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La Pinacoteca è come l'isola che c'è e che non c'è
Oggi a Monza regna un po' di confusione con danno alla città tutta.


Alfredo Viganò
May 18, 2008 9:06 PM


Revoca inspiegabile e ritardi per la Pinacoteca. Qualche settimana fa la Giunta di Monza ha approvato una delibera (n. 230/2008) con cui “revoca” una delibera della Giunta Faglia (n. 290/2007) di avvio del Piano Particolareggiato dell'area dismessa ex Pastori Casanova. Piano Particolareggiato, come nel caso di quello della ex Cederna (dove sono in corso i lavori), significa che il Comune promuove l'iniziativa ritenendola importante come atto pubblico proprio di pianificazione attuativa e detta norme, contenuti e modalità di esecuzione per le parti pubbliche e private. Questo quando riconosce l'interesse pubblico della iniziativa.
Nel caso della Pastori Casanova l'interesse era non solo il risanamento di un quartiere centrale di Monza con valori di archeologia industriale, in via Dante (con piazzetta, parcheggio interrato e verde), ma anche la realizzazione (con prestigioso progetto dell'arch Gae Aulenti) della Pinacoteca, struttura complessa con sale didattiche, espositive e museali, biblioteca d'arte e magazzino, laboratorio di restauro e giardino con mostre e museo all'aperto al confine con la Cappella Espiatoria.
Infatti centinaia di opere d'arte e oggetti di memoria storica sono da anni imballati e “immagazzinati” dato che la sede della Pinacoteca non esiste a Monza. L'ultima sede (impropria e in stato di degrado) era quella alla Villa Reale.  L'ultima mostra al Serrone sui ritratti da una campionature molto parziale anche di queste opere, immagazzinate e normalmente non in mostra.
Il costo dell'opera e degli stessi progetti erano a carico dei privati come accettato dalla attuale proprietà a scomputo degli oneri di urbanizzazione.
Esiste il progetto della Pinacoteca, furono valutati i costi e avviato il Piano Particolareggiato. Inspiegabilmente la Giunta attuale revoca la delibera e non fa altro, con motivazioni “strabiche”. Infatti la revoca verrebbe fatta perché “...è entrato in vigore il Piano di Governo del Territorio (19 dicembre 2007) alla cui disciplina bisogna fare riferimento.” L'art.2 comma 6 delle Norme di detto Piano subordina …”  secondo la quale “ gli interventi di questo tipo fanno riferimento “alla pubblicazione di un avviso regolante i criteri ed i tempi di inoltro delle istanze di approvazione di un Piano attuativo.”, “ Solo successivamente .., l'Amministrazione comunale, ai sensi dell'art. 10, comma 7” delle norme del Piano, “ procederà alla valutazione…”, come cita la Delibera n. 230,. dando una interpretazione alle norme del Piano di Governo del Territorio che non pare esatta. Infatti il Piano Particolareggiato, che è “di iniziativa pubblica”, come detta la legge, viene preso per un Piano di Lottizzazione privato e quindi si rimanda a una gara tra le proposte sulle aree dismesse (l'art corretto di riferimento è in effetti il n. 10 che si rifà all' art 2, ma al comma 4 .dello stesso e che non c'entra con quanto affermato nella delibera di Giunta).
Intanto sono passati sei mesi dalla approvazione di Piano e più di un anno dalla adozione (salvaguardia) e mentre si pensa alle torri di 80 metri , alle piste sciistiche estive, a due passi dalle Alpi, all'Expo alla Cascinazza, a  mollare permessi di costruire inspiegabili sulle aree inserite in zona Cesarini nel Piano (da questa Giunta come ampiamente riportato anche dal giornale il Cittadino) si bloccano le attuazioni di interesse pubblico e non si fanno le gare previste dalle norme del Piano bloccando anche l'attività dei privati in attesa di “contrattare” gli interventi a Variante del Piano con procedure che appaiono di dubbia legittimità.  
Da una parte quindi si blocca l'attuazione del Piano Particolareggiato e la Pinacoteca attesa da anni, il bello è che dall'altra lo stesso assessorato manda la “velina” (intitolata: “Monza provincia, città rinnovata”) del paginone del giornale  il Cittadino dicendo il contrario e cioè la volontà di confermare la Pinacoteca sull'area dismessa della Pastori Casanova. Infatti nel testo della Velina si dice e si precisa in più: Area Ex Pastori Casanova: “Pinacoteca; Museo e centro del design”. Ma allora perché si è voluto interrompere il Piano Particolareggiato che non sarebbe costato al Comune e ai cittadini, per di più trincerandosi dietro una giustificazione incomprensibile? Mistero più dannoso che doloroso che fa perdere un altro anno inutilmente  servizi importanti e per l'economia della Città. Il Bello che non vi sarebbero stati sostanziali costi per il Comune.  
Abbiamo detto del problema in Consiglio e segnalato con Interpellanza (la trovate anche in internet sul sito Città Persone ). Come in altri casi non avremo risposta? Vedremo. Il guaio è che si continua a fare danno alla Città e al suo futuro con atti incoerenti e ingiustificati (Quello della sede della Vigilanza ballerina, in costruzione in via Marsala è del tutto incredibile, quasi comico, ne parliamo la prossima volta?).

Alfredo Viganò


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