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VERTICE DI KANANASKIS
G8: tutti i documenti
Lotta al terrorismo, ripresa economica, piano d'azione per l'Africa e crisi internazionali (in particolare Medio Oriente e India-Pakistan) i temi principali delle conclusioni del Summit.
speciale su
Il Sole 24 Ore

In linea con quanto annunciato fin dall'inizio dal premier Jean Chrétien, la presidenza canadese del G8 ha riassunto in un documento finale di due sole pagine le conclusioni del vertice di Kananaskis, il primo dopo «i terribili eventi dell'11 settembre». A parte sono stati invece approvati altri tre testi: l'intesa sulla non proliferazione nucleare, il piano d'azione per l'Africa e la dichiarazione del G7 sul debito dei Paesi più poveri.

I documenti
Conclusioni della presidenza
Intesa sulla non-proliferazione nucleare
Piano d'azione per l'Africa
Dichiarazione del G7 su debito dei Paesi più poveri

Il documento finale della presidenza canadese si sofferma su tre argomenti centrali - lotta al terrorismo; ripresa economica e lotta alla povertà; piano per l'Africa - e sui nodi di maggiore urgenza internazionale: Medio Oriente, Afghanistan, crisi India- Pakistan. L'ultimo paragrafo dà infine il benvenuto alla Russia nel consesso dei Grandi e anticipa che Mosca assumerà la presidenza del G8 nel 2006. Gli otto Grandi annunciano anche di aver accettato l'offerta della Francia di ospitare il loro prossimo vertice all'inizio del giugno 2003 (ma non è ancora stato annunciata la sede). Ecco la sintesi.


LOTTA AL TERRORISMO. Impegno comune a impedire ogni forma di sostegno ai terroristi, ad assicurarli alla giustizia e a ridurre la minaccia di attentati. Accordo su sei principi di non proliferazione per impedire ai terroristi e a chi li appoggia di procurarsi armi di distruzione di massa. Adozione di una serie di misure per rafforzare la sicurezza nei trasporti via cielo, terra e mare.

RIPRESA ECONOMICA. Fiducia nell'economia e nelle prospettive di crescita globale. Impegno ad appoggiare i mercati emergenti, compresi Brasile e altri Paesi latino-americani. Intesa per fare fronte a pressioni protezionistiche conferma della priorità dell'agenda di Doha e del vertice di Monterrey e di quello di fine agosto a Johannesburg (ambiente e sviluppo). Cambiamento del clima e deforestazione vengono riconosciute come questioni urgenti. Impegno a sostenere i Paesi più indebitati (Hipc) con un taglio del debito estero fino a un miliardo di dollari. Accento sull'importanza del buon governo nei Paesi beneficiari. Riaffermazione del piano d'azione concepito a Genova per il miglioramento dell'amministrazione pubblica nel segno della trasparenza, anche con il ricorso a programmi avanzati di gestione elettronica. Adozione di raccomandazioni per assistere i Paesi in via di sviluppo a promuovere l'istruzione e la scolarizzazione.

PIANO PER L'AFRICA. Gli Otto Grandi abbracciano il Nuovo partenariato per lo sviluppo dell'Africa (Nepad) presentato al vertice dai presidenti di Algeria, Nigeria, Senegal e Sudafrica. Metà o più degli impegni finanziari presi a Monterrey potranno essere diretti a quei Paesi africani con governi giusti, che investono sul proprio patrimonio umano e promuovono la libertà economica. Riconoscimento delle conseguenze devastanti per lo sviluppo dell'Africa di malattie come malaria, tubercolosi e Aids. Impegno a sradicare la poliomielite entro il 2005. Intesa per consentire ai partner africani di unirsi entro il 2003 a missioni di mantenimento della pace nel mondo. Appuntamento al prossimo G8 per fare il punto sui progressi.

CRISI INTERNAZIONALI. 1) Medio Oriente:impegno a lavorare per la pace, sulla base di due stati, Israele e Palestina, che vivano l'uno accanto all'altro con confini sicuri e riconosciuti. Accordo sull'urgenza di una riforma dell'assetto dell'economia palestinese e delle istituzioni, e per libere ed eque elezioni. 2) Afghanistan: sostegno al governo di transizione, con l'assicurazione del rispetto degli impegni presi alla conferenza di Tokyo e a continuare gli sforzi per sradicare la produzione e il traffico dell'oppio. 3) India-Pakistan: consenso per sostenere un «dialogo effettivo» fra i due Paesi, sollecitando il Pakistan a fermare ogni attività terroristica in Kashmir che parta dal territorio
sotto il suo controllo.

28 giugno 2002


   30 giugno 2002