

La Rosa Bianca e le realtà grigie
Giuseppe Poliani
February 28, 2008 11:15 PM
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| Hans e Sophie Scholl e Cristoph Probst |
Può essere interessante scoprire che nell'opposizione al Terzo Reich confluirono i principali filoni del cattolicesimo tedesco di inizio '900: l'associazionismo caritativo, la teologia 'sociale' di Guardini e i difensori dello Stato di diritto come Von Galen. (Commemorazione di Sophie e Hans Scholl, Christoph Probst; 4 novembre 1945, Alexander Schmorell, Willi Graf e Prof Dr. Huber)
Lassù, dal parapetto del primo piano, Sophie e Hans Scholl hanno lanciato i loro appelli: l'ultima espressione della lotta per la libertà condotta dal loro gruppo di amici. Sapevano che al loro gesto doveva seguire la cattura. E questo, infatti, fu ciò che accadde, e la fine per tutti loro fu la morte. Un piccolo evento tra innumerevoli altri in quegli anni, che hanno avvolto la Germania in una profonda oscurità, quando sembrava non aver più valore né il diritto, né la verità, né la libertà.
(Romano Guardini, Università di Monaco, 12 Luglio 1958)
ciò che abbiamo scritto e detto noi lo pensiamo profondamente (Sophie)
Oggi la neonata formazione politica di Tabacci e Baccini La Rosa bianca e quella datata dell'UDC di Casini hanno stipulato un accordo elettorale per presentarsi uniti alle prossime elezioni politiche.
Non posso non commentare questo fatto che, secondo le intenzioni dei promotori dell'iniziativa, vorrebbe portare in campo una formazione politica nuova all'insegna di un reperto archeologico come lo scudo crociato coniugato con un simbolo alto, eroico e profetico come la Rosa Bianca, evocativo di una drammatica realtà passata.
E' impossibile non rilevare l'enorme sproporzione ideale fra le reali intenzioni e strumentalizzazioni di questi velleitari e tiepidi politicanti promotori dell'iniziativa e quei tragici fatti storici i cui protagonisti furono degli eroici giovani studenti (loro sì veramente coraggiosi !) ed altri loro amici.
Certamente essi erano fermamente convinti da subito delle loro idee e non hanno esitato o avuto il tempo, come i nostri attuali pseudo-eroi ingrigiti dal potere, di passare una quindicina d'anni dalla parte sbagliata prima di accorgersi, o di cambiare schieramento disinvoltamente per 2 o 3 volte a seconda di dove stava la poltrona ambita.
Giuseppe Poliani
Paolo Casalone
March 04, 2008 2:53 PM
Facendo seguito al contributo di Giuseppe Poliani "La Rosa Bianca e le realtà grigie" , datato February 28, 2008 11:15 PM
inoltro una precisazione sul movimento La Rosa Bianca, preparata e diffusa dalla segreteria dell'associazione La Rosa Bianca ( www.rosabianca.org ).
Ringrazio delll'attenzione
Paolo Casalone
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La "Rosa Bianca" non è il nome di un neonato movimento politico, partorito dalla mente di Baccini, Pezzotta e Tabacci. E' il nome di un'associazione di cultura e impegno politico, che è viva e operante in Italia da circa trenta anni.
L'associazione "Rosa Bianca", pur ispirandosi nella scelta delle parole di presentazione anche ad una nota poesia del sudamericano Josè Marti e nel simbolo ad una rosa bianca con una colomba al posto del bocciolo, prese il nome dal gruppo di studenti tedeschi, che si opposero, fino al martirio, al regime nazista per difendere l'ideale di libertà e di dignità di tutti gli esseri umani.
L'ispiratore della nascita della Rosa Bianca italiana fu il giornalista scrittore Paolo Giuntella, alla fine degli anni settanta. La prima iniziativa pubblica risale al convegno di Pisa "Riamare la politica" organizzato nel 1980 e l'ultima è del 4 febbraio 2008: la presentazione, a Milano, con la partecipazione della sorella Anneliese Graf, della biografia di Willi Graf (uno degli studenti tedeschi decapitati nel 1943), edita da Il Margine.
Nel 1988 veniva formalmente costituita l'associazione Rosa Bianca , che dopo tanti anni di organizzazione di convegni, incontri estivi di formazione politica, incontri di spiritualità, numerosissime pubblicazioni, il 9 giugno 2000 registrava anche un sito con il nome a dominio www.rosabianca.org.
L'iniziativa Baccini, Pezzotta e Tabacci ha creato una gravissima confusione tra l'identità, la storia trentennale e la reputazione dell'associazione Rosa Bianca e il movimento politico cosiddetto "Una Rosa per l'Italia - Libertà e Solidarietà", confusione aggravata dal fatto che il nome del sito è stato copiato e i contenuti saccheggiati.
L'associazione ha fatto ogni passo, in via amichevole, per far desistere i fondatori del partito dall'usurpazione del nome e dal furto di una storia e di un'identità. E' stato tutto inutile e la stessa associazione è stata costretta a valutare l'utilizzo di altri strumenti di tutela del proprio nome e, indirettamente, di quello, glorioso, della "Rosa Bianca" tedesca, che -si noti- in Germania nessuno si è mai permesso di associare ad un partito politico.
Nonostante la decisione di chiamare il movimento politico "Una Rosa per l'Italia, Libertà e Solidarietà", i fondatori vengono continuamente definiti segretario o presidente della Rosa Bianca, senza peraltro nessuna loro smentita pubblica. Inoltre le loro attività, i sondaggi e le notizie, vengono tutte attribuite alla definizione semplificata della Rosa Bianca, facilitata dalla scelta di inserire nel simbolo del movimento una rosa bianca.
Giuseppe Poliani
March 06, 2008 10:25 PM
Egr. sig, Casalone,
la ringrazio per le precisazioni storiche, soprattutto quelle più recenti, che hanno aggiunto molto alle mie scarse conoscenze in merito all'argomento in discussione.
Devo confessare che ho appreso per la prima volta dalla sua lettera la definizione "Una Rosa per l'Italia, Libertà e Solidarietà".
Per distrazione e per informazione parziale dovuta a lettura frettolosa dei giornali non avevo rilevato la cosa; ma proprio per quel nome troppo importante, impegnativo ed impropriamente "usato" da mediocri mi ero indignato.
Un particolare molto significativo che lei rileva e che fa onore al popolo tedesco è che non si è mai associato il nome di questa gloriosa associazione tedesca di studenti ad un partito politico.
Non aggiungo altro.
Grazie.
Giuseppe Poliani
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