
100 GIORNI
Giustizia prêt-à-porter
Le strategie del cavaliere e dei suoi per risolvere i guai in tribunale
Con la riforma del falso in bilancio, Berlusconi eviterà il rinvio a giudizio. Bossi intanto, per potersi salvare dai processi, vuole la modifica dell'articolo 68. Si apre così la stagione delle leggi su misura. Tra mille polemiche.
Peter Gomez su espressonline
Leggi prêt-à-porter 2 / le sanatorie per l'ambiente
Assumi in nero, che io ti premio. Tanti condoni, ma solo per le imprese sommerse. Addio ai registri dei rifiuti. E via libera alle ristrutturazioni selvagge
Primo Levi ne faceva due categorie distinte: i sommersi e i salvati. Il governo Berlusconi li ha uniti con un tratto di penna. Solo i sommersi si salvano nell'era della Casa delle Libertà. Lo stabilisce l'articolo 2 del disegno di legge "dei 100 giorni". Alle imprese sommerse che aderiscono al programma di emersione questa norma condona le violazioni penali in campo ambientale. Per esempio, un'azienda che - oltre a non avere pagato i contributi - ha creato anche uno scarico abusivo, può sanarlo semplicemente regolarizzando i dipendenti. Un imprenditore che sta per essere arrestato perché ha violato la legge ambientale potrebbe benedire il giorno in cui ha assunto la segretaria in nero. Grazie alla sua regolarizzazione, infatti, acquista come optional anche l'amnistia del reato ambientale. Mentre chi ha pagato all'Inps i suoi contributi fino all'ultima lira finisce in galera. Il principio fondante di ogni sistema sanzionatorio è ribaltato: il bastone va a chi rispetta la legge e la carota a chi la viola.
Marco Lillo su espressonline
Poteri
Bilancio falso, stiamo zitti. Per le società non quotate, si procederebbe solo a querela. Così si coprirebbe la "vergogna"
Una delle relazioni che verranno presentate in Commissione recita a proposito testualmente: "per le società non quotate, in non pochi casi potrebbe apparire opportuna la perseguibilità a querela, posto che i soci potrebbero preferire non portare all'esterno irregolarità che avrebbero l'effetto di danneggiare l'immagine commerciale dell'impresa".
Dunque, per le società non quotate il falso in bilancio dovrebbe diventare un reato perseguibile a querela. È chiaro che, dietro questa proposta, si cela una concezione corporativa del diritto societario, che esclude dall'attività di impresa qualsivoglia tutela di interessi che non siano quelli dei soci (ma quali soci?). I creditori, i dipendenti e tutti coloro che entrano in contatto con la società, ad esempio i fornitori, piuttosto che le banche, non potranno più contare sulla veridicità dei bilanci, perché ai soci pudibondi o vergognosi sarà felicemente concesso di approvare bilanci assolutamente falsi.
È d'altra parte impossibile (ed è un altro limite del progetto Mirone) non tener conto che al vertice di molti dei gruppi più importanti del Paese ci sono società non quotate, che moltissime società fra le maggiori per fatturato e per influenza economica sono società non quotate, che purtroppo vi è anche una tendenza, già molto diffusa in altri paesi, a uscire dalla Borsa e dalle quotazioni.
Devil su espressonline
10 agosto