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Addio ai parchi protetti in Lombardia?

Alfredo Viganò
February 26, 2008 5:07 PM


Ricevo la comunicazione delle associazioni, la rinvio sottolineando la preoccupazione. Ma preoccuparsi è poco. Consiglio di continuare a firmare la petizione contro questo scempio ( vedere sui siti delle associazioni di cui sotto).

Mi ricordo quando partecipavo alla discussione ed elaborazione di proposte legislative in materia ambientale ed urbanistica. Tempi di fondazione della Regione che tra le prime affrontava la questione urbanistica ( legge 51) e poi, per citarne altra rilevante, di particolare attenzione all'ambiente come per la legge sulle aree protette in Lombardia e per i Parchi ( prima quella sul Ticino e poi gli altri). La collaborazione istituzionale fu ampia tra maggioranza e minoranza e accompagnata da grande attenzione tecnica, professionale, culturale, sociale, ambientale ed anche dei settori economici. Si trattava di fondare una nuova legislazione per una grande Regione d'Italia e vi era quasi una civile competizione, una comune e intelligente sensibilità tra la bianca Lombardia e la rossa Emilia-Romagna e nelle componenti della Società. Per questa legge intelligente e coraggiosa l'allora assessore Rivolta, della Democrazia cristiana, fu assalito da molti interessati, accusato, quasi vituperato anche se da molti ebbe sostegno. Nel mio piccolo, avendolo conosciuto nel confronto di elaborazione della legge, come altri gli scrissi  in momenti per lui difficili e ne ebbi risposta in cui si sentiva anche amarezza. Sono cambiati i tempi e credo che mai la Regione ( come anche molte altre istituzioni di governo) sia caduta a questo livello affaristico di disattenzione alla programmazione e tutela del territorio. Questo è possibile perché vi è una disattenzione più generale da parte di molti, di istituti culturali, università, istituzioni, circoli culturali, associazioni varie e professionali, sindacati. Anche in sede culturale oltre che civile si è assistito a troppa triste assuefazione al peggio, ad alcuni interessi particolari perdendo di vista quelli generali.
Ci saranno le Elezioni e credo sia necessario dare un segnale per risollevare la Lombardia da questo torpore e arretratezza culturale sui problemi del territorio, ma non solo. Credo che tutti dovremmo darci da fare per dire basta.

Alfredo Viganò   



LEGGE URBANISTICA REGIONALE
FAI, ITALIA NOSTRA, LEGAMBIENTE, WWF :  
PASSATO L'EMENDAMENTO AMMAZZA PARCHI

Da oggi i parchi regionali sono ancora di più "sulla carta" essendo stati di fatto commissariati dalla Giunta Regionale, grazie  al nuovo testo della Legge Urbanistica passato oggi in Commissione e che andrà dal 4 marzo in aula per la votazione definitiva.

A nulla è valsa la richiesta di ritirare l'emendamento 13bis alla Legge Regionale Urbanistica fatta oggi  da FAI - Fondo per l'Ambiente Italiano, Italia Nostra, Legambiente Lombardia e WWF Italia, appoggiata anche da Federparchi Lombardia,  durante i lavori della Commissione stessa.
Ci chiediamo se questa delegittimazione dei parchi sia inclusa nel mandato che i cittadini lombardi hanno dato al Presidente Formigoni.

Gli emendamenti alla legge Urbanistica regionale 12/2005 proposti dall'Assessore all'Urbanistica Davide Boni e approvati oggi in Commissione hanno come obiettivo quello di facilitare ai Comuni espansioni insediative nei Parchi Regionali. La tutela dell'ambiente, della storia, dell'interesse
collettivo, sembra essere assente nella politica dell'attuale Giunta Regionale, nonostante le normative europee vadano in direzione opposta.
Queste scelte  causeranno gravissime conseguenze sulla tutela e gestione delle risorse territoriali e sul sistema della pianificazione dei parchi.

L'emendamento 13 bis, passato oggi,  viene proposto in nome dell'efficienza o con la scusa di operare una "mediazione" tra Comuni ed Enti parco, dove non è chiara l'opera di mediazione della Regione dato che diviene possibile "scavalcare" in  toto il parere dell'Ente gestore del Parco. L'emendamento 13 bis delegittima gli Enti parco ed i rispettivi Piani Territoriali di Coordinamento: non sarà più necessario confrontarsi con il parco e con gli altri enti consorziati per realizzare nuove lottizzazioni a fini edificatori, basterà chiederlo all'assessore regionale.

L'emendamento 13 bis, infine, ci appare ancor più fuori luogo e incongruente alla luce del progetto di legge quadro sui parchi e sulle aree protette - promosso dall'Assessore alla Qualità dell'Ambiente, Marco Pagnoncelli – che tratterà ancora del medesimo oggetto. Diventa così ancora più evidente che l'emendamento 13 bis non risponda a particolari bisogni che non siano le aspettative di edificazione, come nel caso del Parco Agricolo Sud Milano.
Pertanto esso si pone in rotta di collisione con un progetto organico (molto criticabile ma organico) di riforma complessiva della disciplina sulle aree protette.

'L'emendamento tenacemente voluto dall'assessore Boni e dalla Giunta Regionale segna il ritorno del furore cementificatore nella legislazione regionale, ai danni dell'unica istituzione di tutela che ha dimostrato di reggere alle ondate immobiliari nell'ultimo trentennio: i parchi. E' davvero
singolare che una Regione che si dichiara fautrice di valori come sussidiarietà e federalismo introduca una norma che, di fatto, reintroduce la valutazione centralistica regionale degli strumenti urbanistici locali, solo al fine di concedere nuovo spazio al cemento in tutta la Regione,
sebbene la legge sia stata fatta solo per consentire al comune e alle immobiliari milanesi di avere mano libera sui terreni agricoli del Parco Sud' è quanto dichiarano, congiuntamente, i rappresentanti delle associazioni ambientaliste lombarde, che proprio oggi hanno consegnato
alla Commissione le prime 3500 firme raccolte on-line contro l'emendamento.

Milano, 20 febbraio 2008