Le foibe?
La foiba di Basovizza? In realtà un vecchio pozzo minerario in cui sono stati ritrovati migliaia di cadaveri, 500 metri cubi di salme infoibate era stata la valutazione iniziale!
Noi triestini, che abbiamo subito i quaranta giorni di occupazione "titina" (io veramente ero ancora nascosto in montagna), lo abbiamo sempre saputo, non l'abbiamo mai dimenticato e non lo possiamo dimenticare; nelle foibe è sparito anche un cugino acquisito di mia madre, per una omonimia forse, o perché cassiere di una banca.
E i comunisti, con il loro capo Vidali, a Trieste non hanno mai avuto gran seguito anche per le loro simpatie nei confronti di Tito.
la "foiba" di Basovizza
le foibe secondo il triestino Guarino (corsera)
I profughi istriani e dalmati?
Una tragedia, non diversa però da quella di tanti altri, come i polacchi scacciati dalle loro terre diventate Unione Sovietica e i tedeschi al di là della linea Oder-Neisse scacciati a loro volta dai polacchi. E come i palestinesi fuggiti nel 1948 dal nuovo stato di Israele, unici che sono stati volutamente tenuti segregati nei campi profughi dove sono tuttora.
Il ricordo della propria terra perduta è un dolore che non trova mai fine, ed il vedere la propria casa abitata da altra gente, di lingua diversa, adesso che ci si può tornare da turisti, è sconvolgente. E l'Italia ha fatto poco o niente per questi suoi figli, che comunque sono riusciti a trovare una nuova sistemazione ed integrazione.
Quello che non sapevamo, noi gente comune, era viceversa quello che gli italiani avevano fatto in Istria e in Iugoslavia. Sì, si sapeva della italianizzazione più o meno forzata, ma molti erano stati quelli che avevano voluto italianizzare il cognome di propria iniziativa; un po' di anni fa abbiamo anche saputo che ad Arbe, e non solo, c'erano stati dei campi di concentramento, ma nulla più di questo. Insomma il mito di italiani brava gente continuava a sussistere. Ma la guerra è la guerra, ed in guerra di brava gente non ce n'è, ed ora saltano fuori le atrocità commesse anche da noi durante l'occupazione della Iugoslavia.
E' certamente giusto, anzi doveroso, ricordare le vittime delle foibe. Come ricordiamo e commemoriamo le Fosse Ardeatine, S.Anna di Stazzema, Marzabotto, Cefalonia. Ma il Parlamento, con la benedizione del centrosinistra, ha deciso addirittura di istituire il Giorno del Ricordo in ricordo appunto delle vittime delle foibe e dei profughi istriani e dalmati obbligati ad abbandonare le loro terre.
Non mi meraviglio dell'iniziativa della destra al governo, ma i nostri politici, i nostri politici di centrosinistra, quelli che dovrebbero essere la nostra speranza, non si rendono conto di quanto ciò sia deleterio per il giorno della Memoria, una iniziativa europea, confermata dal Parlamento italiano nel luglio del 2000 "al fine di ricordare la Shoah (sterminio del popolo ebraico), le leggi razziali, la persecuzione italiana dei cittadini ebrei, gli italiani che hanno subìto la deportazione, la prigionia, la morte...?
Non riescono a capire che l'istituzione di una celebrazione analoga, il giorno del Ricordo, addirittura a pochi giorni di distanza, per un avvenimento tragico, grave, certamente da non dimenticare, ma assolutamente incommensurabile, mette sullo stesso piano questo avvenimento con la Shoah, con lo sterminio volutamente e scientificamente perseguito dell'intero popolo ebraico (assieme a zingari, omosessuali, oppositori politici), con sei milioni di ebrei sterminati?
E non si rendono conto che questa omologazione, questa pratica negazione della unicità tragica della Shoah, fa degnamente parte del revisionismo storico, per cui tutto è uguale, tutto è da celebrare e tutto è in realtà da dimenticare?