prima pagina pagina precedente salva il testo




da: Giuseppe Motta
inviato il: 10 Nov 2001 00:58

Guerra alla Cittą


Dal Corriere della sera del 9 novembre 2001:
"La Giunta di Monza ha deciso di impugnare il Piano di Assetto Idrogeologico del Po".
"L'amministrazione comunale contesta l'inserimento di Monza tra le città a rischio totale e l'ampliamento delle fasce di rispetto del Lambro, che rendono inedificabili tra l'altro i 72 ettari dell'area Cascinazza di proprietà di Paolo Berlusconi. Di fatto il ricorso è una dichiarazione di guerra alla Regione che - secondo la Giunta monzese, smentita dal Pirellone - avrebbe modificato il piano originario senza dire nulla".

In realtà la decisione di impugnare il P.A.I. è una dichiarazione di guerra della giunta comunale ai
cittadini monzesi.

Guerra  che calpesta la storia della Cascinazza; che vuol sovvertire la sua funzione idrogeologica; che tende a mettere imprudentemente la città a rischio di inondazioni senza tener conto che, non il loro verificarsi, ma il solo pericolo che possano accadere per azioni od omissioni  è previsto dal Codice penale come reato.

Guerra dichiarata alla collettività e combattuta per gli interessi di privati.

Guerra che illumina le numerose altre precedenti dichiarazioni di chi, dopo aver proposto ricorso in Cassazione contro una sentenza d'Appello che riconosceva alla proprietà di quell'area un generico diritto al risarcimento di danni, non quantificati, non accertati e non determinati, gridava ai quattro venti che la proprietà aveva ragioni da vendere.

Comportamento che allora poteva sembrare solo illogico ma che ora appare come un tradimento politico verso la città.

Giuseppe Motta

vedi anche:
La Cascinazza e il Lambro - Bomba a Palazzo: divieto assoluto di costruzione, per legge
Ma il sindaco da che parte sta ?
Leggi inventate su Piazza d'Uomo