
Argentina, un presidente per 90 giorni
In carica esecutivo provvisorio dei peronisti: «Metteremo fine alla parità tra peso e dollaro»
sul Corriere della Sera
BUENOS AIRES - L'Argentina emerge da giorni di saccheggi, scontri e sangue (il bilancio è di 27 morti) con un presidente della Repubblica a tempo. Il leader del Senato, Ramon Puerta, peronista, ha assunto provvisoriamente le funzioni di capo dello Stato dopo le dimissioni del presidente Fernando de la Rua, dimessosi giovedì sera. Ma oggi la presidenza passerà a Adolfo Rodriguez Saá, governatore della provincia di San Luis, che manterrà l'incarico per 90 giorni: il prossimo 3 marzo si terranno le nuove elezioni. Il partito peronista riassapora il potere dopo anni di opposizione e prepara le misure per sollevare l'Argentina dalla crisi economica: prevista la fine della parità peso-dollaro mentre si discute il congelamento del debito estero. Intanto, l'ex presidente de la Rua rischia il processo e l'arresto per «omicidio plurimo» in seguito alla repressione dei giorni scorsi.
Afghanistan, sterminato un convoglio.
La traduzione del videonastro di Osama incompleta
Bruno Marolo su l'Unità
L'aviazione americana ha attaccato un convoglio al confine tra l'Afghanistan e il Pakistan, e ha fatto una carneficina. Secondo il Pentagono, è stato sterminato lo stato maggiore dell'organizzazione terrorista Al Qaeda e dei taliban. Secondo fonti pakistane invece gli aerei hanno bombardato i notabili di varie tribù diretti a Kabul per assistere all'insediamento del nuovo governo provvisorio.
Il comandante dei marines, generale Peter Pace, ha dato la notizia quasi con fierezza, in una conferenza stampa con il ministro della difesa Donald Rumsfeld. Ha spiegato che una colonna di dieci o dodici veicoli è stata attaccata presso la città afhgana di Khost, nella regione di Tora Bora dove sono asserragliati nelle caverne gli ultimi seguaci di Osama Bin Laden. All'azione hanno preso parte i cacciabombardieri della marina americana e le cannoniere del cielo ricavate da aerei da trasporto C-130 su cui sono montati micidiali pezzi di artiglieria. I veicoli ha affermato il generale Pace sono stati distrutti e le persone a bordo uccise. Anche la base da cui erano partiti è stata bombardata e rasa al suolo.
Intanto a Washington è scoppiata una nuova polemica. Ieri si è saputo che la traduzione del videonastro con la confessione di Osama è incompleta, forse per caso e forse no. Tra sibili e fruscii, sono emerse frasi scomode per il governo dell'Arabia Saudita, della cui collaborazione gli Stati Uniti hanno un disperato bisogno, in Afghanistan come nei territori palestinesi in rivolta. Particolari interessanti del racconto dello sceicco paralitico ripreso con Osama, e ora identificato come Khalid al Harbi, un dissidente saudita.
Lo sceicco Harbi racconta di essere stato condotto clandestinamente in Afghanistan da un personaggio di cui non si capisce bene il nome, ma si capisce benissimo la qualifica: agente della jalad alhayaa, l'inesorabile polizia religiosa del regime. Aggiunge che alcune autorità religiose saudite hanno esaltato nelle loro prediche l'attacco agli Stati Uniti. Un discorso molto commovente replica Osama Bin Laden è stato fatto dallo sceicco Abdullah al Baraak, e devo ringraziarlo per questo.
Lo sceicco Al Baraak spioega Fawaz Gerges, docente di studi mediorientali del Sarah Lawrence College insegna in una università governativa e fa parte dell'influente consiglio delle autorità religiose saudite. Le frasi nel video rivelano che Osama Bin Laden riscuote simpatie non soltanto fra gli estremisti, ma anche in ambienti vicini al governo, e questa è una cattiva notizia per l'Arabia Saudita.
Secondo la spiegazione ufficiale i due traduttori assunti dal Pentagono, un libanese e un egiziano, non hanno capito tutte le sfumature della lingua saudita e hanno fornito un testo frettoloso e approssimativo. Non si spiega però perché il governo abbia rinunciato a servirsi di un traduttore saudita, come hanno fatto vari organi d'informazione, dall'agenzia Ap alla rete televisiva Abc.
"Le riforme? Il centrodestra le farà da solo, coi propri voti"
su l'Unità
Il governo vuole rivedere la legge elettorale in senso proporzionale più un premio di maggioranza. Ma non lo vuole fare subito: se ne parla fra due anni e comunque non durante il secondo semestre del 2003 quando l'Italia avrà la presidenza di turno dell'Ue. Parola di Berlusconi. Che su un tema così difficile, come quello delle riforme, sceglie la strada più breve: e l'annuncio lo dà nella conferenza stampa di fine d'anno. Quella che tradizionalmente serve a tracciare un bilancio della propria attività. La casa delle Libertà punta dunque ad un nuovo meccanismo elettorale. Con calma, però. "Perché adesso siamo tutti presi dall'avvio di altre riforme". Quali? Una su tutte: la giustizia. Che il centrodestra, comunque, vuole fare senza "spirito di rivalsa", assicura il leader. Dove comunque la separazione delle carriere tra giudici e pm non ci sarà ma si pensa a una meno problematica separazione delle funzioni. Ma al di là dei contenuti nelle parole della conferenza stampa conta, di più, il metodo che la destra vuole adottare per riscrivere alcune regole. "L'opposizione dice che per modificare alcune norme c'è bisogno di un'ampia maggioranza? Esatto: l'ampia maggioranza di cui dispone la Casa delle Libertà". Faranno da soli, insomma. Quanto alla sua sorte personale, Berlusconi spiega che non c'è alcun progetto di trasferirsi al Quirinale, non c'è nessun successore designato come premier (anche se indica Gianni Letta come ottimo premier possibile) ma solo la volontà di portare avanti il programma presentato agli italiani.
Ponte sullo Stretto via al supercantiere
Grandi opere, varato il piano
sul Corriere della Sera
ROMA - Il ponte sullo stretto di Messina è una delle 19 grandi opere pubbliche da realizzare subito e 80 sono quelle prioritarie: in tutto 220 interventi da attuare nei prossimi dieci anni, per un costo di 243.695 miliardi (quasi 126 miliardi di ). Il Cipe (Comitato interministeriale per la programmazione economica) ieri ha approvato l'elenco delle opere che rientrano nella «legge obiettivo». Ci vorranno sei mesi perché siano disponibili i soldi per far partire le prime (15 mila miliardi). Per il Ponte è prevista una spesa di 10 mila miliardi. Soddisfatto il ministro delle Infrastrutture, Lunardi. Scatenata l'opposizione, soprattutto quella ecologista.
Milioni di metri cubi di cemento sulla laguna di Hemingway
La Regione Veneto autorizza la costruzione di centinaia di edifici e di sette porti turistici nella zona di Caorle
Gian Antonio Stella sul Corriere della Sera
CAORLE - Immaginate 838 palazzi da dodici appartamenti l'uno più sette porti turistici per quattromila barche più le strade e le pompe di benzina, i parcheggi, i supermercati... Prendete questa montagna di 2 milioni e mezzo di metri cubi di calcestruzzo e ammassatela qua e là tra le canne e le barene, le garzette e i cigni. Tema: ve la sentireste di spacciare il tutto per un «Piano di Tutela Ambientale»? Eppure è questo che sta succedendo, a quel paradiso naturale fragile e prezioso che è la laguna di Caorle. Il cuore di quel reticolo di canali che consentono ai naviganti di andare da Venezia a Trieste senza uscire in mare e che già Cassiodoro, ministro di Teodorico, cantava per quelle barche che «sembrano scorrere sui prati quando non si scorgono gli alvei».
Bene: questa riserva di paesaggi e silenzi rimasta intatta (miracolosamente) tra i casermoni, le discoteche e gli acquasplash di Jesolo da una parte e i casermoni, le discoteche e gli acquasplash di Lignano dall'altra, è stata per anni al centro di un dibattito: come tutelarla? Come proteggerla dall'assedio del turismo di massa? Finché la Regione in mano al centrodestra e il Comune di Caorle in mano al centrosinistra, stretta sul cemento una alleanza che va oltre le dispute di schieramento, hanno presentato il Piano di Area delle Lagune e dell'Area Litorale del Veneto Orientale, noto col nome burocratico di «P.a.l.a.l.v.o». Un progetto di «sistemazione ambientale» che finalmente farà diventare anche la piccola e discreta Caorle come i vicini vacanzifici.
Alla lottizzazione di valle Altanea, una barena bonificata a sud-ovest del paese dove stanno già costruendo condomini e ristoranti e shopping center per un totale di 1.026.000 metri cubi (per capirci: l'equivalente di 313 palazzi di 12 appartamenti da 80 metri quadri l'uno) verranno infatti aggiunte 8 aree immediatamente alle spalle di Caorle dove sarà possibile tirar su complessi residenziali più o meno voluminosi per un totale di un milione e 640 mila metri cubi. Pari a 525 palazzine come quelle citate. Vi chiederete: chi se le comprerà tutte quelle case lontane dal mare? Risposta: gli appassionati di nautica. E' infatti prevista la creazione, in aggiunta alle due darsene esistenti con 1150 posti barca, di 7 nuovi porti (1964 attracchi) collegati al mare e alla stupenda foce del Tagliamento da quel reticolo di canali di cui dicevamo. Così che insieme con le nuove darsene previste negli altri Comuni (Portogruaro, San Michele e Concordia Sagittaria) che ruotano intorno alla laguna, l'area potrà ospitare 5.104 barche. Per capirci: 51 volte di più della grande darsena di San Giorgio a Venezia. Nove volte più della gigantesca darsena per il Salone Nautico che sarà pronta a Genova nel 2004.
Quattro volte di più di tutti i porti turistici di Napoli, Ischia, Capri e Pozzuoli compresi.
E il parco lagunare? Ciao. E' prevista perfino, a corredo della «sistemazione ambientale», la costruzione di nuovi casoni identici da fuori alle antiche abitazioni dei pescatori, con le pareti di legno e i tetti di canna. Dentro, però, potranno essere meno spartani per ospitare i turisti col comfort di un hotel: «Oh darling! Very pittoresco!». Il tocco di classe finale, quello che sigilla la speculazione che rischia di annientare una delle più belle e forse la meglio conservata delle lagune italiane, sono i nomi scelti per battezzare le varie colate di cemento. Si chiameranno «Terre d'acqua del Largon», «Isola natura del Livenza», «Parco dei Capricci», «Parco della Musica», «Penisola dolce del Brian»...
Chissà cosa farebbe il vecchio Ernest, a questi poeti della betoniera, se «di là del fiume tra gli alberi» avesse in mano la sua doppietta...
Il punto di vista di Liberazione (21 dicembre)
Argentina, i morti del liberismo - di Giulia solari.
L'Argentina è in ginocchio. Il neoliberismo, dopo aver falcidiato decine di migliaia di posti di pubblici, privatizzato ogni cosa che era privatizzabile, "dollarizzato" il peso, è arrivato tragicamente al capolinea. Occorre ricercare un nuovo modello di sviluppo e smetterla di esportare il modello liberista americano che non regge ed è pericoloso ai fini di uno sviluppo armonico mondiale.
Letizia contro Moratti - di Angela Nocioni & Checchino Antonini
In piazza liceali e universitari,insegnanti precari e popolo di Seattle, tutti insieme allegramente.
Centomila studenti accerchiano, gioiosamente, la zona rossa intorno agli stati generali del governo. La scuola pubblica boccia la mercificazione del sapere.
"Prima invitati poi malmenati. E' stato un brutto show" raccontano gli sfrattati dagli stati generali.
La globalizzazione e la crisi dell'impero americano - di Tonino Bucci
Dibattito con Salvi ed Agnoletto per la presentazione del libro di Paola Russo.
Durante l'iniziativa, organizzata da "Socialismo 2000", si è discusso della crisi deli USA, di un nuovo modello di sviluppo. del ruolo dell'Europa, della sinistra italiana e dei temi di stretta attualità: scuola, pensioni, articolo 18 e del movimento che sta riempiendo le piazze del paese.
Afghanistan: migliaia i civili uccisi dalle bombe - di Simonetta Cossu
Sono uomini, donne e bambini vittime di tre mesi di bombardamenti a tappeto. Effetti collaterali di una strategia e di una tattica militare che ha preso di mira centri abitati e villaggi. E da Londra una commissione parlamentare annuncia: gli aiuti umanitari non arrivano a chi ne ha bisogno.
Guida alla Finanziaria 2002
I punti chiave della manovra approvata a Montecitorio (302 voti a favore e 208 contrari) e ora in attesa del via libera definitivo del Senato. Il testo provvisorio del provvedimento e i collegati.
a cura di Serena Uccello su Il Sole 24 Ore
Diario compie 5 anni - fategli la festa
In edicola il numero speciale di Diario
22 dicembre