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Rondò dei Pini e dietro: la muraglia
Una scelta senza coraggio. Altra violenza al paesaggio?

Alfredo Viganò
February 15, 2008 11:43 AM


Da più parti e a più voci in Consiglio comunale abbiamo posto la questione delle modifiche edilizie approvate da questa Commissione edilizia . Solo un contrario e due assenti , mi pare, non so per salute o impegni, ma spero, conoscendoli, per non partecipare ad una decisione pessima e priva delle necessarie attenzioni di dovere della Commissione per cercare il meglio, non compromettere il paesaggio e la prospettiva dalla Villa reale.
Non voglio qui riprendere tutta la questione, a suo tempo dibattuta in Città, se non per alcuni aspetti inquietanti dei comportamenti della nuova Amministrazione di centro destra. E neppure sulla nomina della Commissione che a mio parere è irregolare, ma preme sottolineare alcuni punti eclatanti e che inducono anche a chiedersi se si stia procedendo nella regolarità :
  • Una prima questione è la poca qualità del nuovo progetto, al di la di metri cubi e metri quadri. Si è fatta  una scelta senza coraggio. Sarei stato meno sorpreso se ci fosse stata una scelta più “spinta” ma almeno di buona architettura e tutela del paesaggio senza obbligare il privato ( che non ne ha colpa) a fare le cose male. A suo tempo la Giunta Faglia aveva avuto da dire sul progetto presentato, prima concordato dal privato con l'amministrazione Colombo e contenuto nell'Accordo di programma. Dopo vari contenziosi durati quasi due anni si arrivò a: presentazione di un progetto ridotto, per la torre, di circa la metà in altezza per rispetto delle norme urbanistiche e regolamentari ( non tanto per l'altezza in se stessa) con circa 36.000 mc in meno di quanto previsto dall'Accordo. Questo perché il progetto era sbagliato e contrario alle norme anche se consentito dal disegno dell'Accordo di programma. Bene, ora il progetto è peggiore perché è una lunga “muraglia” interrotta solo da via Lario. La parte dell'edificio posta sotto via Lario è la più visibile dalla Villa reale e dal Viale. Questa è di sei piani, con due piani in più del precedente approvato oltre il piano dei servizi, con cui si arriva a sette. In sostanza dal Viale della Villa reale si vedrà un edificio “muraglia” che supera la cortina degli alberi al Rondò e caratterizzerà la “chiusura” del paesaggio per circa 150 mt. Questo in contrasto con le scelte dell'Accordo di programma che limitavano in quella zona le altezze (art. 5. pag.10/11, punto D che prevede: contenimento dell'edificio fuori terra nella parte del compendio sita a nord dell'asse prospettico proveniente da Via Cesare Battisti). Certo non meglio la parte sopra via Lario dove al posto della torre originaria il progetto è forzatamente ridotto ma sempre portata a sette piani, ma con un “gradone” per rispettare le norme della distanza tra edifici e i diritti di terzi . Il risultato architettonico è sconcertante  e anche qui in contrasto con l'accordo di programma dato che si voleva una architettura significativa (art.9 , pag. 13, punto B : In conformità a quanto esposto al punto E delle premesse, la progettazione esecutiva del Centro Servizi Polifunzionale, sarà curata dal soggetto privato, previo esperimento di concorso informale di idee per l' individuazione di valide soluzioni di progettazione architettonica, come indicato nell'allegato schema di accordo attuativo). E mi fermo qui perché si facesse un concorso il progetto verrebbe immediatamente scartato. basta per ora a chiarire che ill progetto non non rispetta l'Accordo di programma.  
  • A suo tempo fu dato il permesso di costruire dopo che i ricorsi in tribunale fatti da associazioni e altri avevano perso con sentenza inappellabile ( non il Comune che invece ha sempre vinto nelle cause indotte). Nel permesso di costruire, per scelta di rispetto degli impegni e ridurre lìimpatto, fu limitata la superficie di vendita di circa 5.000 mq ( paragonabili a due supermercati in meno come medie struttura di vendita), riducendo così di circa un terzo la previsione originaria. Le ragioni sono note di questa scelta volta ad aspetti del sistema commerciale della Città ed a problemi di traffico. Per questa riduzione l'impresa inviò apposita comunicazione di assenso. Di Conseguenza anche il rinnovo dovuto della Autorizzazione commerciale fu ridotto alla nuova dimensione. Il progetto modificato oggi non rispetta questa Autorizzazione e quindi la Giunta attuale ha dato in più, rimangiandosi le affermazioni di un tempo ai commercianti e alla città,  per propria scelta e responsabilità. Si dice:la società commerciale ha ricorso, e allora?. La convenzione è con l'impresa che ha sottoscritto non con altri.
  • E' vero che in sede di variante all'accordo per l'inserimento del Polo Istituzionale non furono modificate le parti private, ma questo semplicemente perché non era necessario e si voleva che si concludesse il contenzioso in Tribunale senza interferire prima del giudizio. Perché ora non si è aspettata la conclusione del giudizio per maggior chiarezza dato che l' Accordo di programma è atto fatto tra enti pubblici e non col privato ?. Si dice ma se non facciamo così il privato non completa gli impegni assunti. Se fosse vero il privato non adempie alla convenzione che decadrebbe. Non vedo niente di drammatico, per la parte pubblica dato che nessuno vorrà fare realmente decadere la convenzione. 
  • Sottolineo solo brevemente poi che vi sono aspetti particolari anche in riferimento all'adeguamento necessario della Valutazione di impatto ambientale ( che non mi risulta sino ad ora presentata col progetto in Commissione) e anche questo ritengo in contrasto con le norme dato che si modificano tra l'altro, aspetti del paesaggio e la distribuzione del traffico e delle necessità di sosta.
  • Queste decisioni frettolose di modifica denunciano chiaramente che il progetto originario ( planivolumetrico inserito nell'Accordo di programma dalla Amministrazione Colombo e progetto allora inviato in Commissione) non era “regolare” per la distanza degli edifici con danno a terzi ma anche all'amministrazione. Perché se no si sarebbe accelerata la procedura di giudizio. È evidente che l'amministrazione Colombo approvò un planivolumetrico in contrasto con la normativa vigente! (poi corretto dalla amm. Faglia).
La cosa più grave in tutto questo è che un'altra decisione sbagliata sul paesaggio ed i valori della città si aggiunge alla “frettolosa”  rinuncia alla causa al Tribunale delle acque ( Canale scolmatore nel Parco storico e esondazioni alla Cascinazza); alla perdita di una linea metropolitana cercando di giochettare per esame di riparazione, con ricattini verso gli altri Enti e Comuni immiserendo il ruolo di Monza capoluogo ( si parla di linea ferroviaria di fantasia e altro percorso un po' più in la che a Bettola); alla incapacità di resistere degnamente alla bruttura di antenne poste su un edificio di cortina storica e attaccata alle scuole di via Raiberti ; al blocco ingiustificato di opere pubbliche avviate dalla precedente Amministrazione, al fermo del Piano per l'edilizia economico e popolare e convenzionata;alla interruzione del Piano per l'uso di energia solare  e del tavolo appositamente costituito per le politiche energetiche; al rinnovo “succube” della Concessione autodromo nel Parco; alle modifiche ad “hoc” del Piano di Governo del Territorio; alle vendette vergognose e ideologiche col personale obbligato a migrare altrove per vedere riconosciute le proprie capacità e qualità professionali, al revisionismo storico nostrano che non riconosce le ragioni della nostra repubblica, alla mancia alle partorienti in vece che aiuti veri, al prendersela, armati e motorizzati, con i deboli chinando la testa ai potenti, etc. etc. Io non credo che tutti in Giunta siano del tutto consenzienti a tutto questo, almeno lo spero per alcuni che meglio mi sembra o sembrava di conoscere, compreso il Sindaco, o sbaglio?

Alfredo Viganò



Armando Pioltelli
February 15, 2008 5:48 PM

Caro ALFREDO come ti ho sempre detto le partite si vincono al 90°,troppe volte la giunta FAGLIA si accontentata di vincere al primo tempo.
Dove avete sbagliato,forse c'è stata una ingenuita,che colgo nella tua disamina di quando fu inserito nell'adp il polo istituzionale senza blindare l'accordo con il privato,che già ci era costato il divorzio con IPM.
Ora non ci resta che piangere,perchè ADP polpetta avvelenata continua avvelenare la nostra città.

Armando
UNITI SI VINCE