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Obama
Giuseppe Pizzi January 09, 2008 10:49 PM A Romano Prodi sono occorse 281 pagine di programma per vincere le elezioni nel 2006. Barack Obama ha fiducia di farcela con sole 65 pagine. Un testo chiaro e appassionato, semplice e audace (www.audaciadisperare.it). Sul fisco, sui salari, pensioni, salute, armamenti, energia, politica estera, Iraq, Iran, diritti civili, inquinamento, immigrazione, donne, in queste 65 pagine Obama dice le cose che cambierà e come le cambierà. Per l'America che ha votato due volte per Bush, un programma rivoluzionario. I suoi oppositori (Obama li chiama cinici) dicono che il cambiamento è impossibile, che il carisma di Obama è appeso ai sogni. Forse gli sviluppi della contesa elettorale dimostreranno che hanno ragione, che i sogni non si avvereranno, ma intanto, negli Stati Uniti, chi vuole che le cose cambino sa per chi votare. G. Pizzi
"... Tutti noi sappiamo qual'è la posta in gioco. Questo è un momento decisivo nella nostra storia. La nostra nazione è in guerra. Il pianeta è in pericolo. Il sogno che molte generazioni hanno coltivato sembra lentamente dissolversi. Mai le cure mediche o gli studi ci sono costati tanto come ora. Sempre più difficile è risparmiare abbastanza per andare in pensione. E, quel che è anche peggio, abbiamo perso la fiducia che i nostri governanti vogliano o possano fare qualcosa in proposito. Ma è proprio il loro fallimento a fare di questo momento di sfida un momento di opportunità. Abbiamo l'occasione di portare tutto il paese insieme in una nuova maggioranza - per finalmente affrontare problemi che Washington ha ignorato troppo a lungo. Il Partito Democratico ha rappresentato qualcosa di veramente diverso nella vita del popolo americano quando ci siamo fatti guidare dai principi, non dai sondaggi; dalle convinzioni, non dai calcoli; quando abbiamo incitato l'intera nazione a perseguire un obiettivo comune - un obiettivo più alto. E io mi candido alla presidenza perché questo è il partito di cui l'America ha bisogno per fare quel che è giusto fare. Mi candido per offrire a questo paese un cambiamento nel quale poter credere. Mi candido per dire ai lobbisti aziendali che il tempo in cui potevano fissare l'agenda politica a Washington è finito. Mi candido perché voglio cessare di parlare dell'oltraggio di 47 milioni di americani senza assistenza medica e cominciare a porvi rimedio. Mi candido per mettere fine alla nostra dipendenza dal petrolio del Medio Oriente e salvare il nostro pianeta dalla crisi dei cambiamenti climatici, per consegnare ai nostri figli un pianeta più pulito e sicuro ci quello che abbiamo ricevuto. Come presidente, porrò termine alla guerra in Iraq, una guerra che ho avversato fin dall'inizio e che non avrebbe mai dovuto essere autorizzata. Porrò fine anche alla lotta contro Al Qaeda. E guiderò il mondo a combattere le comuni minacce del ventunesimo secolo - armi nucleari e terrorismo; cambiamenti climatici e povertà; genocidio e malattie. America, il nostro momento è adesso. Non voglio passare i prossimi quattro anni a ri-combattere le stesse battaglie che abbiamo combattuto negli anni novanta. Non voglio contrapporre l'America Rossa all'America Blù, voglio essere il Presidente degli Stati Uniti d'America." |