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Il Gran Viale - 1898


Il Gran Viale - 1898

Molti pensano che i Giardini della Villa siano un evento separato dal paesaggio del Parco. Al Piermarini la Villa e i Giardini, al Canonica il Parco. Non è così.
Al Canonica, più che al Piermarini dobbiamo questa “integrazione” e continuità che oggi cogliamo pur in soluzioni particolari così diverse e articolate delle visuali e organizzazione degli spazi verdi come delle architetture dei Giardini e del Parco.
La cartografia rimasta dei disegni e progetti del Parco rendono evidente la continua e precisa ricerca di rapporto paesaggistico tra i Giardini, così come voluti originariamente dal Piermarini e i primi loro ampliamenti nella conquista progettuale delle aree agricole limitrofe, in particolare a nord e ad est del Parco.
Annalisa Maniglio Calcagno, su questa “integrazione e contrapposizione” di contenuti progettuali offre stimoli di ricca analisi e valutazione nello scritto  “La nascita del Parco e il suo sviluppo” che già ho citato per altra cartolina (Il Parco reale di Monza – Associazione Pro Loco - 1989 ).

La cartolina è viaggiata nel 1898 ed è mandata alla Signorina Luisa a Monticello. Non porta firma ne pensiero del mittente che quindi non ne aveva bisogno per essere riconosciuto.
La cartolina mostra, da est, il “Gran Viale di prospetto al Palazzo”  o cannocchiale, da percorrere a cavallo, e che dalle finestre e balconi centrali della Villa consentiva di mirare profondamente il paesaggio sino alle campagne a sud di La Santa ed anche oltre. Verso ovest ed in asse sempre con la Villa, il Grande Viale assume il carattere di accesso al Palazzo (si veda la cartolina inerente l'attuale viale Cesare Battisti e la mappa del 1838 nella presentazione iniziale), a est continua nel paesaggio “verde”. Questa continuità immaginaria, astratta, di riscontro planimetrico, si consuma funzionalmente nell'attraversamento della grande Villa nel cui interno, come in un “centro”, si connette visivamente questa continuità che, con asse perpendicolare a questo, mira poi il centro della Città a sud e il Frutteto matematico a nord .
Questa continuità non è fatto singolare della Villa di Monza ma quasi “regola” progettuale nella realizzazioni di regge e grandi complessi nobiliari con Parco. Nello scritto di Maniglio Calcagno vengono riportati schemi significativi di evidenza di questa regola progettuale (in particolare la Reggia di Caserta del Vanvitelli, la reggia di Versailles di Le Notre) .

planimetria del Canonica

Anche il Ponte delle Catene (si veda una precedente cartolina) diventa opera partecipe di questo bellissimo gioco di progetto del paesaggio e, in leggero rilievo consente, ancor più alti in sella al cavallo, di coglierne la magnificenza girandosi a “mirare” la Villa come “traguardo” del termine del Grande Viale definito dalle piantumazioni laterali.
Più punti di sosta e vista, quasi a cascata per le quote sino al Lambro e poi inversamente in crescita, definiscono questo percorso visivo: uno primo e più alto dalla Villa, Un secondo nel terrazzo di accesso alle scale ai piedi della stessa, un terzo (che era un tempo appositamente definito quasi come un belvedere, si veda la cartolina sulla Villa ai primi del '900) ove insiste la recinzione, un quarto sul Ponte delle Catene ed un quinto al termine (dove era prevista una uscita dal Parco ed una sua continuità visiva nella campagna (si veda la planimetria a firma del Canonica e che rappresenta uno stato attuale del tempo e che era accompagnata da una lunga descrizione in 168 punti).

La bella stampa del Sanquirico, che qui allego con la planimetria del Canonica, ci mostra anch'essa da est questa “progressione” a calare che dalla Villa porta al Ponte della Catene sul Lambro e poi oltre risale.

Alfredo Viganò

Sanquirico - Il Gran Viale di prospetto al Palazzo


cartolina precedente

  11 dicembre 2005