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Cascina S. Giorgio
Giacomo Correale May 05, 2010 4:28 PM
Domenica 18 aprile ho partecipato a una manifestazione organizzata presso l'azienda zootecnica della Cascina S. Giorgio, rimanendo positivamente impressionato dall'iniziativa per i suoi contenuti didattici e di promozione dei prodotti locali. Mi è parso anche che l'azienda fosse stata "ripulita", e fosse diversa dalla realtà piuttosto indecente del passato. Siccome in quella occasione era stato installato un chiosco per l'erogazione di latte biologico, oggi sono tornato sul posto per acquistarlo, convinto che quella installazione fosse permanente. Invece non c'è più, era una istallazione occasionale. Appena entrato sono stato accolto da una muta di cani di grossa taglia che mi si sono avvicinati ringhiando. Ho mantenuto il controllo per evitare il peggio, ed ho chiamato un giovane che stava guidando un trattore, facendogli notare il pericolo dl lasciare liberi i cani, e la possibilità che una persona timorosa, e in particolare un bambino che avesse mostrato paura o fosse fuggito, potesse rimanere azzannato. Mi ha risposto che non c'è problema, sono assicurati! Alla mia osservazione che un risarcimento non compenserebbe un bambino sbranato dai cani, mi ha apostrofato con espressioni che non ripeto. E per dimostrare il suo buon diritto, ha chiamato i carabinieri per farmi dire al telefono che trattandosi di una azienda zootecnica privata è vietato l'accesso ed è consentito lasciare liberi gli animali. Ma io non ponevo questioni di diritto, ma di buon senso e di prevenzione di eventi spiacevoli. Il cancello è aperto e, nonostante ì'esistenza di cartelli di divieto (sporchi e poco visibili), i frequentatori del Parco entrano spesso soprattutto per far vedere gli animali ai bambini. Cosa che è accaduta due volte anche mentre discutevamo. Mie conclusioni: 1. La manifestazione del 18 aprile è stata un evento puramente pubblicitario (con la presenza discutibile di Sindaco e Assessori!), e nulla è cambiato; 2. La presenza di una azienda zootecnica nel Parco può anche essere accettabile, data la multifunzionalità del Parco fin dai tempi di chi lo ha creato duecento anni fa; 3. Tuttavia "multifunzionalità" significa che ogni realtà inserita nel Parco (e in primo luogo le concessioni a privati) deve svolgere una "funzione" coerente con l'identità e il ruolo del grande Parco storico, senza snaturarlo o degradarlo (come è il caso attuale dell'allevamento di cui stiamo parlando, collocato tra l'altro impropriamente in un antico mulino). Un allevamento nel Parco dovrebbe svolgere quanto meno funzioni di sperimentazione avanzata dal punto di vista biologico ed ecologico, e di educazione alimentare e ambientale. Se un concessionario non fosse capace o non volesse svolgere queste funzioni, dovrebbe essere costretto ad una definitiva transumanza verso altri lidi. 4. Sarebbe opportuno che le autorità si occupassero della questione della sicurezza dei frequentatori del Parco prima del verificarsi di fatti irreparabili. Giacomo Correale Santacroce Ferrari Gianfranco May 05, 2010 7:27 PM Caro Giacomo, la tua lettera meriterebbe di comparire sui giornali monzesi, su "il CITTADINO" principalmente. Inoltre ti suggerisco di mandare la segnalazione al sito del Comune all'attenzione del Sindaco. Bisogna indignarsi ogni tanto. Gianfranco EVENTUALI COMMENTI lettere@arengario.net Commenti anonimi non saranno pubblicati |