

Luvic
Giuseppe Poliani
September 04, 2007 10:31 PM
Donne uccise Lecco: una aveva 17 anni ed era mamma
Si chiamava Luvic, aveva solo 17 anni ed era mamma di una bimba di otto mesi. L'hanno identificata attraverso i due nomi tatuati sulle spalle: 'Alexandra', quello della bimba, 'Ramon' quello del convivente, romeno come lei, che da diverso tempo la costringeva a prostituirsi lungo le strade del Comasco, fra Cermenate e Lomazzo. Dunque ha finalmente un nome una delle due donne trovate cadavere in sacchi dell'immondizia una settimana fa nei boschi della Val Boazzo, non lontano da Morterone, a quota 1.100, a due passi da Lecco. I carabinieri sono riusciti anche a ricostruire la triste storia de 'la zingara', una ragazzina costretta a suon di botte a prostituirsi da quell'uomo che credeva essere qualcosa di meglio, e che invece l'ha portata sulla strada della morte. Ramon e' uscito dal carcere di Opera solo pochi mesi fa e pare che avesse 'venduto' Luvic ad una banda di albanesi che detiene il controllo della prostituzione nella Bassa Comasca. Poi, improvvisamente, i suoi sfruttatori l'hanno 'trasferita' a Milano dove le 'colleghe' l'hanno vista fino a pochi giorni prima che il suo cadavere fosse ritrovato da un cercatore di funghi residente a Lecco. (AGI)
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Luvic: un pensiero per Lei, ultimo anello di una catena di miserie e ultimo punto di passione di
una vicenda umana atroce.
Così come lei, altre componenti marginali della nostra società spesso sono prese di mira perchè rappresentano l'ultimo anello debole della catena sociale.
E' sempre più facile prendersela con i più deboli.
Gad Lerner su La Repubblica del 29 agosto scorso parlando dei lavavetri afferma che "Le
vie dell'accoglienza e del sostegno agli svantaggiati sono ben altre" (rispetto al carcere; ndr) ma sfortunatamente non indica quali e cade così anche lui nella solita ipocrisia di facciata.
C'è chi pensa che il mondo finisca al di fuori dei confini comunali e, come il nostro sindaco, basti buttar fuori dal comune i problemi, qualunque essi siano, dai rom ai rifiuti, al traffico ai lavavetri o agli ambulanti, e tutto sia risolto.
E neppure si possono paragonare le gravità delle colpe di questi diseredati al pari delle colpe di chi posteggia in seconda fila, o di chi telefona guidando, o di chi non paga le tasse, perchè è proprio per queste tasse irresponsabilmente non pagate che il lavavetri deve fare quello che fa senza avere alternative.
E poi ci sono circa 9 milioni di clienti delle prostitute in Italia ogni anno che evidentemente considerano queste donne più oggetti che persone, invogliano la malavita ad un'attività illegale e squallida e, considerando che la maggior parte di questi clienti sono italiani, ciò
non ci fa molto onore.
Forse servirebbe un po' di autocritica che accompagni le pur necessarie disposizioni di sicurezza, perchè non vorrei che alla fine si giungesse al paradosso che è colpa dei lavavetri se non si pagano le tasse o il SUV è posteggiato in seconda fila.
Giuseppe Poliani
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