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La giunta provinciale approva il Piano territoriale

Alfredo Viganò
June 27, 2008 11:54 PM


Notizia ghiotta e importante anche per Monza e per la tutela delle aree agricole inedificate, del Paesaggio, oltre che per il futuro della organizzazione e qualità del territorio della Provincia di Milano e della parte che è Provincia di Monza e Brianza . Bisognerà porre attenzione a che non succedano cose strane prima della approvazione de Piano Territoriale da parte del Consiglio provinciale che lo renderà operante. Penso di fare cosa utile diffondendo il comunicato stampa dell'assessore Pietro Mezzi.

Alfredo Viganò


La Giunta provinciale vara il Piano territoriale di coordinamento
Obiettivo: il contenimento del consumo di suolo
Tra i progetti qualificanti la Dorsale Verde del Nord Milano
 
Nella seduta odierna, la giunta provinciale di Milano ha dato il nuovo via libera al Piano territoriale di coordinamento provinciale (Ptcp). Si tratta di un Piano che si pone l'obiettivo primario di governare lo sviluppo ordinato del territorio milanese, una delle aree più vitali del Paese, per dimensioni (189 Comuni), per ruolo economico (il 10% del Pil nazionale viene generato in questa rea geografica), per densità abitativa (1.950 abitanti per kmq).
L'approvazione della proposta di Piano avviene dopo un confronto durato più di un anno con ciascuno dei comuni milanesi.
 
Il coinvolgimento degli enti locali e delle associazioni
“Un lavoro di concertazione – sostiene Pietro Mezzi, assessore al Territorio – impegnativo, apprezzato dai sindaci, che ha dato buoni risultati e che ha reso possibile un'operazione difficile e complessa, che ha messo a confronto le esigenze dei singoli municipi con quelle più generali. È stata messa in campo un'operazione di pianificazione territoriale che non ha precedenti in Italia. Più di 300 incontri con sindaci e assessori comunali, decine di riunioni nelle diverse aree in cui è suddiviso il territorio provinciale (Brianza, Castanese, Magentino, Abbiatense, Legnanese, Sud Milano, Adda-Martesana, Nord Milano, Binaschino, Sud Est Milano, Rhodense), con i parchi regionali (Sud, Ticino, Adda Nord, Groane, Valle Lambro, Nord Milano), con tutti i parchi locali di interesse sovracomunale (i 16 Plis) e con le province confinanti”.
 “Senza contare – prosegue l'assessore – che per la prima volta i cittadini e le associazioni milanesi hanno potuto contribuire a discutere e a costruire in forma partecipata uno strumento di pianificazione di area vasta, come il Ptcp, mediante forum, workshop, seminari che hanno visto lavorare per oltre nove mesi, dal settembre 2006, più di 300 persone in rappresentanza di comitati, categorie produttive e istituzioni varie. Un'operazione davvero unica nel suo genere”.
 
Il consumo di suolo
Al centro della riflessione del Piano e delle sue scelte il tema dell'uso e del consumo di suolo in provincia di Milano. Un tema, quello dell'uso non dissipativo di una risorsa irriproducibile come il suolo, al centro oggi dell'attenzione di agricoltori, ambientalisti, amministratori locali.
 “Per la prima volta nel nostro Paese – ricorda Mezzi – un Ptcp dichiara obiettivi di tipo quantitativo di contenimento dell'uso di una risorsa scarsa, come il suolo. Diamo come orizzonte del Piano un incremento complessivo massimo del 5% dell'attuale livello di urbanizzazione, a dimostrazione che il Piano predisposto è realistico, non velleitario, ma che pone tutti, gli amministratori locali in primo luogo, di fronte alle proprie responsabilità attuali e future, circa l'uso di una risorsa, anche nel Milanese, sempre più scarsa”.
 
Mettere ordine nel territorio
Il Ptcp indica poi come dovrà essere indirizzato il futuro sviluppo urbanistico locale: priorità al riuso delle aree ex industriali; concentrazione degli insediamenti lungo le linee di forza del trasporto pubblico (ferrovie e metropolitane); freno alla dispersione urbana (lo sprawl urbanistico) che genera consumo di territorio e congestione veicolare; densificazione della città a favore degli spazi verdi; salvaguardia delle aree destinate all'agricoltura e degli spazi aperti del territorio milanese; potenziamento e messa in rete del sistema dei parchi locali.
Indicazioni concrete che, se attuate dai Comuni che sono i primi gestori del territorio, potranno correggere le distorsioni attuali, come la diffusione e la polverizzazione degli insediamenti, la saldatura dei centri urbani, l'assenza nei nuovi quartieri di servizi di trasporto, per non parlare del mancato coordinamento delle politiche urbanistiche intercomunali.
“Il Piano territoriale – chiarisce l'assessore provinciale – è tutto questo: un tentativo di mettere ordine al territorio, di coordinare le politiche urbanistiche, di indirizzare le scelte dei Comuni verso un uso responsabile del territorio e del consumo del suolo. Il Ptcp non è uno strumento coercitivo, che impone dall'alto le proprie decisioni, ma è un Piano che si basa su indirizzi condivisi, su un'azione di concertazione delle scelte locali, su un'opera paziente di “convincimento morale” circa la necessità di cambiare rotta e invertire le tendenze attuali sui principali temi territoriali”.
Il Ptcp pone attenzione, anche qui per la prima volta in Provincia di Milano, al tema della casa. Ne analizza il fabbisogno di abitazioni nel prossimo decennio (al 2015) e lo quantifica in 110-140 mila nuovi alloggi, per rispondere a una domanda di casa che è sempre più domanda sociale: di anziani, giovani, immigrati e meno ricchi.
 
La Dorsale Verde
Il Piano territoriale contiene anche un importante progetto di strategia per l'area metropolitana e il Nord Milano. Un progetto che, insieme a “Metrobosco”, intende dare risposta a una crescente domanda di qualità della vita in una delle aree più urbanizzate del Paese. Si tratta di realizzare, nel tempo, una vera e propria infrastruttura verde, la Dorsale Verde del Nord Milano, che metterà in rete, dal Ticino all'Adda, i parchi regionali (4), i parchi locali (10), attraverso la rete ecologica provinciale.
 “È un progetto di nuovo assetto del territorio – prosegue Mezzi – che consentirà di collegare le aree protette comprese tra i due fiumi mediante i parchi, le aree agricole, le zone boscate e quelle non edificate. Un'infrastruttura connettiva del verde lunga 65 chilometri, di 290 chilometri quadrati, che attraversa 76 Comuni. Un progetto che punta a innalzare la qualità della vita di coloro i quali, e sono tanti, abitano, vivono e lavorano nell'area settentrionale della Provincia, Brianza compresa. Un progetto orientato alla sostenibilità ambientale”.
E per passare dalle parole ai fatti, l'assessorato al Territorio e parchi della Provincia, proprio per realizzare la Dorsale Verde del Nord Milano, ha previsto un primo stanziamento di fondi per opere di rimboschimento di 1 milione di euro, con un bando pubblico che è attualmente al vaglio di Comuni e Parchi.
 
Il nodo degli ambiti agricoli
Molte delle attenzioni di questi mesi si sono poi concentrate sul tema dell'individuazione, all'interno del Piano, degli ambiti agricoli: una prerogativa che la legge regionale 12 del 2005 pone in capo alle Province. Una previsione, quella degli ambiti agricoli, che prevale sugli strumenti urbanistici comunali, i Piani di governo del territorio.
 “Un tema assai delicato – chiarisce l'assessore – che ci ha imposto un confronto lungo e serrato con ciascuno dei 189 comuni della Provincia. Un dialogo improntato alla concertazione e alla condivisione delle scelte. E alla fine ci siamo riusciti, cercando di contemperare le esigenze locali con quelle più generali del Piano”.
 
La definizione degli ambiti agricoli è al centro dell'attenzione del confronto anche con il comune di Milano. “Per quanto riguarda il rapporto con Milano, rapporto mai facile e irrisolto nei precedenti processi di pianificazione territoriale – conclude Mezzi – d'accordo con il Parco Agricolo Sud abbiamo deciso di rinviare il tema degli ambiti agricoli ai Piani di cintura urbana, vale a dire agli strumenti di attuazione del piano del Parco. Chiarendo però che sulle aree attualmente agricole nel comune di Milano vigono i vincoli del Parco Sud e che, a scanso di equivoci, su quelle aree non è consentita l'edificazione”.
 
Il percorso di approvazione
Dopo il via libera della Giunta, il Piano – che ha ottenuto l'assenso da parte delle associazioni degli agricoltori Coldiretti, Confagricoltura e Confederazione italiana Agricoltori e da parte di Legambiente Lombardia – dovrà essere sottoposto, nel prossimo luglio, al vaglio della Conferenza dei Comuni per il parere di legge (obbligatorio, non vincolante, politicamente rilevante) e poi, a settembre, all'esame del Consiglio provinciale per l'adozione.
 
“L'appuntamento con la Conferenza dei Comuni – chiosa Mezzi – è importante. Mi auguro che a prevalere siano le valutazioni di merito e non le scelte di schieramento politico, come temo stia avvenendo”.
 
Pietro Mezzi
Assessore alla politica del territorio e parchi, Agenda 21, mobilità ciclabile, diritti degli animali - viale Piceno 60 - 20129 Milano  Tel: 3351377631



Gimmi Perego
June 28, 2008 11:57 AM

Ciao Alfredo,
 
Grazie per la notizia, molto interessante.
Che tu sappia, cosa succederà riguardo al PTCP quando nascerà la Provincia di MB?
Resterà vigente, verrà scorporato, si farà tabula rasa...
Naturalmente nell'attesa che la nuova Provincia deliberi un proprio PTCP
 
Grazie
Gimmi



Alfredo Viganò
June 29, 2008 3:52 PM

Devo una risposta a Gimmi Perego. Preciso che purtroppo da tempo non ricevo da Arengario ne posso rispondere direttamente ( mistero che non ho risolto dopo vari tentativi gettando la spugna). Posso però leggere entrando nel sito e mandare autonomamente messaggi per cui rispondo comunque.
Mi pare che la cosa sia stata già chiarita da tempo ( ma non vorrei sbagliare e ti sarò più preciso), il PTCP dovrebbe rimane in essere sino a sostituzione. Non sono in grado di dire se il Consiglio Provinciale lo approverà entro i termini ( adozione, pubblicazione e risposta alle osservazioni), ma resta comunque importante che il lavoro venga licenziato per l'approvazione il cui iter come detto non è certo concluso.
Significativa la competenza provinciale per le aree agricole ( se la Regione non la cambia per i soliti oscuri motivi ) e che per Monza è di grande rilevanza per la Cascinazza e altro.
So che già sono in essere  le grandi manovre per la Cascinazza stessa ( venduta definitivamente come hanno riportato i giornali ma non so con quale giro societario e quali partecipazioni oltre i soldi dichiarati dato che non tornano i conti). So che molti vecchi “interessati” affermano che se lo sapevano prima ( date le intenzioni  e promesse largheggianti della Amministrazione di Centro destra nel concedere metri cubi ad oltranza e paludosi), avrebbero comprato ad occhi chiusi. Penso che alcuni siano anche incavolati perché messi grossolanamente da parte dopo essere stati indicati come compratori e neanche informati del “colpo gobbo”. D'altra parte che la messa in scena delle 24  osservazioni  che fanno parte delle “privilegiate”  servisse anche a mascherare le trattative o contrattazioni ( di dubbia legittima procedura) attivata anche sulla Cascinazza non è un mistero.
Vedremo ed ognuno farà la sua parte. Importante che la Città reagisca se no restano battaglie importanti e culturali  ma che rischiano di non incidere del tutto e di non salvaguardare questa importante parte di territorio. Diamoci da fare.

Alfredo Viganò



Armando Pioltelli
June 30, 2008 1:02 PM

Temo che finisca come il PGT che verrà stravolto.
Da quello che ho capito PTCP deve ora essere approvato dal consiglio provinciale,pubblicazione,osservazioni dei cittadini,temo che si voterà senza essere arrivati in tempo.
Ci risiamo il nostro consiglio comunale fu continuamente impedito dalle 4 leggi regionali ad personam,invece credo che il provinciale abbia dormito come ha fatto danni sui trasporti fermando tpm e soci.
Ma perchè il centrosinistra continua a farsi autogol,quando impareremo a giocare e ha segnare nella porta avversaria?

Armando
UNITI SI VINCE



Giorgio Majoli
June 29, 2008 4:38 PM

Allego alla presente il comunicato stampa di Legambiente Monza inviato ai giornali qualche giorno fa con preghiera di sua pubblicazione (che non sempre avviene).

Ciao.
Giorgio


Circolo Alexander Langer - Monza


Apprendiamo dalla stampa che l'area della Cascinazza è stata definitivamente acquistata da una cordata di Società private.

Che l'area sia di Paolo Berlusconi o di altri personaggi, per noi l'impegno ambientale non muta. Salvare le residue aree agricole di Monza, da quelle più preziose perché attraversate dal Lambro e a rischio esondazioni, a quelle forse meno in vista ma altrettanto importanti come aree agricole e libere (Boscherona, San Fruttuoso, Casignolo, Sant'Albino, viale Industrie/Libertà) è sempre stato un nostro impegno prioritario. E riteniamo che debba esserlo anche per ogni buon amministratore che abbia veramente a cuore le sorti del territorio di Monza.

Vogliamo ricordare che l'area della Cascinazza venne acquista da una società di Paolo Berlusconi nel 1980 per circa 7 miliardi delle vecchie lire. Un Tecnico dell'UTE (Ufficio Tecnico Erariale) nel 1997, su incarico dell'allora Sindaco Mariani, ne stimò il valore in 47 miliardi circa. Oggi, a quanto si legge sulla stampa, l'area è stata venduta per “soli 40 milioni di euro” (sic!) (circa 77 miliardi di lire). In 28 anni il valore dell'area si è decuplicando, senza che la proprietà abbia mai fatto nulla per meritarselo se non aver perso una causa contro il Comune.
E già si parla di integrazioni a quella cifra in un momento assai delicato in cui, dopo aver approvato il Piano di Governo del Territorio a fine 2007, l'Amministrazione Comunale ne ha messo in campo la modifica. Ci chiediamo: perché e per chi?

Ha ragione il Ministro Tremonti quando afferma che “la speculazione è la peste del XXI secolo”; meccanismo facilmente rintracciabile non solo nel campo del petrolio, ma anche in quello edilizio, immobiliare e nel mercato delle aree.
Anche qui c'è chi, novello “Robin Hood a rovescio”, vorrebbe togliere la vivibilità della città a tutti i cittadini per far ingrassare qualche imprenditore immobiliare, magari ben introdotto politicamente.

Ciò è tanto più odioso perché, in un momento di stagnazioni e restrizioni economiche, si rende il vivere quotidiano delle persone ancora più difficile. Nuovo traffico e congestione viabilistica, altra cementificazione, aumento della temperatura e dell'inquinamento locale, riduzione degli spazi aperti, delle aree verdi, dei terreni permeabili all'acqua piovana sono tutti fattori che riducono la qualità della vita e l'attrattività di Monza.

Per questo vigileremo sulle future proposte che la Giunta vorrà inserire nel PGT, affinché prevalga l'interesse pubblico per la città e i suoi cittadini, per la tutela del territorio e dell'ambiente contro i vergognosi affari di pochi speculatori edilizi.

        LEGAMBIENTE MONZA
        Il presidente

Monza 26.6.2008


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