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Insegnamenti
Giacomo Correale April 21, 2008 5:20 PM Credo che dalle ultime elezioni possano essere tratti almeno quattro insegnamenti: 1. La comunicazione prevale sulla realtà. Il terrorismo mediatico, fatto di cronaca nera a gogo, di criminalizzazione dei diversi, di fango a palate sugli avversari, ha funzionato. Esempi: il senso di insicurezza è aumentato nonostante le statistiche sulla criminalità non abbiano subito variazioni significative. Il Governo Prodi ha operato bene pur con immense difficoltà, ma il giudizio dominante è stato fortemente negativo. Molti dei problemi imputati al Governo Prodi e alle sinistre (rifiuti, Alitalia/Malpensa) esistevano già prima e forse prima andavano risolti. Del resto, da sempre gli aspiranti a un potere autoritario hanno cavalcato la paura delle folle per proporsi come solutori di tutti i problemi. E com'è noto, la storia la scrivono i vincitori. L'importante è non sottovalutare l'importanza della comunicazione, come è sempre avvenuto da parte della sinistra. 2. In Italia, la destra ha sempre avuto una impronta autoritario/nazionalista, a differenza di altri paesi. Molti sostenitori della destra gradirebbero un sistema dittatoriale, supposto capace di risolvere tutti i problemi del Paese. Del resto l'Italia, insieme alle molte buone cose, ne ha sempre esportato un paio non proprio encomiabili: il fascismo e la mafia. Il PDL ha riportato alla luce e legittimato questa destra, in parte latente. Più di quattro su dieci italiani la pensa così. 3. Il vero cambiamento, positivo, è avvenuto a mio parere a sinistra. Finalmente si è aggregata sotto il PD una cultura che chiamerei liberal/riformista, che è sempre stata fortemente minoritaria nel Paese. Oggi almeno un italiano su tre, e in complesso un po' meno di quattro su dieci, ha maturato una visione liberal/riformista. La sinistra ideologica si è sfaldata e i suoi adepti si sono trasferiti in parte nel PD, in parte nella destra. In quest'ultimo caso si tratta di persone con basso livello economico e culturale, che prima credevano nella rivoluzione e ora, vedendosi minacciate nella loro sicurezza dai prodotti cinesi e dagli immigrati, sono facile preda dei richiami razzisti. 4. Infine, una lezione alla sinistra. La politica è fatta di decisioni. Si può decidere in modo autoritario o in modo democratico, però viene sempre il momento della verità, che è quello della decisione. La destra autoritaria tende ad essere decisionista, spesso provocando forti danni collaterali. La sinistra partecipazionista confonde la partecipazione con l'unanimità, e considera la decisione come qualcosa di opzionale. Non è così. Spero che il PD dimostri in futuro di aver appreso la lezione. Giacomo Correale Santacroce Giuseppe Pizzi April 22, 2008 12:41 AM La quinta considerazione che vorrei aggiungere alle quattro di Correale è questa, che non si possono affrontare le elezioni senza coinvolgere il governo in carica, anzi facendo di tutto per relegarlo in un angolo. In democrazia, la competizione elettorale è essenzialmente il confronto fra l'opposizione che critica l'operato del governo e la maggioranza che lo difende, e il voto è lo strumento di valutazione che decide della sua conferma o della sua sostituzione. Decidendo di correre da solo, il PD di Veltroni, immediatamente imitato da tutti gli altri partiti della maggioranza, ha invece sconfessato la politica prodiana di unità a sinistra e tentato di spostare l'attenzione sulle prospettive per il futuro più che sulle risultanze del passato, con ciò lasciando Prodi e il suo governo senza difensori che si esponessero oltre qualche imbarazzata espressione di stima e di amicizia. Un'anomalia elettorale che probabilmente era il prezzo da pagare per chiudere con le ambiguità e i tormenti delle unioni fra discordi, ma che ha facilitato il compito dell'opposizione di destra, cui è stato consentito di infierire senza incontrare resistenza. A posteriori, e lo dice uno che pure aveva coltivato qualche speranza, il risultato delle ultime elezioni era scontato in partenza, il contendente inerme e silenzioso non poteva che perdere, e insieme con lui anche i suoi abituali ex compagni di viaggio. G. Pizzi EVENTUALI COMMENTI lettere@arengario.net Commenti anonimi non saranno pubblicati |