
Bush: ritiro completo dai Territori E Annan concede il rinvio: domani a Jenin la missione Onu
brevissime del Corriere della Sera
Il segretario generale dell'Onu, Kofi Annan, ha rinviato a domani la partenza della delegazione che deve far luce su quanto è accaduto nel campo profughi di Jenin (i palestinesi parlano di un massacro di 500 persone, per la maggior parte civili, a opera dell'esercito israeliano). La missione doveva arrivare in Cisgiordania già oggi, ma Annan ha deciso di accogliere la richiesta di rinvio da parte degli israeliani: oggi è shabbat e il governo dello Stato ebraico non può riunirsi per dare il via libera alla riunione. Ieri, intanto, parlando dal suo ranch in Texas, il presidente americano George W. Bush ha ribadito che «è tempo che gli israeliani completino il loro ritiro dalle aree palestinesi occupate». La dichiarazione è arrivata all'indomani dell'incontro di Bush con il principe ereditario saudita Abdallah, che, si è appreso ieri, ha consegnato al presidente Usa un piano in otto punti per tentare di risolvere la crisi in Medio Oriente: a partire (punto uno) dal ritiro delle forze israeliane.
Castelli: il razzismo non è reato
sommari de il Manifesto
Per il ministro della Giustizia Castelli il razzismo è un'opinione. L'Italia, dice il Guardasigilli, vuole «approfondire la definizione di reato di razzismo e xenofobia» all'interno della decisione quadro che la Commissione europea si appresta a prendere. «Come può un magistrato entrare nel convincimento personale di un individuo? - si chiede il ministro -, un conto è essere xenofobo, un conto è fare lotta politica» Castelli aveva provato a bloccare l'appello dei 15 contro il razzismo, firmato dai ministri dell'Interno europei dopo il successo di Le Pen in Francia. Gli ambasciatori italiani, che ricordano le urla di Bossi contro «Forcolandia» e le minacce alle feluche «al servizio della sinistra», avevano chiesto una «riserva di studio» sulla xenofobia. Ma Castelli assicura: «La Lega non è razzista. Io se fossi francese voterei per Chirac».
Rivolta di polizia
sommari de il Manifesto
«Sequestro di persona, lesioni personali, violenza sessuale». La procura di Napoli ordina l'arresto di 8 poliziotti per gli scontri del marzo 2001 al Global Forum. Tra gli inquisiti, un vicequestore e un commissario capo, sotto accusa anche a Genova. I giudici: «C'è il pericolo che inquinino le prove» Rivolta alla questura di Napoli. Urla e proteste contro i provvedimenti, i poliziotti formano una catena umana: «Arresti illegittimi». Sale la tensione nella notte. Il governo si schiera con la polizia. Fini: «Se non ci fosse il necessario riscontro sarebbe un atto gravissimo»
Sciogliere subito i dubbi
Federico Geremicca su La Stampa
Poliziotti che arrestano poliziotti notificando loro i provvedimenti negli uffici e nei corridoi della Questura. E all'esterno, intanto, altri poliziotti che circondano l'edificio ammanettandosi per protestare contro quanto avviene nella loro Questura ed impedire che i colleghi vengano portati via. E' accaduto ieri sera a Napoli, in un venerdì tiepido e in una città colma di turisti che passavano per le vie del centro e facevano fatica a capire cosa stesse accadendo.E a far fatica a capire, per la verità, non sono stati e non sono i soli.
I fatti, brevemente. Al termine di un'indagine durata un anno, la Procura della Repubblica di Napoli ha emesso ieri otto ordinanze di custodia cautelare nei confronti di altrettanti agenti o funzionari (tra i quali un vicequestore) accusati di sequestro di persona, violenza privata e lesioni. I reati sarebbero stati com messi durante e dopo la conclusione degli scontri tra manifestanti e forze dell'ordine che segnarono lo svolgimento del Global Forum sui temi della democrazia elettronica. Il bilancio fu di due arresti, decine di fermi, un centinaio di agenti feriti e un numero imprecisato di giovani no-global costretti a farsi medicare.
Questi i fatti. E giusto un anno dopo, ecco gli arresti, motivati con l'esigenza di evitare un inquinamento delle prove e addirittura la reiterazione del reato. Quel che non è accaduto (o non è ancora accaduto) per il G8 di Genova, insomma, accade per il Global Forum di Napoli. E i fatti lasciano sgomenti per la loro gravità, per il tempo intercorso tra gli avvenimenti e gli arresti e - in ultimo - per le reazioni arrivate dai vertici del Viminale e del governo.
Settori del mondo politico, ieri sera, puntavano l'indice contro la «Procura rossa» che sarebbe partita all'attacco del governo di centrodestra.
Non pare proprio il caso, stavolta, di buttarla come al solito in politica. Quel che è del tutto evidente, invece, è che si è di fronte ad una vicenda che non può tollerare nè dubbi né ombre. Pena un colpo durissimo al prestigio delle forze di polizia e della stessa magistratura.
La destra cavalca la protesta degli agenti. Ds: la politica non si sostituisca ai giudici
sommari de l'Unità
La destra ha deciso di "cavalcare" la protesta di una parte degli agenti di polizia che protesta contro l'ordinanza di custodia cautelare per otto agenti, accusati dai magistrati, di violenze contro i giovani che protestavano a Napoli, nel marzo del 2001. Preoccupate, ovviamente, le reazioni delle forze democratiche. Dalla sinistra viene l'invito a non generalizzare, ma soprattutto viene il rifiuto della pretesa del governo di emettere sentenze al posto della magistratura. Fassino, Violante, Angius: "Non è compito della politica sostituirsi ai giudici". Più duro il commento di Giovanni Russo Spena, di Rifondazione: «Siamo ad un regime di tipo latino-americano. Un poliziotto se è responsabile di comportamenti illegali ne deve rispondere. È un problema di singoli non della polizia in quanto tale».
Roma riempita di foto del Duce. Interrogazione a Scajola: "Com'è stato possibile?"
sommari de l'Unità
Squadre del Comune sono al lavoro per rimuovere i manifesti, apparsi di notte sulle mura di Roma, con sù una foto del Duce. Resta la gravità dell'iniziativa, promossa dal Fronte Sociale per commemorare l'anniversario della morte del dittatore. Interrogazioni parlamentari a Scajola: "Come è possibile che si attacchino manifesti enormi a due metri da Palazzo Chigi, il giorno dopo la commemorazione della Resistenza, senza che nessuno se ne accorga?".
27 aprile 2002