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Il Restauratore

Giacomo Correale
May 11, 2009 8:07 AM


Ho già sottolineato come Berlusconi, lungi dall'essere un innovatore, è lo strumento della restaurazione di poteri e privilegi che erano stati messi a repentaglio dal centro sinistra sotto la bandiera dell'Ulivo.
Gli esempi sono molti, e cercherò di citarli di volta in volta. Per ora mi fermo a quello delle corporazioni, cioè degli ordini e albi che irretiscono il nostro sistema politico ed economico. Si tratta di notai, giornalisti, avvocati, ingegneri, farmacisti, tassisti, commercialisti e chi più ne ha più ne metta. Tutte corporazioni che, ognuna titolare del  monopolio di una funzione, impone i propri dazi a tutti gli altri cittadini, in un sistema che assomiglia a quello dei dazi comunali del tempo andato, con la sola differenza che si tratta di tasse funzionali invece che territoriali.
Bersani aveva cercato di intaccare questo sistema medievale (le famose, e tanto derise, "lenzuolate"), con qualche successo limitato, ma indice di una tendenza riformatrice.
Ora il regime al potere sta restaurando le cose come stavano: "Alla Camera non passa una norma per favorire l'accesso dei giovani notai; al Senato si prova a cancellare le parafarmacie. Gli avvocati rivogliono le tariffe minime e le assicurazioni l'agente monomandatario (cioè l'agente che fa gli interessi dell'assicuratore anziché quelli del cliente, n.d.r.)" (v. la Repubblica, 6 maggio 2009, p.41).
Il lavoro dei notai è in buona parte inutile. Spesso lo fanno le segretarie, e il notaio non fa altro che apporre la propria firma. Bersani ha eliminato l'obbligo del notaio  nel passaggio di proprietà di un'auto, ma ci sono decine di atti per i quali il suo intervento potrebbe essere abolito o svolto da un funzionario comunale al costo di qualche euro.
Una recente ricerca rilevava che a New York l'etnia dei tassisti cambiava in relazione diretta con le nuove ondate di immigrati: prima irlandesi, poi italiani, poi cinesi o sudamericani. Da noi i tassisti sono una casta alla quale dobbiamo pagare un dazio più che un  prezzo.
 
Giacomo Correale Santacroce



Salvatore Iannazzo
May 11, 2009 12:10 PM

Un altro indicatore significativo della restaurazione attuale è il seppellimento definitivo - io credo proprio che tale sia - della legge sulla "class action", che i poteri forti di questo paese (tra cui le categorie che Giacomo elenca) osteggiarono, al tempo di Prodi, con tutte le loro forze. Berlusconi li ha accontentati, ottenendone, ovviamente, il voto.

Toti Iannazzo



Giuseppe Pizzi
May 11, 2009 4:14 PM

Fossero restauratori, restaurerebbero il Rondò dei Pini e riavremmo l'orizzonte perduto. Spesso i loro oppositori li accusano di inerzia, di vivere alla giornata, di non avere un progetto strategico, che per affrontare la crisi non sanno far altro che incrociare le dita e predicare ottimismo. Per amor di Dio, che stiano pure fermi, se muovendosi c'è rischio che rompano la cristalleria. Meglio immobilisti che devastatori.

G. Pizzi



Armando Pioltelli
May 11, 2009 4:20 PM

basta anche con le lenzuolate di Bersani le assicurazioni ringraziano sembra che il merito sia di gasparri.

Armando
uniti si vince


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