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I sassolini nella scarpa di Monti
Salvatore Iannazzo November 22, 2011 12:59 PM Sin dal giorno del suo insediamento Monti non ha perso occasione per togliersi alcuni sassolini dalla scarpa. Non aveva ancora avuto la fiducia, ma già nella replica al suo discorso alla Camera aveva pregato con una certa energia che non venisse usata l'espressione "staccare la spina" nel senso di far cadere il suo governo. Perché, disse, nessuno di noi vuole essere trattato come un elettrodomestico. Berlusconi - excusatio non petita, accusatio manifesta - si affrettò a precisare che lui non aveva mai usato quell'espressione. E uno. Seguì il giorno dopo la richiesta che per i suoi spostamenti venisse usata un'automobile italiana. E gli addetti alla bisogna, a quel che riferiscono i giornali, hanno faticato non poco a ritrovare una vecchia Lancia abbandonata in chissà quale cantuccio di Montecitorio dietro una cortina infinita di macchine tedesche, portarla al lavaggio e rimetterla in condizione di marcia. Questa volta l'ex premier non pare abbia fatto alcuna dichiarazione. Forse si è ricordato della massima latina sopra citata. E due. Poi, nell'annunciare la sua visita ai suoi colleghi di Bruxelles che si sta svolgendo in queste ore, la battezzò "visita di conciliazione". Con il significato implicito che prima c'era stato un evidente distacco che aveva reso freddi i rapporti del nostro ex premier con i suoi pari grado d'Europa. Ancora una volta l'accusato non ha fatto dichiarazioni. Sì, decisamente qualcuno deve avergli ricordato quel detto. E tre. Monti, se vuole continuare, ha solo l'imbarazzo della scelta. T. Iannazzo EVENTUALI COMMENTI lettere@arengario.net Commenti anonimi non saranno pubblicati |