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L'adozione della variante al PGT
Giacomo Correale October 06, 2011 11:20 AM Ho seguito con grande interesse il dibattito di martedì sera in Consiglio Comunale, conclusosi alle due di notte con l'adozione della famigerata variante al PGT. A parte i forti argomenti contro questo variegato progetto portati da Scanagatti, Faglia e altri consiglieri dell'opposizione, l'aver ascoltato le conclusioni del Sindaco è stato per me estremamente illuminante. Non so perché, il suo parlare colorito e pindarico (nel senso di passare inaspettatamente da un argomento all'altro), mi ha richiamato alla mente il vecchio detto: "In vino veritas". E la verità del mariani-pensiero è questa: 1. I terreni intorno alla città sono brutti e indecenti, in gran parte incolti; 2. Quelli agricoli, non sono accessibili alla libera fruizione dei cittadini; 3. Per renderli belli e accessibili, occorre trasformarli in parchi urbani; 4. Però, purtroppo, il pubblico non ha i soldi per farlo; 5. Ed ecco finalmente la soluzione: concediamo ai privati adeguate licenze di costruzione, ottenendo da essi in cambio parchi e servizi. 6. Il dopo (cioè la infrastrutture necessarie per i nuovi fabbricati, il traffico, l'inquinamento, la manutenzione di parchi e servizi, eccetera, è nelle mani di Dio. Il Sindaco lo ha detto chiaramente: a fatica riesce a seguire quel che sarà domani, figurarsi se può prevedere le cose previste dal Piano. Per concretezza, il Sindaco ha citato un esempio vagamente noto: quello della Cascinazza. E a chi gli contestava l'eccesso di metri cubi autorizzati, in misura addirittura superiore al vecchio piano Piccinato, proponendo una drastica riduzione, ha risposto candidamente: "Ma il privato non sarebbe d'accordo!". A completamento dell'informazione, vale la pena richiamare la ragione che un consigliere di maggioranza ha opposto contro l'obiezione: "Se, come lo stesso assessore al territorio dichiara, tutti i metri cubi previsti dal piano non verranno sicuramente realizzati, che senso ha prevederli nella variante?". Risposta: "Prevederli contribuisce a una maggiore concorrenza nel mercato immobiliare". Capito? Chi prima arriva e arraffa terreni meglio alloggia. Con buona pace degli esclusi e delle perequazioni a favore dei pochi sottoposti a vincoli. Resta naturalmente aperta la domanda: "Ma allora, perchè fare dei PGT? Ultima osservazione, di costume: un consigliere transfuga dalla maggioranza ha sparato a zero contro la variante. Ha detto cose molto più pesanti di quelle avanzate dall'opposizione. Conclusione? Non ha votato contro, è uscito dall'aula. Non riesco ad evitare il commento: "Che schifezza!". Per concludere: che strano, i portatori della cultura del fare, che è movimento, diventano seguaci di una cultura degli immobili, di cose che non si muovono. Diventano immobili essi stessi. Più esattamente, immobiliari. Giacomo Correale Santacroce EVENTUALI COMMENTI lettere@arengario.net Commenti anonimi non saranno pubblicati |