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Il Cavaliere alla presa del potere
L'editoriale del 15 maggio del direttore di la Repubblica

Una impietosa analisi del voto, delle sue motivazioni, delle prospettive che si aprono, di Ezio Mauro, direttore di la Repubblica.

Il "cambio", o almeno il cambiamento, è con ogni evidenza ciò che volevano gli italiani: Più che nei suoi programmi, nei progetti o nelle proposte di governo, Berlusconi rappresenta antropologicamente, biograficamente, addirittura biologicamente un'altra Italia, che vuole impetuosamente "fare", ma chiede di fare da sé, escludendo insieme lo Stato e il senso dello Stato, pur di pagare meno tasse e soprattutto di non avere più regole.
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Un Paese sregolato,... senza più una comune identità civile, pronto a lasciarsi comandare pur di non farsi carico di responsabilità collettive, impegni condivisi, parametri comuni.
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...se l'Ulivo e Rifondazione fossero stati uniti contro la destra, avrebbero raccolto al Senato il 43,7 per cento dei voti, contro il 42,5 della Casa delle libertà. La responsabilità politica di Bertinotti... è di tutta evidenza... (egli) è riuscito ad avverare il suo triplice sogno: Berlusconi al potere incarnando il fantasma della destra, Bertinotti in piazza con le bandiere rosse perdenti, ma alte, e il riformismo - il vero nemico di Fausto - sconfitto e battuto, con la sinistra di governo all'opposizione.


16 maggio 2001