

Marching Bands
Matteo Barattieri
12 luglio 2003 13:54
Ho potuto seguire solo in modo parziale il campionato delle Bande da Parata e da Spettacolo...ma tanto è bastato per apprezzare la manifestazione... di seguito qualche appunto... con un invito per gli altri che hanno seguito l'evento a dare loro impressioni... ecc... ecc...
Il prologo
Quando Felice Cattaneo - motore primo della macchina organizzativa - aveva contattato noi dei gruppi ambientalisti (vedi sotto), ce lo aveva anticipato: è uno spettacolo davvero entusiasmante, "vedrete..."
Comitato per il Parco? Presente
Ebbene sì anche noi del Comitato per il Parco abbiamo dato il nostro contributo alla vicenda. Martedì 8 luglio abbiamo organizzato un servizio di guide per sentieri e prati di Parco e Villa Reale, ma non solo: abbiamo portato anche qualche banda per le vie di Monza. Nota negativa: Cattaneo si è rivolto a noi, perchè la Pro Monza aveva dichiarato di non essere in grado. Noi - ma il mio ruolo è stato invero marginale, hanno lavorato altri - siamo stati più bravi: 20 di noi coinvolti come operatori e guide turistiche volontarie, un opuscolo bilingue sul Parco... ecc... ecc... Un momento bello e coinvolgente.
Gli angeli biondi di Strausberg
Così li definiva Clara Puppo in un messaggio. La Fanfarenzug di Strausberg (un'ora coi mezzi pubblici da Berlino) ha dato spettacolo per le vie di S. Fruttuoso - dove erano ospitati - il 9 luglio. Una parata tutta da seguire. Gli angeli sono circa 150, tutti in bianco. Gli strumenti: fanfare e percussioni di due tipi (tamburi e tamburelli). Prima di partire i percussionisti si esibiscono in virtuosismi con le loro bacchette, una via di mezzo tra lo spettacolo e il riscaldamento. Durante la parata qualcuno del seguito fa da portatore d'acqua. Sono in gran parte ragazze, l'età media è bassa. Tra tutte una bambina piccola e paffuta si fa notare. Le movenze sono quelle degli altri; non manca di suscitare tenerezza.
Finita l'esibizione scambio quattro chiacchiere con una signora del seguito. Lei non suona, due suoi figli fanno parte del gruppo. L'impegno non è da poco per i ragazzi. 2-3 allenamenti la settimana. Poi ci sono le tante gare ed esibizioni. Quest'anno la Fanfarenzug di Strausberg ha portato a casa due coppe. Come mai le tre bande tedesche sono tutte dell'ex-DDR? La mia interlocutrice mi dice che ci sono bande anche a Ovest ma "...sono più piccole e quando vedono le nostre grandi bande si spaventano...", afferma con un pizzico di divertito orgoglio. La banda ha qui circa 150 membri, ma ce ne sono altri 100 rimasti a casa. L'età media è bassa. Il più vecchio ha 37 anni, il capo ne ha 46. La bambina di cui sopra ne ha 8, ma non è la più piccola: in Germania sono rimasti bambini di 6 e 7 anni. In prevalenza sono ragazze, come mai? "Non c'è una ragione precisa: è così, punto e basta". La tradizione in Germania Est è sempre stata comunque molto forte. Oggi, mi racconta un'amica tedesca da tempo trapiantata a Monza, questi gruppi rivestono anche un ruolo sociale in zone depresse del paese.
Stasera il capo non c'è: è andato a vedere le eliminatorie. Arrivano notizie: la banda thailandese (Sarasit) ha vinto il turno di stasera e ha preso un punto in più di Strausberg. Si entra nel clima pre-finale. Decido di tifare per gli angeli biondi, per simpatia e nel ricordo di ore passate su declinazioni e verbi del teutonico idioma.
La finale
Le bande classificate sono ben 14. Da vari paesi. Stili e musiche sono abbastanza differenti. Si possono tuttavia individuare delle correnti principali.
Ci sono bande che si esibiscono muovendo i propri effettivi secondo distribuzioni caotiche. E' un caos apparente. In realtà le esibizioni vengono studiate al millimetro. Molti gruppi dispongono prima dell'esibizione dei riferimenti sul terreno (corde, cartelli numerati...). Devono farlo in velocità, il tempo per l'esibizione (16 minuti al massimo) comprende anche la preparazione: il cronometro parte non appena il primo componente della banda è sceso sul terreno. Capire invece come operino i giurati è davvero impresa impossibile: ogni esibizione fa storia a sé.
Altre bande (tedeschi e cechi su tutti) seguono invece rigorose geometrie e tengono i loro elementi più bloccati. E' un rigore che non impedisce creatività e fantasia, tutt'altro. Queste esibizioni risultano invece molto spettacolari e di grande effetto, per lo meno per il sottoscritto, profano della materia. Le due bande tedesche (Potsdam e i miei amici di Strausberg) impressionano proprio per l'eccezionale precisione e simmetria, accompagnata da grande vivacità. Notare che non hanno posto nessun riferimento sul terreno. Come faranno a descrivere linee e a rispettare i disegni prefissati? Sono anche le più folte (150 componenti). Mah.
La banda olandese è piccola, solo 37 componenti, tutti con in testa un pesante colbacco bianco. Rimangono sempre compatti e descrivono onde sul prato del Brianteo, con sintonia millimetrica.
Non avevo mai assistito a questo genere di spettacolo. Mi piace sottolineare lo spirito di coralità che lo contraddistingue: tutti lavorano per tutti. Lo sport che più vi si avvicina è forse il rugby.
Come dicevo la mia preferenza va a quelle bande che si esibiscono con pochi fronzoli ma fanno dell'essenzialità una loro nota significativa. Alla fine il mio taccuino metterà ai primi posti Strausberg, Potsdam e Cheb (repubblica Ceca), con una menzione speciale per i Malesi.
Altri gruppi scelgono di arricchire il loro numero con qualche effetto speciale. I Malesi offrono uno spettacolo cromatico tra i più belli. I costumi bicolori rendono l'insieme quasi cangiante, le sbandieratrici disegnano onde luminose: meraviglioso.
E gli italiani? Pota, son di Verdello, provincia di Bergamo. Scatenati e atletici, a cominciare dal capo, che ha solo 17 anni: complimenti.
Ho portato con me il binocolo, che permette di cogliere qualche istantanea. Nella banda russa uno dei fiati ha un foglietto per leggere la musica: non si sa mai. Indimenticabile il sorriso divertito del capo di quelli di Cheb. Il loro numero si segnala per lo spirito sbarazzino e leggiadro come un valzer: balletti e scambi di strumenti.
Nei visi dei partecipanti c'è concentrazione ma sorrisi non mancano qua e là.
Arrivano gli angeli di Strausberg: forza ragazzi! Linee e curve sulle zolle che altre pedate assorbono durante l'anno: si vorrebbe non finisse mai questa magia.
Infine Sarasit, i Thailandesi. Si fa un po' fatica a seguire l'esibizione, dato l'orario. Alla fine vinceranno loro, Strausberg seconda. Terzi gli Olandesi di Avendo. Cheb becca poco: peccato.
I vincitori prendono applausi da tutti gli altri concorrenti.
Una bella manifestazione e un grazie a tutti, organizzatori e atleti, su tutti quel simpatico folle del Cattaneo.
Mandi
Matteo Barattieri