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Democrazia senza partiti?

Giuseppe Pizzi
December 13, 2011 2:59 PM

 
Che il governo Monti sia incardinato in un'anomalia democratico-istituzionale è una mia radicata convinzione che ho già manifestato ad Arengario. Non solo mia, del resto. La stessa opinione è magistralmente e autorevolmente espressa da Gustavo Zagrebelsky sulla Repubblica di ieri:

“… Di fronte alla pressione della questione finanziaria e alle misure necessarie per fronteggiarla, i partiti politici hanno semplicemente alzato bandiera bianca, riconoscendo la propria impotenza, e si sono messi da parte. Nessun partito, nessuno schieramento di partiti, nessun leader politico, è stato nelle condizioni di parlare ai cittadini così: questo è il programma, queste le misure e questi i costi da pagare per il risanamento o, addirittura, per la salvezza, e siamo disposti ad assumere le responsabilità conseguenti. Né la maggioranza precedente, che proprio di fronte alle difficoltà, si andava sfaldando; né l´opposizione, che era sfaldata da prima. Niente di niente e, in questo niente, il ricorso al salvagente offerto dal presidente della Repubblica con la sua iniziativa per un governo fuori dai partiti è evidentemente apparsa l´unica via d´uscita. Insomma, comunque la si rigiri, è evidente la bancarotta, anzi l´autodichiarazione di bancarotta …”.

C'è molto altro ma è inutile riportarlo tutto, per chi non l'ha letto l'intero articolo è consultabile online ( http://firmovotoscelgo.files.wordpress.com/2011/12/repubblica-la-democrazia-senza-i-partiti-di-gustavo-zagrebelsky.pdf) e magari Franco Isman lo metterà su Arengario.
C'era un'altra via d'uscita oltre al governo tecnico? No, con il parlamento che ci ritroviamo no. Napolitano non poteva far altro che metterlo in un angolo e prendere lui il suo posto. Adesso, dopo la pantomima degli “emendamenti migliorativi” con i quali sia la destra che la sinistra si illudono di riaffermare un ruolo che non hanno più, vedremo la più inedita e numerosa maggioranza parlamentare approvare la meno gradita e condivisa manovra economica della storia della repubblica.
Il nostro amico Giacomo Correale non ci vede niente di strano. Per lui "E' la politica, bellezza!" se coloro che dovrebbero essere i rappresentanti del popolo sovrano lasciano fare a un governo “estraneo” cose che loro non sarebbero mai stati in grado di proporre (fatto di per sé già squalificante) e da cui dicono di dissentire. Tanto varrebbe che si mettessero in congedo.

G. Pizzi



Dario Chiarino
December 14, 2011 9:32 AM

Quando sono assaliti da un malanno con rischi mortali, anche i  guaritori e i ciarlatani ricorrono ai chirurghi, le cui cure sono quasi sempre foriere di tagli dolorosi e di conseguenti sacrifici, soprattutto quando è necessario un intervento di urgenza.
Non sempre il rischio per la sopravvivenza consente il tempo per terapie alternative.
Speriamo che il governo Monti possa fare in seguito interventi più equi e mirati di quelli intrapresi e che i partiti gli concedano il tempo sufficiente a completare l'opera e non impediscano la possibile e necessaria demolizione di consorterie parassitarie e di privilegi di sottogoverno che rappresentano magna pars del deficit di spesa pubblica, ma anche dell'elettorato di alcuni di essi.

D. Chiarino



Franco Isman
December 14, 2011 7:03 PM

Sono d'accordo, ma fino ad un certo punto.
Che la manovra “salvaitalia” sia iniqua e, a mio parere, anche sbagliata nei provvedimenti che provocano inflazione, come l'aumento dell'IVA ma anche delle Accise sui combustibili e quindi sul costo dei trasporti su gomma, la quasi totalità in Italia, l'ho già scritto. E Pizzi mi ha dato ragione.

Quanto agli "emendamenti migliorativi" ha perfettamente ragione Pizzi a definirli una pantomima. Invece un aumento della maggiore aliquota irpef, attualmente forse al 43%, o l'istituzione di una ulteriore scaglione con aliquota più elevata sarebbe stato semplicissimo, efficace e con introiti esattamente quantificabili. Altrettanto dicasi per una patrimoniale sui beni immobili. Invece questo, non è stato fatto, come mi sembra non si sia fatta marcia indietro sulla ritenuta fissa del 21% sugli immobili (dal 2011) che non vengono più soggetti all'Irpef del 43%, un notevolissimo regalo ai detentori di consistenti patrimoni immobiliari.

Insomma, l'Italia si poteva salvare con una manovra della stessa entità ma davvero più equamente distribuita. Perché Monti non ha agito in questo modo? Per la sua educazione classista che porta anche lui a difendere sempre e comunque i riccastri? Penso e spero, per lui, che non sia per questo motivo ma sia perché ha subito un ricatto dal maledetto che, avendo la maggioranza in Parlamento e in particolare in Senato, ha il coltello dalla parte del manico.
E Bersani da parte sua non ha trovato di meglio che chiedere e accontentarsi dell'indecente tassazione dei capitali cosiddetti scudati, anche di quelli riportati in Italia parecchi anni fa, rendendo così spergiuro lo stato italiano.
 
Franco Isman



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