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Negozi aperti il 1° maggio
Giacomo Correale April 29, 2010 4:15 PM C'è chi propone di tenere aperti i supermercati il 1° maggio. Spero che qualcuno lanci una campagna perché nessuno entri in un supermercato e in qualsiasi negozio aperto il giorno della festa dei lavoratori. Io lo farò. Giacomo Correale Santacroce Giuseppe Poliani April 29, 2010 10:32 PM Credo che la questione vada al di là del 1 maggio e investa il principio generale di rispetto della festa, della celebrazione in generale. Non è solo una questione di non comprare il 1° Maggio ma qui si pone anche il problema del lavoro dignitoso e rispettoso delle convinzioni religiose e civili del singolo lavoratore. Da tempo ormai assistiamo ad aperture varie di negozi e supermercati a Monza ed in altre città italiane nelle domeniche o nei giorni festivi civili. Le domeniche: considerazioni che nascono da una certa concezione religiosa del giorno della domenica suggerirebbero di tenere sempre chiusi i negozi e di dedicare quel giorno ad altro (ad esclusione ovviamente dei servizi indispensabili alla vita civile). Per chi è cristiano la domenica è un giorno particolare che deve poter vivere serenamente in armonia con il proprio lavoro, chi non è cristiano deve rispettare questo diritto. Chi è musulmano ha diritto di pregare negli intervalli di tempo prestabiliti ed in luoghi adatti e chi non lo è deve rispettare questo diritto. Lo stesso dicasi per gli ebrei, per i buddisti, o per qualsiasi altra religione. Questa, per inciso, è la vera la libertà religiosa il cui germoglio che dovrebbe iniziare a crescere nelle scuole con l'insegnamento della storia delle religioni senza giungere all'imbroglio clientelare di targa ciellina di far assumere a tempo indeterminato centinaia di insegnanti di religione cattolica abilitati dalla Curia (con tutto il rispetto) ma non dal Ministero, Questa sarebbe la vera libertà religiosa, non come la intendono Formigoni e Casini che parlano solo per garantire gli interessi dei cattolici (ricchi) italiani. Ma perchè parlare tanto di religione in occasione del 1° Maggio, che è festa civile ? Perchè la religione civile legata all'idea dello stato e della sua storia, ai valori della Resistenza, della democrazia e della libertà, quella religione laica professata da ogni cittadino onesto e responsabile prima di pensarsi cattolico, musulmano, ebreo o buddista, o altro, ha anch'essa le sue esigenze ed esige anch'essa i suoi spazi celebrativi e di "preghiera" laica o atea. Per questo è importante chiudere i negozi in occasione di qualsiasi festa, perchè celebrare una giornata per un motivo particolare legato alla storia del paese o alla religione di appartenenza vuol dire vivere quel dato giorno una relazione civile con altri e confrontarsi sui valori che quella giornata ci propone. La festa come cemento della società civile e come collante della democrazia. Giuseppe Poliani Franco Isman April 30, 2010 3:29 PM D'accordo sì, d'accordo no. Condivido le critiche di Correale sulla inopportunità dell'apertura dei negozi il 1º maggio, che significa sminuire il significato di questa giornata dedicata al lavoro, obbligando dei lavoratori a celebrarlo lavorando. Conosco bene la reale religiosità di Poliani ed il suo rispetto anche per la quella degli altri; per questo mi appare un po' riduttiva la sua affermazione che chi non è cristiano deve rispettare il diritto di questi di poter riposare la domenica che deve poter vivere serenamente, come chi è musulmano ha diritto di pregare negli intervalli di tempo prestabiliti ed in luoghi adatti e chi non lo è deve rispettare questo diritto. Insomma la religione cattolica dovrebbe essere trattata alla stessa stregua delle altre religioni. Ma così non è e, aggiungo, non potrebbe essere, infatti, secondo questo principio, i musulmani dovrebbero riposare il venerdì e pregare rivolti alla Mecca a diverse ore del giorno, mentre per gli ebrei il sabato dovrebbe essere giorno di riposo assoluto L'apertura dei super è certamente molto utile ad una larga fetta della popolazione, ha però due controindicazioni: una concorrenza sleale ai piccoli negozi che non possono permettersi di rimanere aperti; un obbligo di fatto a lavorare a turni la domenica in quanto, anche se dovesse avvenire ufficialmente su base volontaristica, è difficile che questa scelta volontaria lo sia davvero. Franco Isman EVENTUALI COMMENTI lettere@arengario.net Commenti anonimi non saranno pubblicati |