

La memoria
Alfredo Viganò
January 26, 2008 9:24 PM
I nostri nonni e genitori c'erano e per molti questa era la normalità che appare raccapricciante.
Come è stato possibile che ciò accadesse, come è possibile ora accettare revisioni storiche?
Non si può dimenticare né tollerare e non bisogna permettere mai più, qui e altrove, nei confronti di ogni persona che sia qui o entri nel nostro Paese, che sia di religione, cultura o colore della pelle diversa, che viva in una casa o in una roulotte.
Pure c'erano scrittori, scienziati, artisti, insegnanti, industriali, professionisti, impiegati, operai, studenti, che non hanno battuto ciglio. Non tutti per fortuna, come ci racconta la Storia.
Documento nel tempo di inizio di una grande tragedia
Ho una copia della Illustrazione Italiana del 15 ottobre del 1938, il numero 42 che per pura casualità contiene anche un inserto di molte pagine, disegni e foto, su Monza.
Sopra il titolo della rivista, in copertina, sta scritto in chiare lettere:
AL GRAN CONSIGLIO: RAZZA, CAMERA NUOVA, POLITICA ESTERA
L'articolo interno a firma Spectator recita:
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Non si ricorda una settimana che sia soltanto paragonabile a quella trascorsa per il lavoro compiuto e per l'imponenza dei problemi risolti. La razza, la riforma della Camera, la politica estera, l'autarchia.
sul problema della razza il Regime ha definito con perfetta coerenza le sue direttive e i modi di applicazione
Il problema ebraico, come si legge nella dichiarazione del Gran Consiglio, non è che l'aspetto metropolitano di un problema di carattere generale
l'esperienza insegna che, salvo rare eccezioni, i meticci costituiscono un elemento di disordine
per l'incapacità di elevarsi alla razza bianca
per il rapido arresto delle facoltà mentali
Alcune precisazioni. E' di razza ebraica colui che nasce
è considerato di razza ebraica colui che, pur essendo nato da matrimonio misto, professa la religione ebraica. Non è considerato di razza ebraica colui che è nato da matrimonio misto, qualora professi altra religione all'infuori della ebraica alla data del 1°ottobre XVI. Fissati questi presupposti, il Gran Consiglio ne ha dedotto le conseguenze ispirandosi, come vedremo, ad un alto senso di umanità
Non potranno più entrare ebrei stranieri
Potranno restare quelli che hanno una età superiore ai 65 anni e gli altri che abbiano contratto un matrimonio misto italiano prima del 1° ottobre
Il Gran Consiglio ha stabilito di vietare i matrimoni di italiani e di italiane con appartenenti alla razza ebraica, nonché a tutte le altre razze non ariane
(e poi impedimenti sulle proprietà, sull'accesso al lavoro ed allo studio di ogni ordine e grado, sulle professioni).
Con alto senso di umanità e di comprensione, il Gran Consiglio ha temperato questi provvedimenti
(famiglie di volontari, caduti o insigniti di croce al merito, nelle guerre: libica, mondiale,etiopica, spagnola, o per la causa fascista
)
Nelle pagine interne molta pubblicità, anche simpatica, delle migliori ditte italiane, come se tutto fosse normale nel Paese.
Tra aperitivi, tortellini, biancheria delle Frette di Monza, profumi, digestivi e purganti, apparecchi radio, assicurazioni, banche, liquori, lampade anche abbronzanti, medicine contro il raffreddore, saponi, brillantine, libri e macchine fotografiche, alcune pubblicità rinomate come :
CAMPARI SODA; LLOYD TRIESTINO; TELEFUNKEN 788; LYNX; OLIVETTI STUDIO 42; CARAMELLE MOTTA; ELAH ; BARBISIO
E poi, tra altre cose, articoli e foto sul Terzo Reich acclamato nei Sudati, su Benes, due romanzi a puntate di Mura e Indro Montanelli, su attori e cinema italiano e straniero, sul teatro giapponese e su varie manifestazioni. Anche sport, moda e due facciate per giochi, vignette e libri.
E poi un inserto di più pagine:
MONZA INDUSTRIALE E FASCISTA
(la città di Teodolinda, inserto)
Alfredo Viganò
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