

Smemoratezza ed oblio Negazionismo o minimalismo
Zelindo Giannoni
February 12, 2008 2:11 PM
Le celebrazioni della giornata del ricordo a Monza hanno evidenziato una serie di comportamenti che si sono allontanati da una memoria condivisa che doveva caratterizzare la giornata.
La responsabilità, in primo luogo e quasi totalmente, compete all'amministrazione comunale di Monza.
Infatti, nella commissione per le celebrazioni, il vicesindaco Dario Allevi ha respinto le proposte che sono state avanzate dai rappresentanti delle associazioni antifasciste che consistevano nell'organizzare una serata di dibattito non, come è stato fatto, con esponenti esclusivamente di destra, ma anche con storici più obiettivi, come lo era stato due anni fa con Giovanni Sabatucci e di esporre assieme a quella predisposta dall'ADES, anche la mostra della Fondazione della Memoria. Quest'ultima, fortunatamente, su iniziativa del Comitato Unitario Antifascista in collaborazione con la Circoscrizione 3 è stata esposta a San Rocco.
Dal confronto delle due mostre è apparso chiaro il motivo del rifiuto.
La prima, quella all'Arengario, contiene una omissione temporale non indifferente: tutto il periodo che va dal 1922 ascesa al potere del fascismo sino al dopoguerra del 1945.
Smemoratezza ed oblio certamente voluti per far dimenticare il fascismo, le sue nefandezze e le responsabilità di quanto compiuto anche in Slovenia e Croazia.
La seconda quella alla Circoscrizione 3 è invece, dal punto di vista storico e nella stessa cronologia storica, completa.
Infatti il titolo della mostra è: FASCISMO FOIBE ESODO.
Una serie di pannelli evidenziano, nel periodo fascista, il nazionalismo esasperato, la italianizzazione forzata e gli eccidi compiuti dai fascisti assieme ai nazisti dopo l'otto settembre 1943.
Altri pannelli, l'orrore delle Foibe, senza tralasciare le gravi responsabilità dei partigiani di Tito che non infoibarono o uccisero solo i fascisti, ma gente innocente e persino anche partigiani italiani.
Altri, pannelli infine, la tragedia dell'esodo di centinaia di migliaia di persone che, giustamente come ha dichiarato il Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, sulla quale ha pesato anche la congiura del silenzio di una vera pulizia etnica.
Nel dibattito di mercoledì 6 febbraio alla Circoscrizione 3, mentre gli autori della mostra Bruno Enriotti ed Angelo Ferrante ed una serie di interventi, compreso quello di una esule istriana, hanno evidenziato con obiettività la complessa e tragica vicenda mi spiace che Il giornale di Monza nulla abbia detto su questi interventi e sui contenuti della mostra - altri interventi, compreso il relatore Sandi Volk, sfiorando il negazionismo sull'esistenza della Foibe, hanno tentato di minimizzarne la portata e le responsabilità dei partigiani di Tito.
Posizioni inconcepibili che fortunatamente appartengono ad un estremismo che negli anni 70 era chiamato extra parlamentare non a caso alla riunione erano presenti personaggi di quell'epoca che da tempo non si vedevano in giro ed ora sono, con posizioni ultra estremiste, al di fuori persino ai partiti della sinistra radicale.
La ciliegina sulla giornata del ricordo, l'ha messa però ancora una volta il sindaco di Monza, quando nel suo discorso di domenica 10 febbraio all'Arengario ha dichiarato non si capisce quale sia la differenza tra la giornata del ricordo e quella della memoria, anzi bisognerebbe unificarle.
Qui non siamo di fronte a smemoratezza od oblio, ma ad una profonda ignoranza della storia o invece, questa mi sembra la più probabile, da diligente allievo di Allevi- quest'ultimo è uno di AN che però si vede che ha bevuto poca acqua di Fiuggi è diventato dal 4 novembre in poi il portavoce di maldestri tentativi di parificazione tra fascismo ed antifascismo, cioè tra coloro che hanno rappresentato la dittatura, il razzismo e la barbarie e coloro che combattendo hanno ridato al nostro Paese l'indipendenza, la democrazia e la libertà.
Zelindo Giannoni
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