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Monza e il suo futuro
Le mire di Romani ovvero le mani sulla città

Michele Faglia
Wednesday, May 14, 2008 3:52 PM

Le mani sulla città

Su “Il Cittadino” di giovedì 24 aprile sono state dedicate due paginone su “La Monza che verrà, la città del futuro: pista da sci, monorotaia sul canale e una fiera…” cioè cosa ha predisposto “in poche settimane” l'Assessorato all'Urbanistica “dopo una serie fittissima di incontri con i proprietari di aree finita praticamente tra ieri e l'altro ieri”. Si informa anche di quali siano le modalità di presentazione della Monza del futuro, a detta dello stesso assessore, “dapprima ai proprietari di aree ed immobili interessati, poi alla giunta”, “ho dato 15 giorni di tempo ai proprietari per le prime risposte, poi vorrei presentare il tutto alla città e quindi, dopo l'estate portare la Variante in consiglio”. Il tutto sarebbe stato predisposto dagli uffici con l'input dato dall'assessore “ragazzi per una volta tanto sognate, immaginate, progettate, ideate, pensate al futuro e in grande per Monza” prescindendo dal PGT vigente, dal suo Piano dei servizi, da studi scientifici e da criteri disciplinari e legislativi che regolino il governo del territorio a cultura della programmazione e della pianificazione.

Non si può che rimanere, quanto meno, allarmati dalla fretta con cui vengono trattate tematiche così delicate, senza opportune verifiche e confronti, quali quelle della gestione e trasformazione del territorio, dichiarata dallo stesso Assessore “Io ho fretta, sono di passaggio a Monza e dunque ho dato 15 giorni di tempo ai proprietari per le prime risposte”. La sua recente nomina a sottosegretario rende ragione delle sue dichiarazioni, ma non certo del suo modo di operare, con la speranza che prevalgano le sue mire romane su quelle monzesi.
Durante il Consiglio comunale del 5 maggio è stata presentata una interpellanza e numerosi sono stati gli interventi da parte dei consiglieri di minoranza che hanno evidenziato la scorrettezza di comportamento, il dispregio alle regole democratiche nei confronti del Consiglio comunale, l'improvvisazione e la superficialità delle proposte su Monza, in evidente contrasto oltre che con il PGT vigente, con il bilancio, il Piano Opere pubbliche e le dichiarazione dello stesso Sindaco.
Ma vi è da rimanere ancor di più sconcertati dal metodo di lavoro (se così può essere definito) e dalle modalità di consultazione “extra istituzionali” alquanto improprie che relegano il Consiglio comunale, che è l'Organo eletto e deputato a primaria considerazione per questa materia e sulla tutela dei pubblici interessi, quale ultima ruota del carro anteponendo così altri interessi a quelli pubblici.
Tutto ciò, infatti, in mancanza di un Documento di indirizzi deliberato dalla Giunta nel quale vengano esplicitati i criteri da perseguire e gli obiettivi da raggiungere quale atto preliminare alla elaborazione della Variante al PGT.
Vi sono, quindi, problemi di metodo, ma anche di merito che non possono essere sottovalutati.
Cerco di elencarli sinteticamente.

1.Viene divulgato su un settimanale locale un programma di assessorato senza che venga preventivamente consultata la Giunta per la condivisione di un Documento di indirizzi che stabilisca obbiettivi, criteri, regole. Durante il consiglio comunale del 5 maggio il sindaco ha confermato che “non esiste alcun documento di Giunta”e non smentisce l'intendimento di interessare da buon ultimo il Consiglio comunale in netto contrasto con lo Statuto ed i Regolamenti vigenti.

2. Vengono convocati solo “alcuni proprietari di aree”, quelli relativi alle 24 osservazioni ritenute “meritevoli di riesame”, quando invece la Variante al PGT interessa tutta la città, vedi pubblicizzazione, tanto che sono pervenute 500 istanze di proprietari, attivando così una modalità di consultazione preferenziale nei confronti di alcuni, in assenza di obiettivi e criteri.
Sono quei 24 casi di osservazioni contenute nel famigerato “allegato C” alla deliberazione di approvazione del PGT (la minoranza votò contro l'allegato), alle quali il PGT approvato ha comunque diniegato l'accoglimento delle controdeduzioni perché insistono su aree assai delicate quali Cascinazza, Cave Rocca, via Messa-Policlinico, Parco dello sport- zona Stadio, via Monviso,via Negrelli-Impastato, via Philips-Ditta Cima, Bettola, via Montegrappa-area ex tinteggiatura Garbagnati, quindi aree o agricole o a pubblici servizi nelle previsioni del PGT vigente.

3. La Variante tenderà, quindi a stravolgere il PGT con immissioni di notevoli nuove volumetrie residenziali e terziarie, ad oggi non quantificate “si vedrà dopo” dice l'assessore Romani (sic!), in aree attualmente tutelate e protette, tutto ciò in pieno contrasto con gli stessi principi ispiratori del PGT e con le sue quantificazioni, e della Legge urbanistica regionale che all'art.1 si fonda su criteri di sostenibilità.

4. Il Sindaco, nel Consiglio comunale del 5 maggio, ha dichiarato che “l'intesa con i privati è indispensabile date le insufficienti risorse di bilancio”.
Pur condividendo la opportunità di collaborare con i privati su progetti voluti dall'Amministrazione comunale, attraverso ad esempio strumenti come il project-financing o come il convenzionamento di opere di urbanizzazione o di prezzi di vendita e di affitto di alloggi, positivamente sperimentati dalla precedente giunta, deve essere chiaro sulla base di quali obbiettivi e criteri la pubblica amministrazione concorda condizioni con il privato e dev'essere limpido il riferimento a strumenti pianificatori e di programmazione dell'interesse pubblico.
In questo caso, invece, si vuole introdurre il precedente della “contrattazione caso per caso” al di fuori di qualsiasi regola, in spregio al PGT vigente che pianifica la città per il prossimo decennio, senza rendere ragione del perché debba essere contraddetto o modificato. Il tutto con le conseguenze negative che questo atteggiamento potrà comportare: devastazione del territorio, funzioni commerciali spacciate per pubbliche, espansione e saturazione incondizionata della citta.
L' unica motivazione, assai discutibile e strumentale, che viene addotta dall'assessore Romani è quella di cogliere il binomio Expo-Provincia per far catapultare a Monza nuove torri in aree a agricole e nuove funzioni di tipo metropolitano.

5. Si inventano un'accozzaglia di funzioni ritenute utili per la città, a volte anche incompatibili tra di loro, senza alcun quadro di riferimento rispetto al Piano dei servizi, pur di giustificare enormi volumetrie da concedere a privati su aree agricole o per servizi pubblici, in cambio alla loro diretta realizzazione da parte dell'operatore. Alcuni esempi:
Cave Rocca: Centro sport invernali con impianto sciistico al coperto- Centro di ricerca per le fonti di energia rinnovabili- Scuola di guida fuoristrada-pista di motocross-pensione per gli animali ed il canile comunale-Asilo nido.
Cascinazza: Centro di ricerca per l'innovazione tecnologica delle imprese-Servizio all'industria tessile- Centro ricreativo per bambini e ragazzi da 3 a 16 anni-Asilo nido- Asilo notturna- Sede della Polizia Locale, Protezione civile, Coce Rossa- Riqualificazione viale Fermi- Sistema di trasporto in sede indipendente lungo il corso del canale Villoresi.
Villoresi-Boscherona:-Pista per ultraleggeri-Parco faunistico italiano- Palazzo della creatività-Centro culturale per bambini d'Europa- Laboratori d'arte e musica.
Parco di Monza: un nuovo Ippodromo con manifestazioni equestri perché lo stesso diventi con la P maiuscola”, a sua detta.
Ex Fossati-Lamperti:-Centro di apprendimento di lingue straniere-Scuola di traduttori in simultanea

6. Invece si omettono importantissime funzioni strategiche per Monza città capoluogo.
Alcuni esempi:
l'Università che, già attivata presso l'Ospedale Vecchio, viene abbandonata per realizzare un Centro della multimedialità, dove sperimentare e studiare la realtà virtuale,internet,simulatori di sport e di volo.
Il lavoro che trovava nell'area ex Fossati & Lamperti e TPM secondo le previsioni di PGT ed una studio STU, nuove opportunità per ricerca e terziario avanzato, viene invece sostituito dall'assessore Romani con un Centro di apprendimento delle lingue-Scuola di traduttori in simultanea- Centro termale- Centro benessere.
La mobilità:non un accenno alle metropolitane, alle nuove fermate della Ferrovia, lasciando perdere quella di viale Libertà già assentita dalle Ferrovie dello Stato e finanziata nel precedente bilancio. La mobilità su gomma trova solo degli accenni per l'incrocio Buonarroti - Fermi, subordinandoli al finanziamento privato, quando la competenza sarebbe regionale, data l'importanza dell'arteria.
Non si parla di edilizia economico-popolare e si preferisce vendere aree strategiche come la ex centrale del Latte in via Aguillon piuttosto che realizzare edilizia comunale, con un fabbisogno elevatissimo, oggi, di oltre 700 famiglie in lista d'attesa.
Asili nido: ci si dimentica che si tratta di un altro fabbisogno elevatissimo per la nostra città con oltre 200 famiglie in lista d'attesa.
La cultura è un'altra parola bandita e con essa il contenitore per eccellenza, la Villa ex reale ed il Parco che con l'Expo 2015, loro sì, dovrebbero cogliere l'opportunità di cospicui finanziamenti per il loro completo restauro.

7. Ci si dimentica, intanto, le opere già pronte realizzate dalla precedente amministrazione che attendono di essere utilizzate ed occupate, con grande spreco di risorse pubbliche per il pagamento di affittanze e disagio per i cittadini.
Alcuni esempi:
Palazzina di via Procaccini: ultimata da una anno attende ancora il trasferimento degli uffici assessorato ecologia da via Annoni (in affitto), della circoscrizione 2 da via Buonarroti (con possibilità di reimpiego per altre funzioni pubbliche), di un Centro anziani tanto richiesto ed atteso.
Nuovo Canile via Buonarroti: le opere sono state appaltate e finanziate da oltre un anno ma i lavori non iniziano per indisponibilità dell'assessore.
Nuova sede dei vigili: già sistemata al rustico e ceduta da un privato in via Marsala (oltre 3000mq), attende le opere di impiantistica e finitura a carico del Comune, che non sono però state previste nel bilancio 2008, intanto si continua a pagare l'affitto in via Mentana per una sede inadeguata e insufficiente.
Nuova Fiera: l'area è stata acquisita dal Demanio presso la ex Caserma 4 novembre al valore di 10 milioni di euro ed attende che venga costruito l'edifico già progettato da Brianza Fiere spa., si preferisca lasciare inutilizzata l'area e consumare nuovo suolo agricolo alla Cascinazza, come propone l'assessore Romani, o presso la cittadella della sport, area suore del Boschetto, come propone molto argutamente il Sindaco in una intervista (ognuno dice la sua!).
Ostello della Gioventù: è stato abbandonato il bando già emesso dalla precedente amministrazione nell'ambito del finanziamento E-Gocs che aveva già raccolto la disponibilità di una cooperativa a finanziare e gestire il nuovo Ostello ristrutturando due palazzine nell'area del Macello.

8. La mano destra non sa quello che fa la mano sinistra. Da un lato si approva il Bilancio preventivo 2008 con annesso Piano delle Opere pubbliche, dall'altro l'assessorato all'urbanistica propone interventi in pieno contrasto. Un esempio per tutti:la biblioteca nella ex caserma S.Paolo, finanziata nel bilancio 2008 e pluriennale, diventa, nell'idea di Romani, una sede di Uffici comunali.

Non rimane che informare la città, per impedire il peggio e contribuire ad aumentare la consapevolezza civica che ci riscatti dall'incompetenza e dagli interessi di pochi che rischiano di gettare Monza nell'ombra di un passato che credevamo ormai dimenticato.

Michele Faglia


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Alfredo Viganò
May 13, 2008 10:41 AM
Monza: un sogno urbanistico "privée"


Giorgio Majoli
May 15, 2008 2:05 AM

Ho letto con attenzione gli interventi di Alfredo Viganò e di Michele Faglia sulle proposte fatte dall'Assessore Romani, prima sul “Il Cittadino” del 24 aprile e poi in Consiglio Comunale, il 5 maggio.

Vorrei solo aggiungere questa breve considerazione, di carattere generale.

Tutti quelli che ho incontrato in queste settimane e che parlavano di quelle proposte, (persone anche di centro destra) le consideravano delle “sparate” utili solo per creare una sorta di cortina fumogena, che poi dissolta, lascerà invece vedere con chiarezza le reali intenzioni cementificatorie delle residue aree libere ed agricole ancora oggi presenti a Monza, trasmesse come tali da decine di amministrazioni comunali precedenti, pur di diverso colore politico.

Le indicazioni che, leggendo quegli articoli, pare siano state date agli Uffici assomigliano molto a quella trasmissione fatta da Maurizia Paradiso su una TV privata, il cui motto era più o meno questo: “…è vietato vietare”.

Se il riferimento culturale è quello, è chiaro che nulla impedisce che lungo le sponde di un' opera dei primi del '900 (canale Villoresi), tutelate dalla legge, ma anche solo dal buon senso, venga costruita una monorotaia sopraelevata; che vicino ad una delle più grandi e recenti centrali fotovoltaiche della Lombardia, venga proposta un'attrezzatura altamente energivora come “una pista da sci al coperto”, fatto salvo che la neve venga sostituita con la plastica, tanto per restare in tema.

E che dire poi dell'idea di rimettere l'ippodromo nel Parco, dopo che i Piani degli ultimi 15 anni (Calcagno, Benevolo, Regione, PIM, Soprintendenza, ecc) hanno confermato la necessità di cancellare quella presenza ormai diventata da tempo obsoleta e considerata dannosa per una nutrita serie di motivi (paesaggistici, storici, naturalistici, sportivi, sicurezza, ecc).

La provocazione è talmente smaccata da non meritare neppure attenzione. In quella sorta di modello da baraccone, tutto è lecito, tutto è consentito.

Certo che per qualcuno, ridurre il territorio comunale ad una sorta di grande circo all'aperto, forse servirebbe per “esportare il lutto”. Non è la prima volta che un “esterno”, posto all'Assessorato all'Urbanistica di Monza, cerchi di rovinare anche quel poco che è rimasto di buono sul nostro territorio, che molti ci invidiano. L'incultura ed altri aspetti meno rispettabili, fanno poi il resto.

Sono però convito che anche i semplici cittadini, senza voler gridare a “Monza città tradita” sapranno fermare una tale serie di sciocchezze, così come hanno saputo farlo anche in passato. Comunque, tutto ciò a futura memoria della cronaca e dell'edonismo narcisistico, sempre in cerca di visibilità. Berlusconi (come è riportato anche sulla stampa estera) “docet” in materia.

E se le faranno? Resteranno l'emblema di chi le ha proposte e di chi le ha votate. La storia insegna però che Monza, molto spesso, non perdona e cambia.