
Il Colectivo de mujeres de Matagalpa a Monza
di Mimina Bongiovanni
Gruppi plastici michelangioleschi, cori da tragedia greca, gli zanni degli studi di Fo (*): queste le immagini che mi venivano in mente vedendo lo straordinario e sorprendente spettacolo messo in scena il 3 settembre sera dal gruppo delle mujeres del Nicaragua in piazza san Paolo.
Queste cinque ragazze, comunicative e sconvolgenti nella loro spontaneità, hanno mimato la liberazione delle donne con immediatezza, ironia, tanta saggezza.
Una cultura antica che si apre naturalmente al nuovo, ai bisogni di sognare insieme delle donne espressi con molta raffinatezza, con il cuore, il corpo, la musica, la danza. Uno spettacolo mimico di altissima qualità che, mi sembra, ha coinvolto tutti i presenti.
Poi le cinque donne hanno cominciato a cantare le canzoni che usano per fare educazione popolare, di strada e hanno cantato dei lavori femminili, del rischio AIDS del "condom" in una canzoncina che spero imparino tutti i bambini da piccoli, allegra filastrocca buffa che tornerà loro in mente quando sarà il caso. Voci magnifiche, personalità del tutto diverse che entravano in assonanza con grande maestria.
Per me una serata ricca, con la sensazione di fare parte di una comunità solidale.
Mi spiace molto per chi si è perso lo spettacolo.
Mimina Bongiovanni
(*) Intorno al '50 Amleto Sartori ,che faceva maschere, ha avuto l'incarico da Grassi di fare la maschera per il primo Arlecchino di Marcello Moretti Non fece né la maschera greca né quella usuale della commedia dell'arte ma risalì alla maschera arcaica degli zanni, in cuoio.
Fo intanto studiava anche questi aspetti del teatro e tenne seminari alla Sapienza sulla maschera.
Le maschere dei Sartori furono usate da Jean Louis Barrault, da Strehler...
A ridare fiato allo zanni ci ha pensato Fo.
6 settembre 2003