
Memoria al Serrone della Villa Reale
di Rosella Stucchi
27 gennaio, giorno della Memoria: al Serrone della Villa Reale, nella cornice della mostra I segni della Guerra, disegni sui lager di Aldo Carpi e Augusto Colombo, si ricordano gli orrori della deportazione con un discorso del sindaco e con la recita da parte di Antonella Imperatori Gelosa di brani del libro A Gusen il mio nome è diventato un numero del monzese Angelo Signorelli. Il libro, del 1995, era esaurito ed è stato appena ristampato a cura del Libraccio (5,00 ) che ne regalerà una copia ad ogni classe delle scuole medie inferiori e superiori (ed alle quinte elementari) di tutte le scuole pubbliche e private di Monza, oltre che alle biblioteche di tutto il comprensorio.
Signorelli a 17 anni, da solo un mese operaio alla Falck di Sesto San Giovanni, partecipa ai grandi scioperi del marzo '44 e pochi giorni dopo viene arrestato di notte assieme al fratello; dopo due soste a San Vittore e a Bergamo viene deportato con gli ormai tragicamente noti carri bestiame a Mauthausen e quindi a Gusen dove è rimasto per 14 mesi.
Il suo racconto segue ahimè un itinerario già noto per tante altre testimonianze: lavoro durissimo, stenti, botte ad ogni minimo pretesto e, soprattutto, perdita di identità: per sopravvivere era indispensabile imparare il proprio numero di matricola e riconoscerlo agli appelli fatti dai kapò in tedesco o in polacco od anche in russo.
La liberazione lo trova in coma, assalito da una febbre violenta, poi la guarigione ed il ritorno in patria.
Signorelli porta dentro di sé i segni di quella tragedia con equilibrio e dignità, senza vittimismo ed i suoi frequenti incontri con gli studenti nelle scuole rendono questi attoniti e partecipi anche per lo stile semplice e diretto con cui Angelo espone i suoi ricordi.
Ai momenti di commozione reagisce cercando nella sua mente il ricordo degli atti di solidarietà di cui ha goduto, da parte della gente di Bergamo prima, persino di un soldato tedesco durante la detenzione e poi, dopo la liberazione, della popolazione di Gusen, oggi gemellata con Sesto S.Giovanni.
Bravissima Antonella Imperatori: soffermandosi durante la lettura davanti ai disegni più significativi di Aldo Carpi ed Augusto Colombo ha saputo comunicare con efficacia la disperazione di un ragazzo strappato alla sua famiglia e sbattuto in un mondo di crudeltà e sofferenze inaudite, di cui oggi però dice: il male comunque è molto meglio subirlo che farlo.
Antonella Imperatori già lo scorso anno aveva celebrato con noi il giorno della Memoria in una affollatissima Sala Maddalena con il monologo A ghi bisogn un po' da guera viàlter, costruito con le testimonianze di alcuni reduci monzesi da lei intervistati.
Rosella Stucchi
29 gennaio 2004