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Pellegrinaggio a Mauthausen
di Veronica Nisco


la targa di Vittorio Bellini per i caduti monzesi

Nelle remote colline austriache, ove sorgeva il lager nazista di Mauthausen di cui tuttora rimane integra l'inespugnabile fortificazione, regna oggi una profondissima quiete e si leva silenziosa la voce delle migliaia di vittime che hanno subito un crimine disumano.
Proprio là, in un angolo del memoriale italiano, domenica 7 maggio, è stata deposta, in occasione del 61° anniversario di liberazione del campo, una targa in onore dei caduti monzesi, progettata da Vittorio Bellini. La scultura bronzea, rappresentante un libro aperto su cui sono incisi i nomi dei deportati di Monza, è stata consegnata da una delegazione monzese guidata dal sindaco Michele Faglia, al termine del pellegrinaggio organizzato dall'ANED (Associazione nazionale ex deportati).
All'iniziativa hanno aderito anche i comuni di Cinisello, Muggiò e Sesto. Ogni delegazione godeva della partecipazione di un numero consistente di studenti, delle scuole Peano di Cinisello, PACLE di Muggiò, Bianconi, Canossiane, Ipsia, Mapelli e Zucchi di Monza, presenza significativa in quanto proprio loro, i giovani, sono i veri destinatari del messaggio della memoria.
Il pellegrinaggio di questo gruppo eterogeneo ma unito su un unico fronte, vede come prima tappa del suo viaggio il castello rinascimentale di Hartheim, ad Alkoven (Austria Superiore), teatro di morte di 30.000 vite umane, secondo quanto si calcola, in soli tre anni dal 1941 al 1944, uccise poiché considerate “vite indegne di vivere”.
L eutanasia era per il governo nazista una soppressione necessaria per epurare la razza tedesca da disabili e persone affette da malattie, provenienti in parte dagli istituti psichiatrici, in parte dai campi di concentramento. Hartheim è stato anche ospedale sperimentale per i medici nazisti e scuola da cui uscivano veri e propri specialisti del genocidio.
Il campo di sterminio di Gusen è la seconda tappa del pellegrinaggio; da questo luogo di terrore e violenza, di cui oggi non è rimasto quasi niente, nemmeno la metà dei 70.000 internati provenienti da tutta Europa poterono ritrovare la loro libertà il 5 maggio 1945.
Infine il pellegrinaggio si è concluso a Mauthausen, lager nazista dove rimangono ancora mura, torri, casupole, camere a gas, forni crematoi, siti che ai nostri occhi parlano da soli. Il gruppo ha assistito e partecipato alle cerimonie dell'anniversario della liberazione, una manifestazione fortemente sentita, alla quale rappresentanti di nazioni di tutta Europa hanno portato il loro omaggio e contributo. Il corteo ha sfilato fino all'Appelplatz, ha sostenuto vigorosamente bandiere e stendardi, ha cantato inni di liberazione, ha portato la testimonianza e il ricordo di alcuni, ma anche la straordinaria solidarietà di molti.
Speranza, fiducia e forza d'animo sono i sentimenti che hanno ispirato la cerimonia affinché i diritti dell'uomo vengano tutelati e affinché la democrazia non lasci spazio alla sopraffazione dell'uomo sull'uomo. Con questo bagaglio si ritorna alla propria casa, al proprio lavoro, alla propria scuola, ma con un valore aggiunto, quello di trasmettere questi messaggi a chi non ha visto.

Veronica Nisco
classe 3 A Liceo Classico Zucchi


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  25 maggio 2006