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Prospettive
Giuseppe Pizzi May 07, 2009 10:02 AM Guardate le foto in allegato e chiedetevi se i parigini, i berlinesi, i pietroburghesi o i catanesi accetterebbero che la proiezione verso l'infinito delle loro superbe strade fosse violata e vietata da una anonima costruzione di sei o sette piani messa di traverso al loro asse. Se i loro pubblici amministratori non dico attuassero, ma anche solo ventilassero un atto vandalico di tale portata sarebbero spazzati via in un amen, incalzati a furor di popolo verso l'irraggiungibile punto di fuga delle loro vie maestre. No, uno scempio simile loro non lo sopporterebbero, non permetterebbero che grossolana insipienza, venale interesse o magari solo semplice, banale inavvertenza possano avere tali distrastose conseguenze sulle loro città. I monzesi sembra di sì. La prospettiva di Viale Cesare Battisti non c'è più, dalla Villa Reale (o dall'Imperial Regia Villa, come Giacomo Correale preferisce chiamarla) l'occhio non può più spingersi al di là della vegetazione del Rondò dei Pini, che da un paio di secoli è la nostra leopardiana "siepe, che da tanta parte dell'ultimo orizzonte il guardo esclude" , adesso l'orizzonte ci è del tutto precluso, sequestrato, scippato da un'immonda paratia dipinta, che propone alla vista una vegetazione artificiale sotto un cielo falsamente luminoso. Una provocazione beffarda, un atroce sberleffo. "Usque tandem?", per quanto tempo quello sconcio è destinato a rimanere lì, a ferire il nostro amor proprio, a offendere il nostro senso estetico, ad abusare della nostra pazienza, a espropriarci di un bene tanto intangibile quanto inestimabile? Dicono che la questione è complessa, che un ricorso sarebbe tardivo, che dimostrare l'irregolarità degli atti sarebbe oneroso e improduttivo, che aspettarsi un ravvedimento da parte del progettista, del costruttore e del proprietario sarebbe illusorio. E allora? Rassegnarsi non si può. Chi ha combinato il guaio trovi il modo di porvi rimedio. Se l'ha combinato uno che adesso non amministra più la città, provveda chi ne ha preso il posto. Con le buone o con le cattive, con le minacce o con le lusinghe, col buon diritto o col baratto, ci restituisca l'orizzonte. Se proprio non c'è altro modo, lanci una pubblica sottoscrizione, ce lo ricomperiamo. Pagare per gli errori dei propri amministratori è un'incombenza cui, in modo più o meno consapevole e volontario, il cittadino comunque non può sottrarsi. G. Pizzi
Armando Pioltelli May 07, 2009 11:08 AM Ma il popolo tace e digerisce tutto e perdona a chi ROMANO,missino,liquidatore della provincia di inaugurare la piazza TRENTO che osteggiò in ogni modo. Sono laico ,ma i credenti non possono scatenare l'ira funesta di un padre eterno un po troppo distratto. Giove o ZEUS dall'olimpo avrebbe avvisato uomini ninfe con lampi e fulmini. Qui invece tutto tace. ARMANDO UNITI SI VINCE Giuseppe Poliani May 07, 2009 10:41 PM I parigini, i berlinesi, i pietroburghesi o i catanesi non hanno messo un autodromo in parchi storici e reali. Noi sì, e lo sosteniamo anche. Siamo gli unici in Europa. Giuseppe Poliani EVENTUALI COMMENTI lettere@arengario.net Commenti anonimi non saranno pubblicati |