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FOLON: Le Pen e il Berlusca

da: lettere alla redazione
inviato il: 04/05/02 9.03
Soggetto: da Parigi - FOLON: Le Pen e il Berlusca


Cari, dolci, nobili amici de L'Arengario,
Folon

mi sembra utile, e scusandomi sia per la traduzione notturna improvvisata, sia per la non eccelsa qualità del mio francese, farvi conoscere qualche estratto di un articolo del celebre illustratore, pittore e scultore Jean-Michel Folon, intitolato "Lasciategli il nero" ed apparso sul numero di Le Monde datato sabato 4 marzo 2002, a pagina 16. Con un salutone, e mille auguri - s'intende - a Michele Faglia, il vostro Fabio Isman.

Tutti, perfino gli Americani, sono d'accordo su una cosa: l'Italia e la Francia sono i due Paesi più belli. Belli per la loro diversita'. Ma soprattutto per i loro artisti straordinari. Non ci saranno mai piu' un Cézanne, o un Piero della Francesca.

Berlusconi non fa nulla perché l'arte esista. Uccide il suo Paese perché ha installato l'imbecillita' e la pigrizia di spirito nei suoi giornali, nelle sue case editrici, nelle sue catene televisive. Al solo scopo del profitto. Poiché ha ramazzato tutto: comprese le grandi societa' di cui gli schermi
diffondono, con grandi spese, la pubblicità. Se fossi italiano, sceglierei una volta per tutte di non accendere piu' la televisione, o togliere gli occhi da quell'immagine fasulla che dirige quel bel Paese. In Italia, non si puo' guardare più da nessuna parte, senza ritrovarsi il ritratto di
quell'uomo. E' facile girarsi altrove, come propone Umberto Eco. Se ciascuno lo facesse, metterebbe in pericolo la sola cosa che interessa [Berlusconi] su questa terra: cioe' i soldi.

In effetti, gli inserzionisti scelgono la televisione perché gli italiani la guardano. Se essi lasciassero a Berlusconi la stupidita', leggendo, viaggiando o tornando a parlarsi, gli inserzionisti si distoglierebbero da una tv senza spettatori. E' il solo modo di lottare, Umberto Eco ha ragione.
Toccarlo, ferirlo, nelle sue ricchezze. Berlusconi annienta i valori sociali, culturali, artistici e umani: il suo unico valore morale e' l'arricchimento materiale.

Dir male di lui, non serve a nulla. E io penso che dir male di Le Pen serva ugualmente a niente. L'unanimita' contro di lui, dovrebbe fare piacere perfino a lui stesso: perché gli da' l'illusione di esistere. Come di Berlusconi in Italia, in Francia non si parla d'altro che di Le Pen: come
rendere ogni giornata un po' meno irrespirabile?
Propongo un'idea: perché non immaginare una giornata in cui nessuno, assolutamente nessuno, parlasse di lui? Invece di quei magnifici cortei spontanei per cambiare, gli studenti passerebbero un colore bianco sui suoi manifesti. I giornali lascerebbero spazi bianchi, al posto degli articoli
previsti. La televisione cancellerebbe il suono dalle sue immagini. Per un giorno, uno solo, la Francia vivrebbe come se lui nemmeno esistesse. Lei l'ha eletto con delle schede bianche: verrebbe punita con una giornata bianca.
Inventiamoci una giornata bianca. Io non sono francese, né italiano. Sono belga. Vengo dal Paese che, un giorno, ha inventato una marcia bianca. Se la Francia inventasse una giornata bianca, lascerebbe il nero a Le Pen. Il nero che gli assomiglia; il nero che lui preferisce. Il nero della notte, Per portare a spasso, senza nessuno, il suo cane fedele.

L'articolo e' illustrato da un disegno appositamente realizzato da Folon: un vuoto di edifici immobili, una falce di luna lontana, un uomo in lobbia ed occhiali nel mondo deserto, con al guinzaglio … una svastica.

Ancora salutoni a tutti
Fabio Isman: Le Parisién, of course, libéré.