , dalla Germania all'Olanda, alla Francia. Forse, più che erigere steccati sarebbe utile accettare un confronto serio sui problemi che riguardano il livello delle prestazioni, la natura delle nuove casse (di categoria e regionali o anche private?), il loro finanziamento (possiamo permetterci un ulteriore aumento dei contributi come in Germania?), l'effettiva garanzia di un livello di assistenza decente anche per chi non è coperto dalle nuove mutue. Tenendo conto che già oggi gli iscritti alle casse di categoria ricevono prestazioni (cure dentistiche, assistenza infermieristica notturna, camere a pagamento negli ospedali, cliniche convenzionate) non coperte dal servizio sanitario nazionale.



Fassino: «Siamo tutti con la Cgil e contro Berlusconi»
i sommari de
l'Unità

La parola d'ordine è evitare polemiche personalistiche. Domenica, Piero Fassino dalla festa dell'Unità di Roma ha fatto un appello unitario: «Io conosco questo partito da più di trent'anni , ci sono dentro e posso escludere che lo spirito dei suoi militanti guardi con favore a qualsiasi ipotesi di scissione». E ha aggiunto: «Sia chiaro: l'opposizione a Berlusconi la vogliamo fare tutti così come nessuno nel nostro partito è contro la Cgil. Io e Cofferati stiamo dalla stessa parte del campo».


Centinaia di firme sotto l'appello: «La Marina non usi la forza contro gli immigrati»
i sommari de
l'Unità

L'appello, pubblicato sabato da L'Unità, di un gruppo di intellettuali e giornalisti, tra i quali Giorgio Bocca, Furio Colombo, Umberto Eco, Antonio Padellaro, Antonio Tabucchi, perché la Marina militare rifiuti di usare la forza contro le navi degli immigrati, così come vuole la legge Bossi-Fini, ha raccolto ormai centinaia di adesioni. È giunta anche una dichiarazione di sostegno del Sindaco di Roma, Walter Veltroni.


Impuniti si vince
sommario de
il Manifesto
E' nata la giustizia internazionale con immunità incorporata. Le Nazioni unite firmano uno scandaloso compromesso e accettano di dare 12 mesi di esenzione dalle responsabilità penali (rinnovabili automaticamente) ai peace-keeper americani impegnati nelle missioni Onu Il neonato Tribunale penale internazionale, che dovrebbe processare i crimini di guerra e contro l'umanità ovunque siano commessi, potrà farlo solo se gli imputati non sono americani. L'Europa borbotta ma firma. Amnesty international: «E' stato un ricatto».


   15 luglio 2002