

Lettera aperta a Giuliano Ferrara
February 01, 2008 8:57 PM
Insieme alle tante donne che in queste settimane Le hanno scritto, desidereremmo esprimerLe il nostro punto di vista in merito alla conferenza che Lei terrà sabato sulla 'moratoria sull'aborto'. Uno slogan tanto geniale, dal punto di vista mediatico, quanto subdolo dal momento che, stabilendo una 'stringente analogia ' (Cardinale Bagnasco, Cei, 21 gennaio u.s.) con la pena di morte , definita un assassinio legale, vengono entrambi accomunati, pena di morte e aborto, come assassinii legali e, di conseguenza, assassine tutte le donne che lo praticano.
Occorre invece distinguere: una cosa è chiedere all'ONU di condannare i Paesi che usano l'aborto come strumento di controllo e di selezione di genere delle nascite, come Lei dice di voler fare; altro è lanciare questa crociata in Italia, dove esiste una legge dello Stato sull'aborto, la 194, in base alla quale l'aborto è, solo a certe condizioni, ammesso. Una legge che ha fatto uscire l'aborto contemporaneamente dalla clandestinità e dal mercimonio Dunque la parola 'moratoria' evocata qui, in Italia, non può significare altro che divieto e, in seconda battuta, abrogazione. Cosa che hanno ben capito alcune autorevoli gerarchie ecclesiastiche che hanno colto al balzo l'equivoco, diventando le protagoniste e i principali interlocutori di tutta la faccenda. Ora se possiamo supporre che alle gerarchie ecclesiastiche italiane interessino i milioni di bambine soppresse in Asia, sappiamo per certo che gli importa, eccome, quello che succede in Italia e che il mirino è puntato sulla Legge 194.
Ma lo sa che sull'onda della querelle da Lei innescata l'Assessore alla famiglia di Monza, Stefano Carugo, ha proposto di elargire 500 euro al mese alle donne che rinunciano ad abortire ,monetizzando così, ancora una volta, il dolore di scelte difficili? E questo è uno degli innumerevoli esempi di strumentale utilizzo di quella che è e dovrebbe rimanere un'opinione sulla quale magari ragionare, ma certo non una legittimazione a indurre le donne a rivalutare una decisione che certamente è stata già ben ponderata perché dovuta a motivi ben più seri di quelli che potrebbero essere risolti da un piccolo compenso.
Ci spiace, inoltre che non sia stato previsto un dibattito che avrebbe permesso un confronto democratico e civile a fronte di un argomento che mette comunque in discussione una legge dello Stato, perché, pur continuando a sostenere che la 194 è sacrosanta e non si tocca, in quanto ha vinto sull'aborto clandestino , Lei sta di fatto tentando di ricacciare l'Italia indietro di trent'anni, porgendo il fianco al più bieco oscurantismo. Contro i diritti delle donne e la loro sofferta conquista di una libertà di scelta.
Città Persone Lista Civica Faglia
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