
Martino
Come la pensa un "moderato"
Antonio Martino, moderato berlusconiano, la nostra economia futura la vede così.
«Abolizione in prospettiva dell'INPS, che dovrebbe scomparire o limitarsi all'erogazione delle pensioni sociali. Liberalizzazione del mercato del lavoro, con libertà di licenziare. Aumento delle spese militari e patto con gli Usa per lo scudo spaziale. Modifica della prima parte della Costituzione per introdurvi i principi della libertà di concorrenza e di impresa e della sussidiarietà. Stangata ai sindacati, che dovranno essere ricondotti ai livelli post-marcia dei 40 mila e pre-accordo del luglio '93, quando nacque il dogma della concertazione».
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Un altro errore clamoroso? Le sanzioni all'Austria contro Haider, che hanno indotto i danesi a votare no all'Europa».
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Le pensioni. Il modello è la riforma del suo amico José Piñera in Cile (1980), in tempi più lunghi però, perché la popolazione cilena nonostante lo sfoltimento operato da Pinochet era più giovane di quella italiana: «Il passaggio del sistema a ripartizione, dove i contributi servono a pagare la pensione ai pensionati, al sistema a capitalizzazione, dove i contributi sono di proprietà di chi li paga, e vengono investiti in fondi pensioni privati, non controllati dai sindacati, con rendimenti molto più alti.
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20 maggio 2001