
Mai morti, al teatro Manzoni a Monza
Un'occasione per ricordare o per conoscere
di Giorgio Casera
In una delle periodiche visite che faccio alla Pro Monza di piazza Carducci ho scoperto che tra gli spettacoli previsti nel ciclo Altri percorsi di prossima effettuazione al Manzoni c'è una commedia di Dario Fo e il monologo Mai Morti di Renato Sarti.
Leggevo qualche settimana fa su un quotidiano che Mai morti, che vede sul palcoscenico il bravo Bebo Storti, va in scena con la protezione della Digos. Per i temi trattati, infatti, ha subito e subisce continue minacce da parte della destra extraparlamentare (Forza Nuova e simili) così come accese proteste da quella parlamentare (a Roma un vero e proprio assalto di un gruppo fascista davanti al teatro Vascello nel corso della rappresentazione era diretto da una nota esponente di AN).
Per chi non lo sapesse il monologo ripercorre la storia recente del nostro Paese attraverso il filo continuo della memoria ripercorso dal protagonista che è stato nella X Mas e che collega i massacri compiuti dagli Italiani in Africa alle torture che la banda Muti infliggeva ai partigiani e a certi gravissimi sintomi d'intolleranza di cui è piena la nostra vita di oggi.
Lo stesso quotidiano riportava le considerazioni di Bebo Storti e Renato Sarti sulla situazione di attore/autore protetti per poter rappresentare. Ambedue si dichiaravano convinti della necessità di produrre una testimonianza tesa a non far dimenticare il passato, peraltro sistematicamente sepolto sotto un oblio probabilmente non casuale. Chi scrive, come tanti altri studenti del suo tempo (ma oggi sarà veramente cambiato?), ha concluso i programmi scolastici di storia alla fine della Prima guerra mondiale e per il seguito ha dovuto arrangiarsi. Ha avuto però occasione di vedere foto di ribelli abissini impiccati o passati per le armi in massa, presso uno zio che aveva fatto la guerra d'Africa. Una certa sorpresa mi aveva provocato inoltre la notizia di qualche anno fa secondo cui per un film su un capo libico ribelle al tempo della colonizzazione italiana, americano di produzione e con interprete Anthony Quinn, la distribuzione in Italia era stata proibita dal governo di allora perché veniva mostrata la brutalità dell'occupante nel reprimere la ribellione (italiani non brava gente in questo caso), e siamo negli anni '70/'80.
Ho visto Mai Morti il 18 gennaio a Brugherio presso il benemerito teatro S. Giuseppe, per l'occasione tutto esaurito, come per fortuna sembra si verifichi spesso per questa rappresentazione. Clima tranquillo, come per una commedia brillante, tant'è che non mi sono accorto della Digos (se c'era era molto discreta). Il pubblico faceva spettacolo a sé, molto attento e partecipe. Molte famiglie. Da parte dei miei vicini, prima dello spettacolo e durante gli intervalli, discorsi su problemi quotidiani di lavoro in ufficio o in fabbrica. Alla fine un applauso scrosciante, con Bebo Storti a ringraziare in mezzo alla platea. Un segnale molto consolante nell'attuale situazione italiana.
Per Monza e per tutti i monzesi che non vogliono dimenticare il passato è una occasione da non perdere.
Giorgio Casera
Monza, teatro Manzoni, 31 marzo 2003 ore 21:15
24 marzo 2003