prima pagina pagina precedente




Romano Prodi

Giacomo Correale
March 09, 2008 11:25 PM

Romano Prodi

Non so se gli italiani tributeranno a Romano Prodi gli onori che merita, nel momento in cui, come Cincinnato, si ritira dalla scena politica.
Nessuna persona eccellente è stata ricoperta sistematicamente di fango come è avvenuto nel suo caso. E' stato un  linciaggio mediatico senza fine, che avrebbe piegato un toro. Un linciaggio che aveva precise motivazioni, perchè la sua azione era molto temuta da chi non ha interesse a che le cose cambino veramente nel nostro Paese. Ma Prodi ha dimostrato di essere più che un toro, altro che mortadella!
 
Vorrei elencare solo quattro eventi storici di cui è stato protagonista, mantenendo gli impegni che si era prefisso e smentendo l'incredulità di molti:
 
1. Ha liquidato l'IRI. Era l'incarico che all'inizio degli anni ottanta l'allora presidente del Consiglio Ciriaco De Mita gli aveva affidato. Si trattava di cambiare radicalmente la struttura economica del Paese, in cui più della metà dell'economia era in mano pubblica. Dopo dieci anni la missione impossibile era compiuta.
2. Insieme a Ciampi e Amato all'inizio degli anni novanta ha salvato l'Italia dal fare la fine dell'Argentina, dopo la dissennata gestione del Paese da parte del trio Craxi Andreotti Forlani (sintetizzata da espressioni come "la Milano da bere", "i nani e le ballerine"), che ha creato l'ingente  debito pubblico di cui tuttora non riusciamo a liberarci (come purtroppo per quanto riguarda i nani e le ballerine). Questi successi lo hanno portato alla unanime designazione a Presidente della Commissione Europea.
3. Ha portato l'Italia nell'euro. Gli effetti di questa difficile scommessa cominciano a vedersi oggi, con la sopravvivenza e la nascita di imprese robuste capaci di far aumentare le esportazioni del Paese nonostante la moneta forte e i venti di recessione. Era ed è una scommessa, basata sull'idea ottimista (o utopica?) che l'Italia sia o possa essere un Paese di serie A, che non sia inesorabilmente destinata al declino.
4. Ha inventato l'Ulivo, l'idea rifomista capace di far superare le vecchie contrapposizioni ideologiche, e di contrastare la filosofia nazionale basata sulla furbizia del "che tutto cambi perchè nulla cambi", cioè sulla conservazione del familismo amorale, delle corporazioni, dei monopoli, dei privilegi.
 
Ha commesso errori? Ma certo, moltissimi. Ma la linea è stata sempre coerente, e gli impegni sono stati mantenuti.
 
Ha vinto? No, la guerra è ancora aperta, e i rischi di regressione ci sono ancora tutti. Ma almeno ha battuto due volte Berlusconi, risparmiandoci un regime che avrebbe potuto entrare oggi nel quattordicesimo anno.
 
Cerchiamo di raccogliere il testimone, riconoscendo che dopo De Gasperi, pochi Presidenti del Consiglio hanno mostrato la levatura morale e politica di Romano Prodi.
 
Giacomo Correale Santacroce

EVENTUALI COMMENTI
lettere@arengario.net
Commenti anonimi non saranno pubblicati



Giuseppe Pizzi
March 12, 2008 11:57 PM


I riconoscimenti che merita, Romano Prodi non li riceverà. Non dagli avversari, cui fa gioco continuare a vituperarlo, non dagli amici, che hanno deciso di ignorarlo, per accreditarsi come nuovi, disancorati dal passato e proiettati nel futuro. Associandomi all'elogio di Correale, che testimonia l'importanza della sua azione di governo e sottolinea la sua figura di politico e di statista, aggiungo la mia ammirazione per la dignità con cui Prodi ha deciso di soccombere in parlamento, e per l'equilibrio e la responsabilità che gli fanno rispondere con il silenzio alle calunnie e alle reticenze sul suo conto. 
Berlusconi forse si compiace di vedere l'uomo che lo ha battuto due volte ritirarsi dalla scena politica, ma in cuor suo deve temere che ci potrebbe essere una terza volta, sulla salita che porta al Quirinale.

G. Pizzi



Dario Chiarino
March 13, 2008 2:25 AM

Tra gli elementi che costituiscono la differenza esistente tra Prodi e Berlusconi,  uno ha (almeno per me) una  rilevanza particolare: Prodi è un uomo che viene dalla cosiddetta Prima Repubblica, Berlusconi (se lo è...) lo è della seconda. È una bella differenza...



Giacomo Correale
March 13, 2008 11:22 AM

Bisognerebbe prima definire che cosa sono  la prima repubblica e la seconda. Pensiamo alla combine tra Craxi e Berlusconi, a metà degli anni ottanta, per impadronirsi del monopolio delle tv private. Era questa la prima repubblica? E all'ascesa al potere di Berlusconi negli anni 90 e 2000, giudicato "non adatto a governare l'Italia" da un giornale conservatore come l'Economist. E' questa la Seconda repubblcia?
MI sembra che ci sia una grande confusione di concetti, e schematizzazioni molto arbitrarie.
 
Giacomo



Alfredo Viganò
March 13, 2008 4:11 PM

Molte volte mi sono chiesto perché durante il Governo Prodi si sia assistito, spesso senza contrastare come meritava, ad una campagna di falsità e deterioramento artefatto della immagine di Governo. 
Penso che man mano che passa il tempo si valuterà un lavoro proficuo, difficile e certosino che Prodi ha svolto in questi anni tra amici troppo rissosi e desiderosi di immagine. Sino ad un evento anch'esso palesemente artefatto che ha causato la caduta del Governo. Fatto che andrebbe analizzato attentamente. Continuano ad emergere casi di richiami specifici su comportamenti di magistrati che andrebbero visti meglio.
Non so quanti altri sarebbero riusciti a fare scelte importanti ( anche impopolari) in una situazione del genere frutto anche di una legge elettorale incredibile e ancor più di un elettorato che si imbeve troppo facilmente delle promesse populiste e di atteggiamenti qualunquistici. La tranquillità e capacità di Prodi, di mediare senza stravolgimenti mi ha sempre affascinato. Il comico è che molti dicono di una eredità difficile. Se non c'era il Governo Prodi ed alcuni ottimi ministri saremmo proprio senza eredità alcuna. Alla frutta.

Alfredo Viganò