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Zucche vuote

Claudio Giusti
November 07, 2009 8:59 AM

 
“Dove nascono, in fin dei conti, i diritti umani universali? In posti piccoli, vicino casa. In posti così piccoli e vicini che non possono essere visti in nessuna mappa. Eppure questi luoghi sono il mondo dell'individuo: il quartiere in cui vive, la scuola o l'università che frequenta, la fabbrica o l'ufficio in cui lavora. Questi sono i posti in cui ogni uomo, donna o bambino cerca la parità senza discriminazioni nella giustizia, nelle opportunità e nella dignità. Se questi diritti non hanno significato là, significano poco ovunque e se non sono applicati vicino casa non lo saranno nemmeno nel resto del mondo.”
Eleanor Roosevelt, 1958
 
7 novembre 2009
7 novembre 1962 Muore Eleanor Roosevelt, “madre” della Dichiarazione Universale

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Una signora finlandese, sposata a un italiano, con figli italiani ed essa stessa cittadina italiana, si è messa in testa di educare i suoi ragazzi all'ateismo. La sua pretesa, per quanto “disdicevole”, non è un reato nel nostro paese, ma si scontra con l'abitudine che hanno le autorità di impiantare in ogni luogo scolastico pubblico, e quindi pagato anche dalle tasse degli atei, il simbolo della religione ritenuta, a torto o a ragione, dominante in questo paese.
La signora protesta perché, secondo lei, la presenza del simbolo religioso può indurre i suoi figlioli a ritenere che quanto viene loro insegnato a casa non sia poi così vero e ne chiede la rimozione. Le autorità scolastiche se ne guardano bene e la signora si rivolge a numerosi tribunali della Repubblica. Tribunali che si esibiscono in una serie di sentenze una più surreale dell'altra.
http://www.osservatoriosullalegalita.org/
A questo punto la testarda signora continua la sua lotta fuori dai confini nazionali e ottiene udienza presso la Corte Europea dei Diritti Umani del Consiglio d'Europa: organismo questo, non poi così finto, di cui fanno parte tutti i paesi del continente europeo (manca solo il Belarus) e da non confondere con l'Unione Europea che conta 27 membri su 47. La Corte ascolta sia lei che il governo italiano e sentenzia quello che sa ogni persona intellettualmente onesta che ha a cuore il rispetto dei Diritti Umani: cioè che l'esposizione di simboli religiosi nei luoghi pubblici è una chiara violazione delle norme internazionali.
http://cmiskp.echr.coe.int/
http://gilioli.blogautore.espresso.repubblica.it/
Il resto sono solo zucche vuote.

Claudio Giusti

 
P.S.
La signora italo-finlandese ha gestito la causa a suo nome, in modo da garantire un minimo di anonimato e di protezione ai suoi cari, fatti segno di aggressioni anche fisiche da parte dei nostri cattolicissimi fascisti.
 


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