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Il vecchio e il nuovo

Giuseppe Pizzi
October 01, 2007 3:40 PM


Patrizia Toia, eurodeputato della Margherita, è uno dei 45 membri del Comitato nazionale per il Partito Democratico ed è candidata alle primarie nella lista "Democratici lombardi per Veltroni e Martina".
Compiaciuta, dichiara al Corriere della Sera che "nella lista ci sono persone che non hanno mai frequentato una sezione di partito". Capito?
Riveste un ruolo di dirigente di partito, ruolo che vorrebbe mantenere nel Partito Democratico, ma propone come un fiore all'occhiello della sua lista la distanza dai partiti! A questo punto siamo arrivati, che tutti quelli che non hanno mai messo piede in una sede di partito (quorum ego) oggi possono fregiarsi del titolo di membri della società civile, e vantare una verginità politica che sembra essere un requisito essenziale per i nuovi adepti del nascente PD (verginità che l'adesione
al PD mette peraltro a repentaglio).
Il bello è che le vecchie carcasse del partitismo - la Toia, come quasi tutti i venerabili promotori del PD, campa di politica da più di trentanni - non fanno che deplorare i vizi (conclamati) del professionismo politico e lodare le virtù (presunte) della società civile, ma si guardano bene dal trarne le conseguenze e togliere di mezzo la loro vetustà. Basta ascoltarli, dal "nuovo che avanza" auspicano che venga il rinnovamento delle idee e dei modi della politica, mica dei ranghi. Forse si illudono che l'operazione "stessi giocatori, altro gioco", mai riuscita a nessun allenatore di calcio, possa riuscire in politica. Ma forse, più cinicamente, sanno che "tutto deve cambiare perché nulla cambi", e sperano che, aggrappandosi al nuovo, il vecchio resti a galla.

G. Pizzi



Giuseppe Poliani
October 01, 2007 9:55 PM

Non ho molto tempo per rispondere a questo breve ma interessante intervento ma lo faccio volentieri perchè mi dà l'occasione di ribadire un concetto a me caro che qui di seguito riporto.
In barba a tutte le limitazioni più o meno manichee ed oscurantiste che sbocciano come funghi in questi mesi (solo due legislature; diminuiamo il numero dei deputati e senatori; via i vecchi dirigenti; solo chi non è mai stato nei partiti può esser eletto; mai Grillo nel mio partito… e così via)
io penso che per Bossi, ad esempio, o Calderoli, o altri come loro è già troppa mezza legislatura, ma per gente come fu Pertini, Moro, Berlinguer, e tantissimi altri, è giusto che abbiano speso una vita per la politica, per il paese, per l'ideale.
Altri tempi direte.
Anzi direi ancora di più: forse oggi abbiamo proprio bisogno di questo, cioè di persone che sposino senza divorziare le idee per cui si battono e mostrino come si difende lungo tutta una vita un'idea, un progetto di società, un ideale, una fede, perchè sappiamo bene tutti noi quanto costi battersi per un'ideale e quanto la storia individuale di persone direttamente conosciute da noi ci abbia dimostrato che spesso anche una vita intera non basta.
Con questo sono comunque d'accordo con quanto dice Pizzi: il gruppo dirigente deve stare davanti non nelle retrovie altrimenti non è credibile.

Cordiali saluti.
Giuseppe Poliani