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L'acqua è di tutti
La privatizzazione dell'acqua e il referendum
Franco Isman April 30, 2010 5:07 PM
"Contro il disegno di privatizzazione forzata dell'acqua pubblica, definita dalla recente legge Ronchi, il Partito democratico non sosterrà la campagna referendaria. «Pur guardando con simpatia a tutti quei movimenti che si battono contro il rischio di monopoli privati» ha detto il segretario Pierluigi Bersani «riteniamo che il referendum non sia la strada giusta». Il Pd, quindi, seguirà un'altra via. E cioè formulerà, nel più breve tempo possibile, una proposta di legge coinvolgendo gli amministratori locali e i cittadini. Si parte subito. Il primo appuntamento è per oggi a Torino. L'obiettivo complessivo è quello di raccogliere, sulla petizione, un milione di firme". Così Roberto Rossi su l'Unità del 23 aprile. Le reazione dei miei amici duri e puri della sinistra sono feroci: ma perchè il PD lo consideriamo ancora sinistra? scrive qualcuno; a me il PD fa cagare fa eco un'altra con espressione certamente significativa. Considero indecente e pericolosissima la legge Ronchi, ovviamente, affermo. Ma il referendum, anche se il PD aderisse e si impegnasse, rimarrebbe comunque del tutto velleitario. Il quorum del 50 per cento più uno, che permette di sommare ai contrari i moltissimi agnostici che non partecipano, uccide qualsiasi possibilità di successo, come è accaduto innumerevoli volte nel recente passato (24 referendum persi su 24 dal 1995 in poi, dice Bersani). Questa del quorum era una riforma costituzionale da fare già da moltissimo tempo. In Svizzera non esiste quorum (come da noi per il referendum costituzionale): ai referendum partecipa chi è interessato al problema, gli assenti hanno sempre torto e, nel bene o nel male, i referendum funzionano, eccome. Ma allora mi domando: ha senso impegnarsi in una battaglia persa in partenza od è invece controproducente ? Per me è dannoso psicologicamente; teniamoci caro il referendum quando questo sarà l'unica arma rimasta per difendere la Costituzione da un probabile futuro stravolgimento, in quanto l'articolo 138, che la salvaguardava con il sistema elettorale proporzionale, non è stato modificato passando al maggioritario, lasciandola in balia di una maggioranza parlamentare che non corrisponde a quella assoluta del Paese. Per inciso, lo stesso vale per l'articolo 83 che lascia anche l'elezione del Presidente della Repubblica in balia della stessa maggioranza. Franco Isman Giuseppe Poliani April 30, 2010 7:44 PM "Più di centomila firme nelle prime 48 ore di raccolta. Più del doppio dell'obiettivo che il comitato promotore dei tre referendum per l'acqua pubblica s'era prefisso. Inutile cercare la notizia sulle testate più blasonate. E' un successo dovuto al tam-tam tra la rete e i mezzi di informazione non omologati (e Liberazioneè parte del comitato promotore assieme al manifesto). (Liberazione, 27/4/2010). http://www.acquabenecomune.org/raccoltafirme/ anche l'IDV aveva deciso di procedere ad un referendum analogo ma poi non ho più avuto notizie in merito. Forse ci ha ripensato. Il portavoce della Federazione della Sinistra Monza e Brianza, Francesco Beretta, mi ha inviato queste indicazioni che giro a voi se riterrete utile andare a firmare sfruttando questa ulteriore possibiltà: il Notaio Mario Erba (con studio in Monza via Manzoni 20) ha dato la sua disponibiltà per autenticare le firme tutti i martedì (con eccezione del 15 et 22 giugno) dalle ore 8.30 alle ore 12.30 e dalle ore 14.30 alle ore 18.30, gli altri giorni su appuntamento telefonando al 3336192722. Ovviamente senza costi. sinceramente credo che sia utile farlo perchè da questa destra non possiamo aspettarci nulla, solo guai e imbrogli. Occorre difendere tutto. D'altra parte non posso continuare a stare dietro una tiepida opposizione che il PD ormai fa ovunque (oggi leggo su "la Repubblica" che per Scajola tutto quello che il PD ha saputo dire è "chiarisca in Senato": ma abbiamo già dimenticato quello che il centrodestra ha detto per i casi di Vendola, Marrazzo, etc. ? Ma se non chiariscono neppure le azioni di governo vuoi che Scajola venga in Senato per chiarire i fatti suoi ?). Questa raccolta di firme sull'acqua pubblica nasce dal fatto che l'acqua "è una risorsa percepita come essenziale per la vita e il governo del territorio (Aggiornamenti sociali, 04/2010)" dalla gente comune rappresenta uno degli ultimi fronti aperti contro una mercificazione della vita ormai totale. Come ricorda la rivista Aggiornamenti Sociali citando E. Molinari (Acqua. Argomenti per una battaglia. Ed. Punto rosso, Milano 2007) " quella dell'acqua è diventata una battaglia paradigmatica sugli usi civici dei beni comuni". Onestamente, penso che il PD debba prendere più sul serio questi argomenti e questo nuovo modo emergente di fare politica in rete, cosa già successa peraltro con Grillo (4%),con la trasmissione Annozero di Santoro nella serata della censura di regime in elezioni regionali, ed ora in occasione di questa raccolta di firme. Si sta costruendo una nuova opposizione, insieme, e spero che il PD, che ritengo sempre punto di aggregazione per una alternativa di governo al centrodestra, voglia esserci. Giuseppe Poliani Massimo Benetti su Facebook April 30, 2010 9:26 PM Questa dell'acqua è una questione troppo importante per non fare niente. Sono certo che capiremo e andremo a votare il referendum e raggiungeremo il quorum. L'acqua non può essere privatizzata! Giuseppe Pizzi May 02, 2010 3:14 PM In una democrazia rappresentativa come la nostra (o meglio, com'era la nostra prima che a colpi di referendum la riducessimo a un ibrido nè carne nè pesce), è normale che la maggioranza di governo tiri in un senso e la minoranza d'opposizione nel senso opposto. E siccome logica vuole che in questo tiro alla fune sia la maggioranza a prevalere, la minoranza dovrebbe farsene una ragione e operare per convincere il popolo a cambiare maggioranza alla prima occasione. Invece, niente, ormai è diventata un'abitudine, la minoranza a questo gioco non ci sta e pretende di smentire la maggioranza appellandosi al popolo, che poi è lo stesso popolo che quella maggioranza l'ha eletta. Ma allora, che cosa l'avrebbe eletta a fare? Nelle democrazie rappresentative non spetta al popolo decidere se l'acqua debba essere pubblica o privata, se l'elettricità si debba produrre col petrolio o con l'uranio, e nemmeno se permettere al capo del governo di schivare il tribunale dicendosi indaffarato, non gli spetta e non gli preme, vuole che lo facciano per lui suoi rappresentanti eletti, altrimenti che rappresentanti sarebbero? Certo, c'è il referendum abrogativo (quello confermativo è tutt'altra cosa), il popolo può sconfessare i suoi rappresentanti, ma guai ad abusarne, è una misura estrema, in qualche caso può perfino risulterare provvidenziale, ma non può essere la norma. Non dimentichiamo che abrogando una legge di fatto umiliamo i nostri rappresentanti, come se gli dicessimo "fatevi da parte, branco di incapaci, adesso ve lo diciamo noi come dovevate decidere". E volete che una reprimenda come questa la possa esprimene una minoranza, come accadrebbe se si abolisse il quorum? E la Svizzera, allora? Ma la Svizzera non è una democrazia rappresentativa, è una democrazia diretta, funziona come una cooperativa, il governo federale ha sette ministri in tutto, il parlamento si riunisce un paio di volte all'anno, l'opposizione praticamente non esiste, il servizio di leva dura fino ai 35 anni e i soldati si portano a casa il fucile, tre o quattro volte all'anno i cittadini sono chiamati a esprimersi, chi vuole vota e gli altri si adeguano, va avanti così da sette secoli, niente a che vedere con la situazione italiana. Questa ambizione di democrazia diretta è quanto di più velleitario si possa immaginare, qui da noi. Il PD l'ha cullata per anni, è per questo che ha inventato le primarie (oltre che per mettere in mano a Prodi uno strumento di legittimazione) ma, visto il risultato, le ha già praticamente affossate. Molto prima, un assaggio di democrazia diretta l'abbiamo avuto nel sessantotto, nelle scuole e nelle fabbriche. Regime assembleare permanente, un plebiscito dopo l'altro, megafoni e bivacchi. Alla fine, Capanna decideva e gli altri tutti dietro. G. Pizzi EVENTUALI COMMENTI lettere@arengario.net Commenti anonimi non saranno pubblicati |