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La monnezza di Napoli

Franco Isman
June 27, 2011 10:43 PM


Allego di seguito una lettera aperta ritrasmessami da Marco Fraceti con il successivo botta e risposta, che possono essere un interessante spunto di dibattito...
Così fra quanto ho scritto sulla TAV in Val di Susa e questo sulle immondizie napoletane viene bene in evidenza la mia natura di "oscurantista di sinistra" come ero stato definito...
Franco Isman

 
 
Marco Fraceti
June 25, 2011 6:11 PM

diamo una mano e alla svelta.
FATE GIRARE..........


AIUTIAMO LA CITTA' DI NAPOLI CONTRO L'ECO MAFIA DEI RIFIUTI.
 
Lettera aperta ai Sindaci e a tutte le forze sindacali e sociali della Brianza.
 
Il comitato beni comuni di MB, sta seguendo con preoccupazione la vicenda drammatica dei rifiuti a Napoli. Questa situazione di solitudine e di disagio, frutto della inettitudine e complicità dei passati amministratori della città, delle provincie e della regione campana, è aggravato dalla ottusa cecità del governo centrale che, per pura vendetta di carattere elettorale, non ha concesso il decreto necessario all'amministrazione comunale di Napoli per affrontare l'emergenza.
La neonata amministrazione di Napoli - accogliendo la volontà dei cittadini che il 12 e il 13 giugno hanno scelto per i Beni Comuni - ha sancito, con le due prime e coraggiose delibere di giunta, la ripubblicizzazione del Ciclo dell'Acqua e del Ciclo dei Rifiuti strappandoli alle organizzazioni criminali.
A questo punto il popolo italiano, quello che ha scelto per i Beni Comuni, per la tutela dell'ambiente e del territorio, per la legalità, non può stare a guardare mentre si consuma sulla pelle dei cittadini lo scontro tra la neo amministrazione comunale e i poteri criminali.
L'indifferenza rafforza i poteri forti e indebolisce le istituzioni: per questo deve scattare la solidarietà di tutto il Paese. Se non ci mobiliteremo in aiuto ai nostri fratelli napoletani, essi con noi saranno prigionieri delle mafie, la democrazia e il buon governo saranno sconfitti perché isolati dai ragionamenti barbari e individualisti.
 
Il comitato propone un piccolo sforzo collettivo ai sindaci e alle forze sociali e sindacali:
  1. Se soltanto la metà degli 8500 comuni d'Italia inviasse, attraverso le aziende preposte alla raccolta dei rifiuti, un compattatore pro capite della portata media di 60/70 t. cadauno, porterebbe via in un baleno 276.250 t. di rifiuti, il che starebbe a significare la risoluzione dell'emergenza rifiuti a Napoli.
  2. Contestualmente si darebbe fiato al Sindaco della città per attivare il progetto ambizioso della raccolta differenziata e la relativa riorganizzazione del ciclo dei rifiuti sciogliendo i fantomatici consorzi in odor di camorra.
Chiediamo ai sindaci di attivare le aziende comunali per questa necessaria azione di solidarietà attiva, chiediamo anche ai sindacati dell'igiene ambientale di promuovere momenti di sensibilizzazione con i lavoratori e le RSU affinché scatti l'orgoglio per la difesa della legalità e della democrazia e, attraverso questa nobile mobilitazione, continuare la una nuova stagione sui Beni Comuni avviata dal risultato referendario.
 
Il Comitato Beni Comuni di MB 
Monza,24/06/2011



Franco Isman
June 25, 2011 7:00 PM

Caro Marco,
non voglio sputare sentenze perché il problema, incredibile problema, non lo conosco abbastanza a fondo, come probabilmente nessuno di noi.
Però:
1. Mi sembra che il problema non siano i compattatori ma dove sistemare la monnezza: siti esauriti, altri bloccati dalle proteste popolari, inceneritore (pardon, termovalorizzatore) guasto...
2. Secondo me classificare i rifiuti di Napoli come rifiuti speciali per poterli portare fuori provincia rappresenta un'assoluta follia: i rifiuti speciali richiedono discariche speciali, in non trascurabile parte nelle mani della delinquenza organizzata, hanno un costo di smaltimento di molte volte superiore di quelli normali, a solo vantaggio delle ecomafie, infine le discariche speciali hanno volumi certamente insufficienti alle necessità. Si rischia quindi di pagare lo smaltimento come rifiuti speciali ed andare di fatto a scaricare in comuni discariche.
Se qualcuno è in grado di esprimere pareri motivati...
Saluti a tutti
Franco
 


Marco Fraceti
June 25, 2011 7:07 PM

La situazione di Napoli va vista come le classiche situazioni post terremoto o inondazioni. In emergenza un compattatore va a Napoli e si porta a casa un po di ruera. Se ogni comune va un pezzo in pochi giorni togliamo l'immondizia dalle strade. Il resto lo dovrà fare il Comune di Napoli.
 
Dunque una cosa semplice, dal basso..per dare una mano. Potrei anchio partire con la mia macchina, andare a Napoli e riempirmi un sacco di immondizia e portarmelo a casa....
 
Tutto qui..molto semplicemente un atto di solidarietà piccolo ma se viene fatta da tanti risolve un problema.
Spero di essere stato motivante.
marco



Franco Isman
June 25, 2011 10:59 PM

Non voglio polemizzare ma sono andato a cercarmi alcuni dati, eccoli.
La “produzione” giornaliera di monnezza a Napoli si aggira sulle 1500 tonnellate, per quella giacente nelle strade si parlava fino a ieri di 3500 t, “soltanto” 2-3 giorni di giacenza; un compattatore ne porta 13 t quindi per pulire Napoli bastano 300 viaggi di compattatore.
Secondo l'agenzia Adnkronos, “Asia, l'azienda autonoma di pulizia, nelle ultime 24 ore ha provveduto a raccogliere 1600 tonnellate riducendo la giacenza a 1850 tonnellate, una quantita' pari alla produzione cittadina di poco piu' di una giornata".
In compenso i compattatori devono essere scortati dalle forze di polizia.

Sembrano di tutta evidenza due cose:
  1. il problema NON è soltanto quello di sgomberare le strade dal pattume accumulato, il problema è smaltire la produzione giornaliera finché non sarà avviato un efficiente sistema di raccolta differenziata.
  2. Non si tratta di carenza di compattatori ma di mancanza di inceneritori e di discariche, con l'indisponibilità degli abitanti dei diversi quartieri ad aprirne di nuove.
Bravo Marco disposto ad andare a Napoli a caricarsi un sacco di immondizia e portarselo a casa, ma un sacco conterrà 20 chili di spazzatura, 50 sacchi fanno una tonnellata, 150.000 sacchi le tremila tonnellate giacenti…

Ciao
Franco



Marco Fraceti
June 25, 2011 11:21 PM

Leggo che hai capito il senso dell'iniziativa....
marco



Armando Pioltelli
June 27, 2011 11:11 PM

L'Unica soluzione è la solidarietà di tutte le regioni,NAPOLI va salvata,poi bisogna puntare subito alla raccola differenziata ma ad anche agli inceneritori.
Anche Monza usa gli inceneritori di SESTO e di TREZZO perchè il 50% di differenziata non basta il secco finisce nei forni.
La strada è potenziarre la raccolta differenziata in tutto il paese,pensate che ROMA ne fa pochissima e ridurre la produzione dei rifiuti con meno imballaggi.

Armando
UNITI SI VINCE



Giuseppe Pizzi
June 27, 2011 11:47 PM

Penso anch'io che sia ora di dargli una mano, così non può andare avanti. E credo che presto diverse regioni italiane si mobiliteranno, con o senza il decreto del governo. Nelle emergenze la solidarietà nazionale scatta sempre, e scatterà anche questa volta.
Il problema vero, che probabilmente è il motivo dell'attuale situazione di stallo, è "fino a quando" questa emergenza potrà permanere. Il nuovo sindaco di Napoli si è subito bruciata una buona quota della credibilità con cui era stato accolto annunciando che la città si sarebbe potuta ripulire nel giro di cinque giorni. Adesso insiste a dire che sbarazzarsi dei rifiuti di oggi non compete a lui, a lui compete la gestione dei rifiuti di domani. Un domani che arriverà molto presto perchè in poche settimane organizzerà la differenziata e per le strade di Napoli non si vedrà più nemmeno una cicca di sigaretta, ma sembra proprio che non gli creda nessuno. Premesso che "spazzatura differenziata" non significa "spazzatura sparita" (anche la differenziata deve finire da qualche parte), quindici anni di promesse mai mantenute non si possono ignorare, e nessuno può escludere, anzi tutti temono che fra sei mesi, diciamo a Natale, le cose possano sostanzialmente stare al punto in cui stanno ora. A quel punto, che fare? Chi potrà prenderà la responsabilità di restituire il problema nelle mani dei napoletani? Chi potrà avere il coraggio e la forza di dirgli che la solidarietà non è un diritto acquisito?

G. Pizzi



Salvatore Iannazzo
June 28, 2011 12:43 PM

Sono convinto anch'io che la solidarietà delle altre regioni arriverà. Non ci sarà - penso - la Padania (visto che non esiste), anche se sono convinto che gran parte dei cittadini padani (che invece ci sono in carne ed ossa - e testa) sarebbero favorevoli anche loro. Certo De Magistris, indottovi dalla polemica preelettorale, ha sbagliato a farla troppo facile. Ma se, come sembra determinato, insisterà a liberare la città dai mefitici rifiuti che la ricoprono, per poi procedere all'organizzazione della raccolta differenziata, alla fine avrà successo. Ma nel contempo dovrà resistere alle azioni contrarie della camorra, che cercherà - come sta già facendo - di far confusione per metterlo in difficoltà. Non sarà un processo breve; e i sei mesi circa da ora a Natale saranno il minimo indispensabile. Non dimentichiamo che c'è un pregresso - le migliaia di cosiddette "ecoballe"  - che dovrà anch'esso essere sistemato. E che anche i "miracolosi" interventi dell'attuale governo centrale - assieme a quelli inesistenti della precedente amministrazione - lasciano l'area napoletana assolutamente impreparata a gestire anche la normale situazione. Figuriamoci quella d'emergenza di oggi.  Ma se De Magistris  agirà con energia, bisognerà dargli l'aiuto necessario ad arrivare fino in fondo. Si saranno messe le basi per dare un colpo significativo anche alla camorra.

Toti Iannazzo



Giuseppe Pizzi
June 29, 2011 10:52 PM

Sembra che ci siamo quasi. Domani il ministro Prestigiacomo, nonostante la contrarietà della Lega, sottopone al Consiglio dei ministri il decreto legge che consente il trasferimento in altre regioni dei rifiuti di Napoli. 
Se passa, Bossi e la Lega ne escono con le coda fra le gambe, altro che diktat di Pontida. Ma se non passa, sono Berlusconi e l'intero governo a uscirne con le ossa rotte, vittime del ricatto leghista. Uno scontro che, sovrapponendosi alle tensioni sulla manovra di Tremonti, può portare a sviluppi imprevedibili.

G. Pizzi


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